GP d’Ungheria, le pagelle: cresce Stroll, Hamilton sovrumano

Sarebbe stato forse fin troppo facile prendere la meravigliosa prestazione di Hamilton e sbatterla al primo posto della nostra Top 3, per cui abbiamo deciso che alle sue gesta dedicheremo questa speciale menzione d’onore prima di andare a vedere quali sono stati i momenti significativi (AKA le pagelle dei Top e dei Flop) di questo GP d’Ungheria.

Il motivo è presto detto: volendo esagerare (ma non troppo) si può dire che ad ogni GP che corre Hamilton scriva la storia della Formula 1. Oggi è toccato al record di 8 vittorie sullo stesso circuito, il medesimo che Michael Schumacher aveva fatto segnare nel GP di Francia con la sua ottava vittoria sul circuito di Magny-Cours nell’ormai lontano 2006.

A stupire forse anche di più è come Lewis Hamilton abbia ottenuto la sua 86° vittoria in carriera: in testa dal primo all’ultimo giro; al terzo giro aveva già 6 secondi di vantaggio sul più diretto inseguitore; all’ultimo giro ha fatto segnare il giro veloce nonché record della pista.

Insomma, le parole non saranno mai abbastanza per descrivere quello che sta facendo il 6 volte campione del mondo. Per questo, le lasciamo a voi e ci concentriamo sulle pagelle di questo GP d’Ungheria 2020.

GP d’Ungheria, le pagelle – I TOP

TOP – Il lavoro dei meccanici RedBull, voto 10

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Non ho idea di come abbiano fatto, è incredibile“. Questo il commento di Max Verstappen sul lavoro dei suoi meccanici: Max, che ha concluso la gara al secondo posto, questo GP probabilmente non avrebbe neanche dovuto correrlo.
Complice una situazione piuttosto insolita, l’olandese si è ritrovato a impattare con le barriere dopo essere andato fuori pista mentre stava portando la sua monoposto alla griglia di partenza.

Ed invece i meccanici hanno fatto qualcosa di straordinario: sono riusciti, facendo anche avanzare qualche secondo prima dello scadere del tempo limite, a riparare tutti i danni della vettura (che aveva perso completamente l’alettone anteriore e aveva riportato vari altri danni alla parte anteriore del muso) e lo hanno fatto direttamente in pista, sotto gli occhi increduli di tutto il paddock.

Se qualcuno avesse qualche dubbio su quanto i risultati della Formula 1 dipendano da tutto il team e che il pilota non è altro che l’ultimo anello di una lunghissima catena di professionisti competenti ed appassionati, questa ne è la prova esemplare. Complimenti. Anche al pilota, ma sopratutto ai meccanici.

TOP – I piloti della Force India, voto 8

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Lo sappiamo, la polemica sulla legittimità della monoposto più rosa del circuito è un argomento molto controverso che probabilmente avrà fatto storcere il naso a una buona parte di voi e che sicuramente non ha aumentato le simpatie che gli appassionati di tutto il mondo hanno per una scuderia che già soffriva di una reputazione non molto alta a causa della piccolo “conflitto d’interessi” tra la proprietà e un suo pilota.
Tralasciando ciò, però, una cosa è assolutamente innegabile: i piloti in rosa si stanno dimostrando più che all’altezza della sfida e sopratutto della monoposto messa a loro disposizione.

La Formula 1, si sa, è una simbiosi tra macchina e pilota: la prima spinge il secondo ed il secondo controlla la prima.
E la coppia Perez-Stroll, sotto questo punto di vista, non sembra voler deludere. Se settimana scorsa era stato lo Scheco a meritarsi il posto in Top, questa settimana è il figliol prodigo Lance Stroll ad aggiudicarsi il riconoscimento: parte terzo, arriva quarto. Davanti a lui solo le due astronavi in Nero e il mastino Verstappen.
Dietro tutti gli altri, Ferrari compresa
.
E con il primo inseguitore, Albon, a più di 20 secondi di distanza.

Niente male, per un pilota che da molti è considerato non avere la stoffa e il merito per trovarsi dov’è. Forse, invece, Lance non è da sottovalutare. E forse il prossimo anno lo vedremo dare il meglio di sè proprio accanto ad un certo Sebastian.

TOP – Lo spettacolo in curva 1, voto 9

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La cosiddetta NordKurve, ai nostri occhi, oggi è stata la vera protagonista della battaglia su pista non solo perchè è lì che ci sono stati più attacchi e sorpassi, ma sopratutto perchè proprio tutti quei sorpassi che hanno avuto luogo in Curva 1 sono stati puliti, semplici, precisi e convincenti.

Stroll su Magnussen, Bottas su Leclerc, Albon su Vettel e tutti gli altri sorpassi (o tentativi di sorpasso) che abbiamo visto oggi sono stati un piacere per gli occhi: chi avrebbe potuto prendersi rischi non l’ha fatto, chi avrebbe potuto osare troppo non ha osato, chi era in posizione di subire si è concentrato sul resto della gara invece che farsi prendere dalle emozioni. E così via.
Forse è una da poco, e forse ce ne siamo accorti solo noi, ma se tutti gli scontri in pista fossero così fluidi e senza sbavature che finiscano col pregiudicare la gara di un pilota, episodi come quelli di Hamilton e Albon sarebbero solo un lontano ricordo.


Leggi anche F1: i Top e i Flop del GP di Stiria

 


GP d’Ungheria, le pagelle – I FLOP

FLOP – La mancata conferma McLaren,voto5-2020-07-19 18_23_17-Window

Forse è stata forse una giornata storta. Anzi, un finesettimana storto. E forse dal prossimo GP le cose torneranno ad andare a gonfie vele e rivedremo la McLaren delle prime due gare di questo 2020.

Fatto sta che questo weekend per Sainz e Norris è stato tra i più anonimi e fuori dai riflettori degli ultimi tempi. A partire nell’ultimo posto nella classifica del tempo impiegato nei pit stop (3.6s contro il miglior tempo della Williams di 2.0s) passando per delle qualifiche senza troppe pretese (8° e 9° posto) e finendo con dei risultati di gara piuttosto deludenti: 10° Sainz, addirittura 13° Norris.

Complice un inizio di gara in salita, dall’Hungaroring i due piloti possono portare a casa soltanto una nota positiva: l’aver tenuto testa alla ferrari di Leclerc e, nel caso di Sainz, di averlo addirittura battuto escludendo il numero 16 di Maranello dalla zona punti.
Considerando la condizione attuale della Ferrari, però, non siamo troppo sicuri che ciò sia un vanto così importante e auspicabile come lo sarebbe potuto essere nella passata stagione.

La nostra speranza è che tra due settimane, a Silverstone, a scendere in pista siano le McLaren viste nelle prime due gare della stagione e non le “gemelle cattive” che hanno corso quest’oggi.

FLOP – La strategia Ferrari, voto 3.5

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Non si sa come, non si sa perchè, ma al muretto Ferrari sembrano trovarne di tutti i colori per riuscire a rovinare la domenica ai Tifosi del cavallino, anche quando a farlo non ci pensano i piloti stessi.

Grossi errori, oggi, non se ne sono fatti (se per “grossi errori” consideriamo i Pit Stop senza neanche le gomme pronte o gli harakiri tra Vettel e Leclerc) tranne per uno “sfortunato” tempismo della prima sosta, a pochi giri dall’inizio della gara, durata ben 9.2 secondi e che ha visto Vettel fermo ai box ad aspettare impotente che tutte le altre monoposto che si apprestavano ad effettuare il pit stop sfilassero accanto a lui per poter rientrare in sicurezza nella pitlane.

Ciò che stupisce e che dà (almeno a noi) grandissime preoccupazioni è quella che sembra essere una totale mancanza di organizzazione e comunicazione interna al team e tra il team stesso ed i piloti: quando Leclerc, dopo appena sei giri con le gomme morbide, ha commentato che “queste gomme fanno schifo” in team radio, dal muretto Ferrari non è sembrata arrivare nessuna risposta nè niente sembra essere stato fatto per aiutare il monegasco, che è rimasto a lottano con le unghie e con i denti giro su giro contro gli altri piloti che sistematicamente erano più veloci e avevano maggior grip rispetto a lui.
E dal muretto, niente. Nessun adattamento. Alla fine, è dovuto essere proprio Leclerc, in un team radio al limite della sopportazione e con la voce rotta un po’ dalla rabbia ed un po’ dalla frustrazione, ad imporre al team di effettuare un pit stop per cambiare quelle gomme che di gomma non avevano più niente.

E, permetteteci di dirlo, quando è il pilota stesso a dover “chiamare” il pit stop comunicando che le gomme sono ingestibili e che i tempi calano a picco, c’è qualcosa che non va. Qualcosa di serio.

FLOP – Il weekend di Gasly, voto 2

A concludere queste pagelle del GP d’Ungheria 2020 c’è l’Alpha Tauri: niente da fare, Pierre Gasly questo GP d’Ungheria 2020 deve trovare il modo di cancellarselo dalla memoria. Oppure comprarsi un bel numero di cornetti portafortuna in vista di Silverstone.

Tre problemi tecnici in tre giorni, tutti alla Power Unit o ad elementi ad essa collegata, hanno portato prima alla mancata partecipazione alla prima sessione delle prove libere, con i meccanici che hanno lavorato senza sosta per provare a risolvere un problema interno alla PU Honda, senza però essere riusciti a garantirne la sicurezza ed il corretto funzionamento.

A pochi giri dall’inizio del GP, poi, la PU Honda ha ceduto di nuovo (un problema alla trasmissione) ed il pilota francese ha dovuto ritirarsi forzatamente uscendo dall’auto con una certa impellenza date le fiamme ed il fumo che stavano divampando dal posteriore della sua monoposto.

Un weekend partito col piede storto e terminato con la caviglia slogata e la gamba fasciata. Ancora una volta, speriamo che tra due settimane in pista scenda un’Alpha Tauri AT01 più competitiva e, sopratutto, affidabile.

 

Emanuele Breschi

Diplomato in Lingue e laureato in Scienze Politiche, anche se ho passato più ore su Netflix o alla Playstation che sui libri.

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