Incredibile trionfo di Gasly a Monza. È tragedia Ferrari ma l’inno d’Italia suona lo stesso

Con Pierre Gasly, fierissimo nel tagliare il traguardo di questo Gran Premio di Monza, che spunta per meno di un secondo davanti ad un lacrimoso e piangente Carlos Sainz, si conclude il GP d’Italia 2020; di gran lunga una delle più belle gare di quest’anno. L’inno d’Italia dunque suona ma non per la Ferrari, non per i suoi tifosi, non per i suoi piloti; suona ma questa volta non è un canto di unanime gioia.

“Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho trovato l’amore”:l’amore di una intera nazione che gioisce per la vittoria del franco Gasly su una macchina tricolore, che gioisce per l’Alpha Tauri, team di Faenza alla sua seconda vittoria di sempre, che gioisce per l’inno d’Italia, non cantato dai tifosi ma sicuro dai cuori di molti. La pietà, sicuramente non rancorosa, per una Ferrari che, come avevamo tragicamente predetto a SPA, ha toccato il fondo, del barile e degli stessi cuori di prima, non riuscendo nella gara di casa a portare nemmeno una macchina al traguardo.

In 53 giri è successo di tutto: incidenti, ritiri, bandiere rosse, penalità e soprattuto tanto, tanto, tanto spettacolo come non si vedeva da tempo. Non si parla di Mercedes? Incredibile, vediamo perché. La prima svolta la si ha quando Magnussen al giro 20 si ferma in modo non sicuro e costringe la safety car ad entrare: i commissari decidono di chiudere la pit lane ma Lewis Hamilton e Antonio Giovinazzi si fermano lo stesso per cambiare le gomme; non fa in tempo ad uscire la safety car che Leclerc si schianta ad oltre 220 Km/H contro le barriere della parabolica, bandiera rossa e si riparte da capo ma, non avendo i 2 piloti sopra citato rispettato la chiusura della pit-lane, si ritrovano con 10 secondi di penalità da scontare in un drive-through. E da qui in poi è un’altra gara. Se prima Hamilton sembrava un alieno e le McLaren le prime degli ultimi, ora con la ripartenza e la chiusura della pit-lane è tutto rimescolato e le scommesse sul vincitore più che mai aperte. Tutto questo per capire quanto e come questo GP appena concluso sia stato fuori da ogni logica e schema.

Gasly e l’Alpha Tauri (voto 9), seppur con tanta, tantissima fortuna, sono riusciti nel compiere letteralmente un miracolo. La sorte ha voluto che si fermassero leggermente prima che la pit-lane fosse chiusa e questo ha permesso loro di trovarsi davanti, alla ripartenza, a tutti quelli che non avevano potuto pittare; con molto cinismo e non poche preghiere poi il francese campione di F2 è riuscito a riportare un team satellite alla vittoria, a tenersi dietro un diavolo Carlos Sainz ed a sfruttare insomma l’occasione d’oro con una perfetta realizzazione. Gli ex Toro Rosso portano avanti l’orgoglio italiano e si caricano sulle spalle le speranze tricolori di tutti noi, e se non vi siete commossi nel vedere i ragazzi del team di Faenza piangere beh, fatevi un esame di coscienza.

Esame di coscienza che si faranno sicuro in casa McLaren (voto 8.5) Carlos Sainz (voto 9) e Lando Norris (voto 7), anche se non molto di più avrebbero entrambi potuto fare. Sainz alla fine in lacrime piange per un secondo posto che sa di vittoria, vittoria quasi sfiorata e che dunque fa male, ma l’aggressività e la voglia di mangiare l’asfalto mostrato nel team radio mentre sorpassava Raikkonen: “I WANT GASLY”, lo fanno stare anche solo per il cuore una spanna sopra gli altri. La storica scuderia torna finalmente dove merita di stare ma Norris su Stroll poteva fare leggermente di più, visto ciò che ha mostrato il suo compagno di squadra.

Incredibile a dirsi ma la Mercedes (voto 4), l’astronave, il razzo, oggi alla fine non ha dimostrato nulla, se non un madornale errore di muretto costato la vittoria al campione Hamilton (voto 6.5). La macchina è senza dubbio la più forte in griglia, distrugge tutti e tutto sulla velocità ma quando si tratta di sorpassare, di stare dietro ad un’altra vettura, diventa un nero coniglietto. Incredibilmente infatti la Mercedes perde quando insegue e non è in grado di mettere sull’asfalto la sua potenza se ritrova dietro ad un’altra vettura; e quando poi il boxe manda una macchina a pittare quando la pit-lane è chiusa, la frittata bruciata è fatta. Male dunque a sorpresa per il team decisamente più forte di tutto il circus. Non avete letto Bottas nel nostro commento? Non è un errore, noi non lo abbiamo visto in gara. Voto 3.

Che a Maranello si alzi bandiera bianca, che i media manager pubblichino a lutto, che Binotto imponga un silenzio stampa; perché davanti a questa Ferrari, che pietà e lacrime muove nei tifosi, si può solo rispondere con 2 cose: silenzio ed orgoglio. (voto n.c) Nella gara di casa il team che rappresenta una nazione tocca il fondo delle sue prestazioni, e a memoria di bimbo mai una gara fu più tragica. Vettel praticamente non inizia nemmeno che si deve ritirare perché letteralmente gli esplode un freno, Leclerc esagera vedendo il podio dopo la ripartenza della safety car e distrugge la macchina (grazie a Dio esce con le sue gambe) e le chance della rossa. Una macchina pietosa e senza prestazioni che non si merita, purtroppo, le minime scuse e comprensioni. Come già avevamo detto (clicca per leggere l’articolo) la Ferrari non può permettersi certe cose proprio perché è la Ferrari, per la storia che ha per l’Italia che rappresenta per le idee che rappresenta. A Maranello siamo certi che lavoreranno coma pazzi per cercare, con orgoglio, di dimostrare quello che valgono. Purtroppo questo non basta ed ora l’orgoglio ce lo dovranno mettere tutti, tifosi compresi, perché salvare le prossime restanti gare italiane è più importante di ogni altra storia, mondiale, pilota situazione che sia. Faccia pensare questo: l’inno italiano ha suonato a Monza ma non per le rosse né per un pilota. L’Ultima volta era successo nel 2008.

All’inizio abbiamo citato De Andrè per spiegare le nostre emozioni contrastanti davanti a questo GP, ora lo recitiamo per pietà della Williams (voto 10 alla storia ed a Sir Frank Williams), abbandonata per sempre dai suoi creatori ed ora nelle mani di chi dovrà risollevarla: “io nel vedere quest’uomo che muore, madre, io provo dolore”.

GabriSPQRatti

Studio lettere a Pisa e scrivo per la Nazione di Massa Carrara. Forza il Verona, la Ferrari, e l'Italia.

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