Così Ronaldo ha rovinato la Juventus

Da tre stagioni a questa la Juventus vive un lento ed inesorabile declino: dall’arrivo di Ronaldo a Torino la situazione in Europa è peggiorata e quella in patria riporta oggi una crisi senza precedenti recenti.
Se è vero che tutte le belle cose prima o poi devono finire, è anche vero che tutte le favole dovrebbero avere un lieto fine. Un lieto fine dove, magari, se si perdono coppe e campionati è per merito di qualcun altro che si è dimostrato più preparato, tecnico e ritmato di noi; non perchè un calciatore da 100 milioni di euro non conosce le basi di come si sta in barriera.

La “colpa” però non è del Ronaldo-giocatore, quanto del Ronaldo-personaggio: il suo arrivo ha messo sugli allori dirigenza e tifosi, galvanizzati dall’avere in squadra quel mostro sacro che pochi mesi prima aveva dato una bella batosta alle speranze europee dei bianconeri. Il suo arrivo ha precluso quello di molti altri: per mesi si è chiesto dei rinforzi, soprattutto a centrocampo (dove adesso si vedono le lacune maggiori), ma i rinforzi -quelli veri- non sono mai arrivati. Pensavamo che la risposta a tutti i problemi fosse l’arrivo del titanico Ronaldo. D’altronde, come aveva detto qualche anno fa un suo ex-allenatore, “con CR7 in campo partiamo sempre dall’1-0 per noi“. Sembrava una promessa così bella.

E invece arriviamo a ieri sera, alla partita contro il Porto che ha sancito l’ennesima clamorosa eliminazione agli ottavi di Champions ad opera stavolta di una squadra che in patria è a -10 dalla vetta. “Non si può andare in barriera così. Prima che parta il pallone Ronaldo è già girato” commenta, a caldo, Fabio CapelloI giocatori in barriera non dovrebbero avere paura, devono andare consapevoli di poter essere colpiti dal pallone. Questo è un errore imperdonabile che non ha scusanti“.

L’errore in barriera di Cristiano Ronaldo che, spostandosi e facendosi passare la palla tra le gambe, ha portato la Juventus a subire il gol decisivo per l’eliminazione dalla Champions League

Già, Fabio: non ha scusanti. Come non ha scusanti aver investito così tanto su un singolo giocatore -in uno sport dove si gioca in 11-, pagando per le sue prestazioni ben oltre 300 milioni di Euro (dato aggiornato ad Agosto scorso) senza averne tratto praticamente alcun beneficio, nè sportivamente nè finanziariamente parlando: dopo due anni in bianconero, la discrepanza tra costi e benefici dell’affare Ronaldo era di oltre 200 milioni di Euro (in negativo, ovviamente). Ed ora, dopo la tragicomica eliminazione col Porto, le cose non miglioreranno: il titolo bianconero ha già perso il 6.5% del proprio valore in borsa.

A parlare, poi, sono i risultati sportivi: nei quattro anni precedenti all’arrivo di CR7 la Juventus aveva ottenuto quattro scudetti, quattro coppe nazionali, una supercoppa, due finali di Champions. Nei tre anni successivi all’arrivo del portoghese, invece, la Vecchia Signora ha ottenuto due scudetti, due Supercoppe ed una finale di Coppa Italia (ancora da disputarsi). In Champions, poi, il disastro: tre eliminazioni con Ajax, Lione, e Porto. Tre squadre che la Juventus avrebbe dovuto mangiarsi a colazione.

Poi c’è anche l’aspetto comportamentale: CR7 non è proprio l’uomo spogliatoio che tutti vorrebbero. Nel corso del tempo si sono visti gesti di stizza verso compagni, scontentezze e arrabbiature varie anche per sciocchezze, ed una voglia spasmodica e quasi maniacale di fare goal che finisce per ossessionarlo, già vista fin dalla sua prima apparizione in bianconero contro il Chievo 3 anni fa.
Cristiano vuole segnare. Vuole essere la star. Vuole che tutti i compagni giochino per lui. Se un passaggio è per X invece che per lui, e l’azione non finisce bene, si arrabbia; e anche se finisce bene gli rimane una visibile stizza in corpo per non essere stato lui a segnare. E va bene così. E’ giusto che un leone ruggisca e voglia essere il capobranco. Tuttavia, all’indomani della disfatta contro il Porto, una statistica svetta su tutte le altre: Ronaldo ha segnato più goal in Champions nel suo ultimo anno col Real (15) che in tre anni con la Juventus (14).

Il problema maggiore, però, sono state le scelte fallimentari che la dirigenza ha dovuto e voluto sostenere per sobbarcarsi le spese dell’affare: via Sarri, arriva il “maestro” Pirlo (tanto per risparmiare un po’ sulle uscite); Matuidi ed altri lasciati partire a parametro zero pur di non sostenere i costi dell’ingaggio; Marotta mandato via poichè fin da subito in disaccordo con l’affare Ronaldo. E così via.

Al portoghese rimane ancora un anno di contratto. Qualcuno già si azzarda a dire che lo stesso Paratici abbia reagito negativamente, nel post-partita di ieri sera, alla domanda “ma Ronaldo rinnoverà?”. Una risposta certa (ancora) non possiamo averla.

La domanda giusta da porci, però, dovrebbe essere: siamo proprio sicuri che Ronaldo dovrebbe rinnovare?

Emanuele Breschi

Diplomato in Lingue e laureato in Scienze Politiche, anche se ho passato più ore su Netflix o alla Playstation che sui libri.

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