Quartararo vince a Jerez davanti a Vinales e Dovizioso, out Marc Marquez e Rossi

Jerez de la Frontera, 19 giugno 2020, incomincia oggi il moto mondiale. Dopo un annata disastrosa a livello sportivo e non solo a causa Coronavirus, dopo infiniti ritardi, cancellazioni, posticipazioni, eccoci finalmente in pista. Già dal venerdì sembra chiaro un fattore, il “presunto” ritorno di una Yamaha competitiva, sopratutto nelle mani dei due giovanissimi della casa di Iwata, Vinäles e Quartararo, rispettivamente con il team ufficiale e con il team Petronas. Scontata la competitività stratosferica del solito numero 93, che anno dopo anno sembra portare in pista un concetto di pilota sempre più completo ed evoluto. Una maniera inedita di interpretare e sfruttare ogni minuto delle libere per cercare quel limite su cui riesce a danzare per intere competizioni senza mai eccedere. O quasi.
La prima fase della gara
Già dai primi metri si capisce che la gara ed il ritmo, quello importante, lo riescono a sostenere soltanto i primi 4 piloti. Nelle prime fasi ci sono dei cauti scambi di posizione tra M. Marquez e Vinales che si fanno trovare un po’ più pronti al via rispetto ai piloti del gruppo di testa. Le prime posizioni vedono come protagonisti un brillantissimo duo del Team Pramac, che vede sia “Jackass” Miller sia il nostro “Pecco“ nelle prime 5 posizioni per quasi tutta la prima parte della gara. Dopo pochi giri abbiamo il primo colpo di scena. Marquez, o come oramai siamo soliti soprannominarlo “l’extraterrestre”, esegue uno dei suoi cosiddetti numeri da circo in sella alla sua RC213vs. A 64 gradi di inclinazione, il suo pneumatico anteriore decide di chiudersi bruscamente, ma lui grazie alla gamba di salvataggio ed una straordinaria abilità nel tenere la moto dritta nella ghiaia, riesce a rientrare senza alcuna caduta in 16esima posizione. Pronto, dopo pochissime curve, a dare vita ad una rimonta spaziale, dove emerge, forse, l’unico difetto che ancora vive dente di lui: un’attitudine di onnipotenza, talvolta eccessiva, che porta il numero 93 ad eseguire manovre poco tradizionali, molto innovative, forse pericolose anche a livello di regolamento.

La corsa al podio
In testa nel frattempo dopo una partenza brillante, Maverick perde posizioni nello stesso momento in cui “Fabietto” Quartararo trova il ritmo. Trova il feeling giusto e si porta in testa, iniziando ad imporre i suoi tempi e distaccando, dopo pochi giri, i suoi inseguitori. Un altro grandissimo pilota che con lo scorrere dei giri trova confidenza è proprio  Andrea Dovizioso. In una pista che, diciamocelo, non è mai stata una delle sue preferite, si mette in quarta posizione e attende il momento giusto per acciuffare il podio e gettare le prime fondamenta di questo inedito Campionato del Mondo 2020.
Gli assenti ingiustificati
Tra i grandi assenti della competizione con prestazioni, ahimè, anonime sono Valentino Rossi (colto ad una decina di giri dal termine da un problema tecnico alla sua M1 che lo costringerà ad abbandonare la corsa) ed il Campione del Mondo della Moto 2 Franco Morbidelli. Non sappiamo perché, ma di fatto i due piloti più “importanti” a livello di altezza e di peso rispetto ai loro compagni di squadra, con questa yamaha, non riescono ancora ad esprimere il loro effettivo potenziale. Sembrano, però, decisamente migliorata le prestazione della Yamaha rispetto agli anni precedenti. Staremo a vedere nelle prossime gare cosa sapranno fare i due piloti italiani.

Marc Marquez KO, Quartararo viaggia verso la vittoria
Mano a mano che ci avviciniamo alla fine della corsa, Quartararo consolida sempre di più il suo distacco dagli inseguitori. Nelle retrovie Marquez risale la china della classifica. Un sorpasso tira l’altro e arriva ai piedi del podio in terza posizione. Il box Honda Repsol è in subbuglio. Stanno vivendo una gara leggendaria, finché un pasticcio, un brutto highside figlio di quella smania di superiorità sopracitata, manda KO il numero 93. Portato via dalla pista in barella con un lancinante dolore al braccio destro (rimasto molto probabilmente sotto la moto durante la caduta). Gli esami strumentali evidenziano una frattura completa dell’omero che obbligherà Marquez ad essere operato martedì. Sarà forse la prova che, ogni tanto, bisogna sapersi accontentare, anche quando il carattere e l’istinto gridano tutt’altro? Infine, dopo una gara quasi perfetta, in gestione, il numero 20, porta a casa la sua prima vittoria iridata in classe Regina, e francamente, un po’ a sensazione, sembra essere la prima di una lunga serie. Vedremo come continuerà il percorso di questo nuovo giovanissimo campione.

Vinales e Dovizioso completano il podio, bene le KTM
Al secondo posto troviamo un Maverick Vinales costante, ma con qualcosa in meno rispetto alle aspettative (visti i cronologici che aveva saputo registrare nelle prove). Dietro i due spagnoli uno straordinario Andrea dovizioso, che concretizza una gara intelligente e porta punti importanti a casa Ducati in ottica campionato. Buona la prestazione del Team KTM che sembra, anno dopo anno, migliorare sempre di più una moto inizialmente molto difficile da comprendere e valutare, viste le inedite soluzioni tecniche da essa adottate. Più in sordina le prestazioni del Team Suzuki, che purtroppo perde Johan Mir dopo pochi giri ed il compagno Alex Rins, incappato in un infortunio nel sabato di qualifiche e dichiarato successivamente UN-FIT, quindi non in grado di poter gareggiare il giorno successivo. Anche il Team ufficiale Aprilia sembra ancora non aver trovato la quadra funzionale, che purtroppo non permette di ottenere buonissimi risultati. Vediamo settimana prossima quali saranno i valori in campo, se verranno confermati o smentiti, sempre qui, a Jerez.

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