F1, GP Belgio: Ferrari nel baratro, volano le Renault

Del GP del Belgio appena disputato, sicuramente, non se ne sentirà parlare negli anni a venire. La 65° edizione del GP del Belgio di F1 é infatti stata una delle più noiose e per certi versi deludenti degli ultimi anni. Ma non tutto è da buttare: qualcuno si è fatto valere come mai negli ultimi tempi, qualcun altro invece (Ferrari) dovrebbe essersi reso conto di aver toccato davvero il fondo e che adesso rischia di dover raschiare il barile.

Daniel Ricciardo, 4° classificato nel GP del Belgio

Il primo ad essersi messo in mostra è stato Daniel Ricciardo (voto 9): una prestazione da vero leone (o dovremmo dire canguro) gli è valsa un 4° posto che quasi sicuramente, fosse stata la gara lunga un giro in più, si sarebbe tramutato in un podio. In un weekend dove Renault è riuscita a portare a casa tanti punti quanti non era mai riuscita in una sola gara (23), l’australiano non solo parte forte nelle sessioni di Libere, ma si conferma una scheggia impazzita anche nelle qualifiche (nelle Q2, addirittura, è stato l’unico pilota a non scendere in pista per il secondo tentativo) e corona il tutto con una splendida gara con un finale da urlo: quasi 20 secondi di distanza dal terzo posto recuperati in pochi giri prima della bandiera a scacchi (tagliata con soli 3 secondi di distacco da Verstappen) e portandosi a casa anche il giro veloce di giornata. Non da meno la prestazione del compagno di squadra Ocon -5°-, va detto, ma l’entusiasmo con cui Ricciardo si è presentato nel post-gara (a partire da un carichissimo ed adrenalinico team radio post traguardo) non può che mettere un sorriso sulla faccia di ogni appassionato di Formula 1: Daniel è, probabilmente, uno dei piloti più sottovalutati in griglia. Fa piacere vederlo, finalmente, felice.

Pierre Gasly porta dei fiori nel punto in cui, durante il GP del Belgio del 2019, l’amico Hubert aveva avuto un’incidente fatale

Non è l’unico, però, a meritarsi una menzione d’onore: a dare sfoggio di sè oggi é stato anche Pierre Gasly (voto 8+. Ci piace pensare sia stato guidato e accompagnato dalla mano invisibile dell’amico Hubert). Non soltanto la velocità e la quantità (e qualità) dei sorpassi hanno caratterizzato la gara del francese, ma anche -e sopratutto- un temperamento degno di un Pilota con la P maiuscola: ritrovatosi in lotta con l’ormai nemesi Albon, Gasly ha saputo mantenere il sangue freddo e non lasciarsi andare ad inutili attacchi o a movimenti pericolosi che avrebbero potuto pregiudicare la sua gara. Non era con una RedBull che la sua AlphaTauri doveva gareggiare, e lui l’ha tenuto a mente più di quanto tanti altri piloti più esperti facciano di solito. La sua gara ricca di sorpassi (sempre molto apprezzati dalla regia) è stata una ventata d’aria fresca in un GP altrimenti abbastanza piatto, ed alla fine il francese ha avuto anche la soddisfazione di tenersi dietro entrambe le Mercedes in rosa di Stroll e Perez. Può non sembrare molto, ma condurre una gara così pulita e di qualità in condizioni emotive piuttosto al limite (l’anniversario della morte dell’amico; la sfida con chi gli ha soffiato il posto in RedBull) non è da tutti.

I due piloti Ferrari all’inizio del weekend del GP del Belgio 2020 di F1

Chi invece ha dato tutto ma senza che sia stato abbastanza sono stati Leclerc e Vettel (voto 6.5 ad entrambi): dopo Spa abbiamo infatti la certezza che il problema del Cavallino non sono di certo i piloti, che anzi sono l’ultima delle preoccupazioni della casa di Maranello. Entrambi ci hanno provato, entrambi hanno dato tutto, entrambi sono stati vittima di una monoposto che definire imbarazzante è riduttivo. Non ci credete? Provate a mettere side-by-side gli on board di Hamilton e Vettel per un giro intero: la prestazione del tedesco 4 volte campione del mondo sembrerà quella di un bimbo alle prime armi con un go-kart, tra mille difficoltà nel trovare la stabilità e nel mantenere la trazione in uscita di curva. Leclerc, dal canto suo, si è reso protagonista di una partenza letteralmente perfetta che gli ha fatto guadagnare cinque posizioni, salvo poi doversi arrendere al crudele destino scritto dal trattore Ferrari. Sia lui che Seb hanno provato a salvare la reputazione della squadra e, per quanto sia il proprio lavoro correre ed impegnarsi, é fuori dubbio che trovare la motivazione per farlo al meglio in questa situazione sembri proprio roba da Campioni.

L’infografica con cui Ferrari annuncia i risultati del GP del Belgio 2020 di F1

La Ferrari (voto -1), dicevamo, non è una macchina da Formula 1. Vedere chi nel 2019 aveva trionfato a Spa non riuscire a superare sul lungo rettilineo del Raidillon un’Alpha Tauri o un’Alfa Romeo, con tutto il rispetto, ha davvero dell’incredibile: come si è arrivati ad una situazione del genere? Che figura farà la Rossa nei tre weekend italiani? Possibile che Ferrari finisca la stagione 2020 nella seconda metà della classifica costruttori? Di domande noi ne avremmo tante altre. Ma siamo sicuri che Seb e compagni ne avranno ancora di più. Il problema, però, sono le risposte: per adesso, nessuno sembra averne. Sopratutto, non sembra averne il frontmen del Team, Binotto, che anzi sostiene come quella della Ferrari non sia una crisi e che le responsabilità siano di tutta la squadra, dal primo dei dirigenti all’ultimo degli operai in fabbrica. A noi, forse, avrebbe fatto più piacere che il Team Principal di una scuderia storica come la Ferrari avesse il coraggio di assumersi tutte le responsabilità e metterci, davvero, la faccia.

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Bottas e Hamilton dopo la conclusione del GP del Belgio 2020 di F1

Tornando a parlare di piloti, la stella che oggi sicuramente non ha brillato è quella di Bottas (voto 4): scrostarsi di dosso il titolo di scudiero (o peggio ancora di gregario) di Hamilton sembra farsi un’impresa più difficile di weekend in weekend. Gli occhi del mondo sono puntati su di lui, l’unico ad avere a disposizione la stessa astronave nera di Hamilton, ma anche a Spa il finlandese non riesce ad essere neanche lontanamente un pericolo per la supremazia del 6 volte campione del mondo. E forse in Mercedes già lo sapevano: “avevamo deciso di non usarlo l’uno contro l’altro” gli risponde l’ingegnere quando a inizio gara Bottas aveva chiesto se avesse la disponibilità di una mappatura più aggressiva per attaccare proprio Hamilton. Lasciando da parte gli ordini di scuderia, i dati di questo weekend parlano chiaro: in qualifica Bottas aveva preso ben 5 decimi di distacco, e pur non sbagliando troppo e senza fare grossolani errori, in gara non è andata meglio: taglia il traguardo con 8.5 secondi di ritardo rispetto al compagno e ancora una volta sembra poter fare tutto tranne che impensierire Hamilton.


La testa, adesso, è a Monza: il primo dei tre weekend italiani potrebbe dare il colpo di grazia sia alla Ferrari sia alla lotta per il titolo mondiale. L’unica nota positiva? Ad assistere alla probabile disfatta Rossa non ci saranno, per fortuna, i Tifosi. Brutto da dire? Forse un po’, ma la Ferrari quest’anno ci ha portati anche a questo.

Emanuele Breschi

Diplomato in Lingue e laureato in Scienze Politiche, anche se ho passato più ore su Netflix o alla Playstation che sui libri.

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