Spettacolo ed emozioni: grazie F1!

Non sappiamo minimamente da dove iniziare per raccontarvi questo (FINALMENTE) primo GP del campionato mondiale di F1 2020. In questi brevissimi 71 austriaci giri è successo di tutto, tra sorpassi, contatti, ritiri, ruote esplose, penalità, 3 safety car. L’Onnipotente ha così deciso di far ripartire la Formula 1 nel modo più spettacolare ed eccitante possibile, shakerando le nostre aspettative e la nostra voglia di F1, accumulata in tutto questo periodo di quarantena, con l’essenza delle competizioni e il succo delle emozioni.

La classifica finale, assai ridotta visto che solo 11 vetture hanno tagliato il traguardo, è un mix di scuderie, colori, storie e incroci di assurde possibilità. Al primo posto, mai attaccabile, mai arrivabile, mai in difficoltà, sempre sul pezzo e sempre su una astronave nera, il comandante biondissimo dell’Impero Galattico Valtteri Bottas, che ha tagliato il primo posto da, permettiamoci di dirlo, campione. E sul secondo gradino del podio? E sul terzo? Sul secondo il figlio di Dio, sul terzo suo nipote. Si perché Charles Leclerc su questa Ferrari e Lando Norris su una McLare (finalmente 2) sono riusciti a concretizzare  prestazione e fortuna, facendo combaciare la sorte sorridente (diversi ritiri tra i top e la penalità per Hamilton) ed una clamorosa capacità di nello sfruttare il massimo dalla propria macchina, quasi come toccati da una surreale provvidenza divina. Ma cerchiamo di andare per ordine e per episodi.

 

Partenza

Al primo spegnimento dei semafori rossi Bottas bene e si porta dietro un cattivissimo trenino multicolor, ma succede poco. Verstappen, Perez, Norris, Leclerc eccetera si battagliano senza grandi rivoluzioni. Nei primi giri ciò che conta è che, pian piano, Lewis Hamilton che partiva 5° causa penalità è tornato in seconda posizione e che la Red Bull di Max Vestappen si è fermata per problemi di affidabilità, come accadrà a fine gare anche per il compagno Albon. La Mercedes vola nell’iperspazio e nessuno riesce a stargli dietro, astronauti,

Ritiri

Abbiamo assistito a ben 9 ritiri, cioè quasi una su due macchine si è fermata per cause maggiori. Entrambe le Red Bull, i motori Mercedes, hanno dimostrato delle difficoltà. Entrambe le ex frecce d’argento hanno inoltre poi avuto, da metà gara in poi, problemi dovuti alle temperature: occhio all’affidabilità. Le Renault si sono fermate, un’Alfa si è fermata per una gomma non montata, le Haas hanno fatto una pessima prestazione e a guadagnare sono state quelle vetture da oltre metà classifica che sono state capace di non fermarsi.

Safety Car

Le safety car sono state fondamentali per lo sviluppo di queso gp, ben 3 hanno infatti caratterizzato i suoi 71 giri. Questi stop dovuti a ritiri hanno infatti fatto si che le Mercedes si trovassero con mescole usate e inferiori, così come la Racing Point di Perez che nell’ultima manciata di giri ha perso diverse posizioni trovandosi con gomme vecchie. A guadagnare è stata invece la Ferrari di Leclerc, le McLaren e l’Alfa di Giovinazzi (9°)

Contatti

I contatti sono stai molti ma principalmente 2 hanno modificato le sorti della gare, quello tra Vettel e Sainz e quello tra Hamilton e Albon. Nel primo caso l ferrarista tedesco ha cercato di approfittare, tirando e rischiando al massimo, di un piccolo lungo di Sainz in lotta con Leclerc, tentando però questa manovra viene toccato dallo spagnolo, senza colpa, che lo fa girare e lo spedisce in coda al gruppo. Da quel momento Vettel non riuscirà più a risalire in griglia oltre la decima posizione. L’altro contatto è invece più importante poiché la sua conseguenza ha plasmato il podio per come lo abbiamo visto. Albon più veloce e aggressivo si butta all’esterno del campione iridato, il quale senza apparente volontà lo tocca e lo spara fuori pista dopo una gara sempre sul pezzo. Il giovane toro si costerna, s’indigna, s’impegna e poi getta la spugna con gran dignità, ritirandosi. Ma non finisce qui. I commissari decidono infatti di dare a Lewis Hamilton 5 secondi di penalità, che saranno fondamentali per far salire Leclerc e Norris sul podio, ma di loro nello specifico tratteremo dopo.

Mercedes: vittoria ma doppietta sfumata

La Mercedes è sembrata inarrivabile, con il principale concorrente al primo posto Verstappen out per problemi, è sembrata addirittura invincibile. Eppure Lewis Hamilton chiude, in una giornata all’insegna del #weraceasone, 4°, con una prestazione non del tutto convincente, mai più veloce del compagno, mai in grado di attaccarlo, sempre un passo indietro. Questo primo gp sembra dunque, a conti fatti, uno spreco di punti per il team tedesco che poteva ottenere un 1-2 semplice e con poco sforzo. Ma quanto è invece arrembante e imprevedibile questa F1?

Leclerc e Norris: il futuro sorride

I 2 giovani alfieri, rispettivamente su Ferrari e McLare, che sono al centro del programma delle loro scuderie, che sono giovani, che sono forti, che sono amici, oggi hanno stupito, letteralmente. Il primo, quello rosso, è riuscito a rimanere sempre attaccato al gruppetto di testa, mai troppo distante, ed ha sparato nel finale 2 sorpassi fuori dalla grazia e da ogni razionale idea che gli hanno fruttato il 2° posto. Leclerc ha tirato fuori, incredibilmente, da una vettura a dir poco non competitiva, un podio davanti al campione incarica. Ci sono parole per spiegarlo meglio? No, se non raccontando invece l’epicissimo primo podio di Norris. All’inizio ad onor del vero, anche se stava incredibilmente lottando nelle prime 5 posizioni, nessuno ci sperava nel suo primo risultato da 15 punti. E poi invece, con un po’ di fortuna, tra ritiri, safety e sorpassi, ci è riuscito. Quando mancava un giro al termine era 4° distaccato 5.7 secondi da Hamilton, e quindi fuori dal podio, e invece? Giro veloce divorando la pista e quasi un secondo alla Mercedes, volando, letteralmente, tra le curve austriache spinto da una chissà quale volontà superiore che così ha decretato: l’inizio di una nuova era.

 

GabriSPQRatti

Studio lettere a Pisa e scrivo per la Nazione di Massa Carrara. Forza il Verona, la Ferrari, e l'Italia.

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