Roland Garros, l’imperatore di Parigi è ancora Rafa Nadal

L’imperatore di Parigi è ancora Rafael Nadal. Il maiorchino vince il suo 13esimo Roland Garros, battendo in 3 set il numero 1 del mondo Novak Djokovic. 6-0 / 6-2 / 7-5, dopo 2 ore e 43 minuti di gioco: un risultato netto, difficile da immaginare alla vigilia. Anche se Rafa, era arrivato in finale in grande spolvero, battendo ‘il nostro’ Sinner ai quarti e l’argentino Schwartzman in semifinale, senza concedere nemmeno un set lungo il cammino. Lo spagnolo non sbaglia nulla e annichilisce Djokovic, nervoso e impreciso.

Per Nadal è il 20esimo Slam della carriera -eguagliato il record di Federer-, l’86esimo torneo della sua infinita bacheca. Un capolavoro tattico, che certifica ancora una volta, a 34 anni, il suo dominio a Parigi e sulla terra rossa.

Nole male in battuta. Primo set chiuso a 0 da Nadal

Nadal parte fortissimo e strappa subito un break a Djokovic. Il maiorchino serve meglio e gioca con varietà e precisione. Il serbo invece, continua a giocare a palle corte, come ha fatto durante tutto il soggiorno a Parigi, ma i suoi colpi non sembrano far male. Le prime di servizio non entrano e Nadal scappa, rubando il secondo break e andando avanti addirittura 4 a 0. Gli scambi sono comunque combattuti -3 game su 4 finiscono ai vantaggi- ma il campo continua a premiare lo spagnolo che dopo 46 minuti chiude il primo set, non lasciando nemmeno un game a Nole. Il numero 1 del mondo non sembra in giornata: 13 errori non forzati per lui e un impietoso 27% di punti vinti con la prima di servizio. Nadal invece, sembra messo decisamente meglio in campo, le sue statistiche in battuta sono buone, così come quelle in risposta, con la quale porta a casa 16 punti su 26.

Bene Nadal a rete. Djokovic poco profondo in risposta

Nel secondo set la musica non cambia: il serbo continua ad avere problemi con i colpi giocati sopra la spalla, ma riesce ad annullare 3 palle break in avvio e si prende il primo game della sua partita, con 10 punti su 11 ottenuti con la prima di servizio. L’entusiasmo del serbo viene però spento subito da Nadal, che ha preparato la partita in maniera perfetta dal punto di vista tattico. Alla quinta palla break, il maiorchino ruba il servizio a Djokovic, che continua a non trovare la sua solita profondità in risposta. Lo spagnolo accelera, strappa un altro break e chiude 6-2 dopo 50 minuti, con il 71% in battuta e il 60% a rete.

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Nole ci prova, ma non basta

Sotto gli occhi spaesati del suo coach Marián Vajva, Djokovic prova a entrare finalmente in partita nel terzo set, ma subisce il break al quinto game, dopo aver rischiato anche sull’1 pari. Il maiorchino può scappare, ma Nole non ci sta e strappa il primo servizio del match a Nadal. Il serbo suona la carica, e incita il -poco- pubblico presente sugli spalti del Court Philippe Chatrier di Parigi. Sul 4-4 il maiorchino ha di nuovo una palla break, ma Djokovic la annulla con una seconda di servizio a 186 km/h.  La sue smorzate però, continuano a non incidere, con 11 punti vinti su 23 ‘corte’, e il nervosismo del numero 1 del mondo cresce di punto in punto. Nadal, in stato di grazia sia fisico sia mentale, prende tutte le righe del mondo mentre le palline del serbo escono di pochissimo. Sul 5-5 arriva un altro break per lo spagnolo, che va a servire per il match e si prende il suo 13esimo Roland Garros, chiudendo con un ace.

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Nole: “Nadal incredibile a Parigi”. Lo spagnolo: “Arrivederci alla prossima battaglia”

Sincero, il siparietto finale tra i due. “Oggi hai dimostrato perché sei il re della terra rossa” ammette Djokovic. “Quello che hai fatto negli anni su questo campo è incredibile. Non non sono soddisfatto per come ho giocato, oggi Rafa è stato più forte di me”. Lo spagnolo, emozionato, ricambia i complimenti. “Hai vinto in Australia, a Cincinnati, quanto stai facendo nel tennis è speciale. Condividere il campo con te è sempre un piacere. Alle spalle abbiamo tante battaglie dure e spero che altre ce ne saranno nei prossimi anni”. E sarà sicuramente così, visto come continuano a giocare questi due…

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