F1: I Top e i Flop del GP di Stiria

Se il primo appuntamento con la F1 in Austria aveva dato spettacolo, il secondo non è stato sicuramente da meno: andiamo a vedere dunque i Top e i Flop di questo GP di Stiria (o, se preferite, di questo GP d’Austria 2.0), dove -spoiler alert-  Mercedes ha dominato e Ferrari ha fatto (di nuovo) il pasticcio.

I TOP E I FLOP DEL GP DI STIRIA 2020 DI F1 – I TOP
L’1-2 MERCEDES

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Difficile non includere in questo tipo di classifica un lavoro superbo come quello del team di Toto Wolff: Hamilton parte primo e arriva primo senza aver mai avuto in pericolo la sua leadership.

Dietro di lui, Bottas fa a sportellate per tutta la gara con Verstappen e riesce a passarlo soltanto a quattro giri dalla fine: il finlandese, così, resta in testa alla Classifica Piloti e conferma che il buon momento della scuderia di Brackley (se “momento” si può definire un lasso di tempo che dura ormai da 5 stagioni) non dipende solo dalla sua impeccabile monoposto, ma anche dai suoi eccellenti piloti.

Menzione d’onore va ovviamente anche al team e alla strategia di casa Mercedes: non uno sbafo, non una decisione sbagliata e, sopratutto, una strategia perfetta. Ancora una volta.

LA SORPRESA RACING POINT

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Visto il 13° posto sulla griglia di partenza di Stroll ed il 17° di Perez, dalle due ForcRacing Point probabilmente questa domenica non ci si sarebbe dovuti aspettare molto: nonostante gli emozionati risultati delle due sessioni di Prove Libere (Perez si era classificato 1° nella prima e 3° nella seconda) la monoposto, all’atto pratico, non sembrava poter essere in grado di avere una performance simile a quella di settimana scorsa, quando proprio Perez era partito in sesta posizione e così aveva concluso la gara.

Ma così non è stato. Complici anche le deludenti performance di altre scuderie (…) Perez e Stroll sono riusciti a portarsi a casa il 6° e 7° posto dopo una battaglia durata fino all’ultimo giro con la McLaren di Norris e la Renault di Ricciardo.

Il messicano, in particolare, è stato protagonista di tanti bei sorpassi e di un finale di gara che lo ha visto alle prese con una monoposto azzoppata da un contatto con Albon e che quindi non ha potuto dargli il 100%. Se così fosse stato, il pilota della Racing Point avrebbe senza dubbio potuto difendersi dall’attacco di Norris all’ultima curva dell’ultimo giro e avrebbe così portato a casa il 5° posto iridato.

Come se non bastasse l’ottima tenuta di gara delle due monoposto, Perez ha anche fatto segnare il quarto giro più veloce, un 1.07.188 solo 3 decimi più lento di Hamilton: i lunghi mesi di stop, insomma, sembrano aver fatto davvero bene alla monoposto britannica, che adesso si candida al titolo di “best of the rest” insieme a McLaren e Renault.

IL DUELLO FINALE PER IL QUINTO POSTO

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A volte, la Formula 1 moderna viene tacciata di essere noiosa, ripetitiva, senza colpi di scena e senza (più) quei duelli curva dopo curva che dovrebbero tenere gli spettatori incollati alla TV.

Ecco: la prossima volta che sentirete qualcuno fare questo tipo di discorso, consigliate loro immediatamente di rivedersi l’ultima mezz’ora di questo GP di Stiria 2020.

Norris, Perez, Stroll, e Ricciardo hanno infatti dato vita ad uno dei finali di gara più emozionanti degli ultimi anni e si sono dati battaglia letteralmente fino all’ultima curva: con un colpo di reni degno del miglior portiere di Premier League, Norris, che all’inizio dell’ultimo giro era settimo, è riuscito a sorpassare prima Stroll, nell’ultimissima parte del 71° giro, e poi Perez, all’ultima curva prima del traguardo.

Il messicano riesce poi a stringere i denti fino in fondo (la sua monoposto era leggermente danneggiata da un precedente contatto con Albon), ma è proprio all’arrivo che al muretto Racing Point si sono avute le palpitazioni più grandi: con Norris già slanciato dall’uscita dell’ultima curva e ampiamente sfilato, i piloti arrivano in tre sulla linea del traguardo e concludono la gara con meno di un decimo di secondo a separare il 6° classificato (Perez) dall’8° (Ricciardo).

I TOP E I FLOP DEL GP DI STIRIA 2020 DI F1 – I FLOP
IL DISASTRO FERRARI

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Anche questa settimana non c’è stato niente da fare: il 2020 Ferrari è partito male e prosegue malissimo.
Come se non bastassero i risultati disastrosi di settimana scorsa e proprio quando tutti pensavano che peggio di così non sarebbe mai potuta andare (Vettel 11° alla partenza e Leclerc 14°), è arrivata anche l’incornata del numero 14 sul compagno di squadra alla terza curva del primo giro di gara.

Sì, la terza curva del primo giro di gara. Poche manciate di secondi, neanche il tempo di rimettersi a sedere sul divano dopo la partenza del GP, e i sogni di rimonta Ferrari erano già infranti: Vettel si ritira subito per i troppi danni alla vettura, mentre Leclerc tenta di restare in gara con una monoposto piuttosto claudicante, ma i danni al fondo della sua SF-1000 sono troppo ingenti per permettergli di continuare.

I commenti li lasciamo a voi, perché ormai c’è poco che si possa dire che non sia stato già detto e ripetuto più volte nei giorni e nei mesi passati (sopratutto dopo il GP del Brasile dell’anno scorso).

L’unica nota positiva di tutta la vicenda, forse, è l’assoluta caparbietà e umiltà con cui il monegasco si è preso tutte le colpe e ha chiesto scusa (sembrando anche davvero toccato) sia al compagno quanto al team ed ai Tifosi. Speriamo che gli serva da lezione.

Mi sono scusato con Vettel, ho sbagliato. Sono sempre onesto, oggi non sono stato bravo. Non ho altre parole e sono deluso di me. Ho detto a inizio anno che non volevo perdere opportunità e forse oggi c’era. Mi prendo la responsabilità, mi spiace per il team che ha lavorato duro per gli aggiornamenti. Ho buttato tutto via io. Non ci sono scuse, volevo far bene. Forse avevo troppa voglia. Sono stato troppo ottimista, avevo visto un piccolo spazio ma non si fa questo con un compagno di squadra. Colpa mia, mi dispiace

Charles Leclerc

LA GIORNATA DI SAINZ

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Frustrante. Se dovessimo dare un’aggettivo alla gara dello spagnolo, questo è sicuramente il più adatto.

Il promesso sposo di Maranello, reduce da una sessione di qualifiche col botto che lo ha visto 3° ai nastri di partenza, non è riuscito a fare giustizia agli ottimi risultati ottenuti in questo weekend. E non è stata neanche (tutta) colpa sua.

Basti pensare che proprio allo spagnolo è andato il punto bonus riservato a chi fa registrare il miglior tempo della gara, in questo caso l’1:05.619 fatto segnare al sessantottesimo giro.

A rovinargli la giornata è bastato un pit-stop disastroso di ben 26 secondi (circa 5 in più della media dei pit-stop di giornata) che lo ha fatto rientrare in mezzo ad un traffico da ora di punta in tangenziale contribuendo così a compromettere la durata dei suoi pneumatici nella seconda metà di gara e costringendolo ad un secondo pit stop al 66° giro, pregiudicando di fatto l’esito della sua gara senza che il pilota avesse alcuna colpa diretta.

IL SOGNO INFRANTO DELLA WILLIAMS

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Il 12° posto strappato da Russell in qualifica sembrava lasciar sperare bene alla Williams, scuderia storica della Formula 1 alla ricerca della redenzione ormai da diverse stagioni.

L’entusiasmo, però, ha subito lasciato spazio alla cruda realtà quando già al 12° giro Russell stesso si ritrova all’ultimo posto e vede svanire ogni speranza di guadagnare i suoi primi punti in Formula 1.

Il duo RussellLatifi conclude nelle retrovie occupando gli ultimi due posti nella classifica finale ed ancora una volta le Williams sono state le uniche monoposto a venire doppiate per ben due volte.

La storia, dunque, sembra ripetersi, e dati alla mano il motivo sembra facilmente intuibile: tralasciando i ritirati, Russell e Latifi hanno fatto registrare i giri “veloci” peggiori (1:08.601 il primo, 1:08.806 il secondo) nonchè le peggiori velocità medie.

A differenza delle Racing Point, Williams sembra uscita non alla perfezione dai mesi di stop (seppure i passi avanti rispetto alle stagioni passate ci siano e siano evidenti) e la strada per tornare dove quel nome dovrebbe risiedere di diritto è ancora lunga.

Emanuele Breschi

Diplomato in Lingue e laureato in Scienze Politiche, anche se ho passato più ore su Netflix o alla Playstation che sui libri.

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