Ospina e Meret, un’alternanza che fa bene ad entrambi

Il mondo del calcio, agli occhi di un portiere, è molto crudele. I giocatori più ricordati sono gli attaccanti, coloro che fanno gol. Nessuno, o quasi, si accorge che dietro di loro, prima anche di difensori e centrocampisti, c’è il portiere. Quando si sente parlare di formazioni e moduli partono tutti dalla difesa. “Con che modulo si gioca oggi?”, “4-3-3”. Chissà, se colui che risponde così, si accorge che 4+3+3 fa 10 e non 11. Quell’uno che manca è proprio lui, il portiere. Il meno pagato della squadra, ma, forse, il più importante. Per la sicurezza della squadra, carisma, salvataggi e tante altre cose. La nuova domanda è: ad una squadra conviene avere un portiere che gioca perennemente, o due portieri che si alternano durante il corso del Campionato? La squadra che da vita ad una grande alternanza nella nostra Serie A è il Napoli, che permette a David Ospina e Alex Meret ti scambiarsi il ruolo del numero 1.

David Ospina, piedi da centrocampista

Il portiere protagonista delle ultime partite del Napoli è proprio lui, David Ospina. L’ex Arsenal si è guadagnato in campo, e sicuramente in allenamento, la piena fiducia di Mister Gattuso. Si perché, quando in panchina sedeva Carlo Ancelotti, il titolare fisso del Napoli era il collega Alex Meret. Ospina, grazie alla diversa identità impostata da Gattuso al Napoli, ha saputo scalare le gerarchie perché, se a livello di abilità tra i pali i due quasi si equivalgono, a fare la differenza sono stati i piedi del colombiano. Il portiere azzurro, con il numero 25, vanta una tecnica podalica non indifferente per il ruolo che fa e visto il cambiamento che ha avuto il ruolo del portiere lo mette in vantaggio su i due colleghi. A volte, però, l’eccessiva voglia di giocare palla a terra può costare caro al portiere e alla squadra. Infatti, nella partita Lazio-Napoli finita 1-0 per i biancocelesti, fu Ciro Immobile ad approfittare di un errore di Ospina nel tentativo di giocare la palla. Il rischio c’è, ma se la giocata va a buon fine, il primo pressing della squadra avversaria è saltato. La grande tecnica del portiere colombiano è apparsa evidente anche in semifinale di Coppa Italia contro l’Inter. Dopo aver recuperato la palla in mano, Ospina lanciò in profondità Lorenzo Insigne mettendolo davanti alla porta, consentendogli di fare un semplice assist a Mertens, il quale segnò quasi a porta vuota. Quando si dice che il primo attaccante è proprio il portiere, non si dice una grande sciocchezza.

Alex Meret, il futuro della porta partenopea

Se da una parte c’è il portiere esperto (Ospina), dall’altra c’è il giovane emergente. Alex Meret è un classe ’97, vittima già di qualche infortunio di troppo ma sempre tornato su grandi livelli. L’azzurro, anche se molto giovane, si è sempre fatto apprezzare per la sua grande efficacia e sicurezza tra i pali e nelle uscite. Meret è cresciuto molto in un questi anni, è maturato anche a livello mentale. La sua statura (1,9 m di altezza) gli permette di arrivare con molta facilità in zone dove altri devono sforzarsi per arrivarci. Soprattutto sulle palle alte ha un grande vantaggio. Il difetto di Meret, se così si può definire, è proprio la tecnica podalica, che, vista la giovane età, deve sicuramente migliorare se vuole alzare ancora di più il proprio livello. La situazione dell’ex Spal non è facile in casa Napoli, proprio perché, ad oggi, il preferito di Gattuso è David Ospina. Ma proprio il tecnico dei partenopei sta gestendo molto bene i suoi portieri.

Una partita per uno, la nuova mentalità di Gattuso

In una stagione complicatissima per il Napoli, il ruolo del portiere ha avuto due facce ben distinte. Le prime 15 partite della stagione, con in panchina Carlo Ancelotti, hanno visto protagonista Alex Meret. Il portiere azzurro ha giocato, in campionato, ben 10 partite su 15, contro le 5 disputate da Ospina. In Champions ha trovato spazio solo Alex Meret durante il girone, lasciando spazio ad Ospina contro il Barcellona (con Gattuso in panchina). L’arrivo di “Ringhio” inizialmente non cambia le cose. Il titolare è rimasto Meret per tre partite, per poi essere sostituito da Ospina contro Lazio e Fiorentina. Dopo di che è tornato in porta Alex Meret per altre due partite, salvo poi lasciare spazio all’ex Arsenal per 5 match consecutivi. Dopo la sosta forzata a causa del Coronavirus, i due colleghi si sono alternati. Ospina e Meret, dalla partita con il Verona, hanno fatto una partita per uno, fino all’infortunio alla testa subìto dal colombiano. Lo stop forzato di Ospina ha giovato a favore di Meret che è stato titolare per due match di fila. Appena Ospina si è ripreso, è ripartita l’alternanza di una partita per uno. Vedremo se mister Gattuso continuerà con questa tattica. Quale può essere il vantaggio di questa soluzione? Sicuramente il livello di attenzione e concentrazione dei due portieri è maggiore, in quanto devono essere sempre pronti ad essere protagonisti. Il pericolo è la difesa, in quanto ogni portiere comunica a modo suo e la difesa deve essere brava ad adattarsi ogni volta al portiere scelto. Inoltre, proprio nel caso del Napoli, Ospina e Meret stanno dando vita ad usa sana competizione, agevolata dalla forte amicizia tra i due e la grande stima reciproca.

Come si comportano le “big” della Serie A

Le prime 4 squadre del massimo campionato italiano hanno in rosa un portiere che ricopre il ruolo di numero 1 per tutta la stagione, esclusa in alcuni casi la Coppa Italia. La Juventus, a differenza di Atalanta, Inter e Lazio, può contare su due grandi portieri. Il titolare fisso è senza dubbio Wojciech Szczesny. Il portiere polacco vanta 27 presenze, contro le sole 8 concesse all’“immortale” Gianluigi Buffon. In casa Inter non se ne parla nemmeno di cambiare portiere. Per la squadra nerazzurra Handanovic non è solo un grande portiere (tra i meglio della Serie A), ma è anche il capitano, colui che per carisma è indispensabile per il tecnico Antonio Conte. Anche alla Lazio c’è una strada unitaria per la porta, quella strada porta a Strakosha. Il portiere albanese ha giocato da titolare tutte e 35 le partite fin’ora disputate, segno di grande solidità e sicurezza. Anche in casa Atalanta prevale la supremazia di Pierluigi Gollini, il quale ha concesso solo 5 presenze al collega Sportiello. Da sottolineare come a Bergamo, contro il Brescia, è stato sostituito Sportiello per far esordire il terzo portiere Francesco Rossi.

Le presenze in Serie A dei portieri di Juventus, Inter, Atalanta e Lazio (dati aggiornati alla 35° giornata)
La gestione dei portieri tra le migliori squadre europee

Anche nel resto dell’Europa la situazione è molto simile a quella della nostra Serie A. Come abbiamo visto in precedenza, le prime quattro della classe preferiscono caricare tutta la responsabilità sulle spalle di un singolo portiere. Unico caso eccezionale è la Juventus, che nonostante il vantaggio di Szczesny, concede al grande Gigi Buffon di godersi ancora il campo verde. In Bundesliga, il Bayern Monaco (Campione di Germania) ha visto protagonista il fenomeno Manuel Neuer per 33 partite su 34. Il Liverpool, vincitore dopo trent’anni della Premier League, ha dovuto far giocare sia il suo primo portiere Alisson sia il suo sostituto. Adrian ha dovuto rimpiazzare il brasiliano a causa dei suoi infortuni, potendo vantare di 11 presenze contro le 28 di Alisson. Real Madrid e Barcellona hanno in rosa un portiere titolare difficile da far sedere in panchina. Nel Real Madrid 34 partite su 38 sono state disputate da Thibaut Courtois, mentre nel Barça il vero protagonista è stato Marc-Andre ter Stegen con 36 apparizioni.

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