Verona, Genoa, Juric, l’Onore

Alle 20:45 ci sarà Genoa-Verona, match fondamentale per i rossoblù, da vincere assolutamente, da non sbagliare come spesso è accaduto durante la stagione. Perché se il Lecce, orgoglioso e guerriero, vincerà contro il Parma, per la storica squadra ligure sarà serie B. Ma l’unica cosa che dalle parti di Genova si deve pensare è vincere, non far conti, non far bilanci, non gufare, ma giocare. Punto e basta.

Nei giorni scorsi si è parlato molto, troppo, di biscotto e di Verona passivo, perché Juric è legato al Genoa, perché il Verona ha fatto un mercato sul Genoa, perché Veloso è parente di Preziosi, perché tanto oramai i suoi obbiettivi li ha raggiunti e quindi, sicuramente, stasera non giocherà. Magari cari 4 lettori, starete scorrendo su RBRsport questa nostra riflessione ben dopo la fine della partita, e a voi allora dico: fortunati, potete già giudicare e capire di cosa parliamo.

(leggi la nostra riflessione sul Verona pre-covid)

“Siamo uomini di calcio, andremo a Genova a fare la partita senza alcun rancore: il resto mi dà un enorme fastidio”, ha commentato il tecnico di Verona Ivan Juric, spiegando chiaramente la sua idea: lo sport è competizione, nelle competizioni non ci sono sconti né favori, o vinci o perdi, o ti salvi o affondi, e dipende solo da te. Ciò che noi, e quindi ogni tifoso di calcio, speriamo e ci auguriamo è che stasera si possa salvare chi se lo merita, non chi ha più fortuna, chi vince e no chi non perde anche perché noi italiani, purtroppo, ai biscotti siamo troppo abituati e vederne uno ora, con una squadra che finora ha stupito come il Verona in termini di carattere e etica, a sfavore di un Lecce epico, sarebbe la morte dello sport. E inoltre i biscotti non sono sport, sono colazione.

E aggiungerei anche: siamo sicuri che salvarsi con un biscotto possa essere utile al Genoa? Beh se ti salvi, in un modo o nell’altro, sei salvo, sei in serie A, l’anno prossimo puoi ripartire. Ma l’immagine, l’idea, il valore e l’etica che dimostri, non sono meritevoli non solo di serie A, ma non sono meritevoli di far parte dello sport. Anzi arrendersi che girare attorno al problema, anzi affondare che sfigurare. Una salvezza disonorevole è decisamente peggio, decisamente più vergognosa, di “una retrocessione dignitosa” (sempre per citare Juric). Se perdi hai perso, sei figlio del tuo destino; ma se vinci senza merito e senza lottare non hai per niente vinto, anzi, hai perso nella sconfitta, hai rovinato la distruzione; perché intendiamoci, se il Genoa si deve giocare all’ultimo respiro la salvezza è solo colpa sua, e vista la sua storia e la sua età, dovrebbe essere in grado di prendersi le proprie responsabilità.

Al campo, fra poco, la sentenza. E che sia giustizia divina e non monetaria.

GabriSPQRatti

Studio lettere a Pisa e scrivo per la Nazione di Massa Carrara. Forza il Verona, la Ferrari, e l'Italia.

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