21 giugno 1970, 50 anni fa si assisteva al “linciaggio di Rivera”

A 50 anni di distanza, la domanda che molti italiani si stanno ancora ponendo è: perché in finale con il Brasile Gianni Rivera non partì titolare e giocò soltanto 6 minuti? 

Le scelte

Andiamo con ordine. È il 21 giugno del 1970 e allo stadio Azteca di Città del Messico si disputa la finale della Coppa del Mondo fra il Brasile di Pelé e l’Italia. Alla vigilia però, nonostante il gol decisivo nella semifinale contro la Germania (definita poi “la partita del secolo”), Gianni Rivera si accomoda in panchina. L’11 iniziale scelto dal C.T Ferruccio Valcareggi è il seguente: Albertosi, Burgnich, Facchetti, Bertini, Rosato, Cera, Domenghini, Mazzola, Boninsegna, De Sisti, Riva. Perché l’esclusione di Rivera? I motivi sono due, uno più debole e l’altro sicuramente più valido.

Il primo era perché per la nostra Nazionale, Gianni Rivera era un problema. Sia per dei malumori e degli attriti all’interno dello spogliatoio, sia perché In Italia al tempo circolavano infatti due filosofie di gioco: una era molto attendista, il famoso catenaccio e ripartenza. L’altra invece molto più spettacolare, fatta di imprevedibilità e gioco offensivo. Perché ve ne parlo? Perché il simbolo del primo filone era riconducibile a Sandro Mazzola, punto di riferimento dell’Inter di Herrera. Il simbolo della seconda invece, proprio Rivera. La coppia Mazzola – Rivera è riconducibile quindi al secondo motivo dell’esclusione del pallone d’oro azzurro.

La staffetta fra Sandro Mazzola e Gianni Rivera al Mondiale

Sin dall’inizio del Mondiale, Valcareggi ha sempre apportato una sorta di staffetta fra Mazzola e Rivera. Il cambio a partita in corso portava infatti energie fresche all’Italia con i due giocatori pronti a ribaltare la partita. E così fu, in un certo senso, con la Germania in semifinale. Quando nell’intervallo infatti Mazzola lasciò il posto a Rivera, nonostante fosse stato uno dei più positivi, lo stupore fu generale. A salvare Valcareggi sarà poi proprio Gianni Rivera con il suo piattone destro per il definitivo 4-3. In finale però il C.T non sarà affatto riconoscente a Rivera.

La finale, dominio della Seleçao e il rientro in Italia

In quella famosa partita, fra interrogativi e stupore, ci si mette il Brasile di Pelè a rendere il finale di quel Mondiale ancor più amaro. Nel primo tempo, nonostante la rete iniziale di O’Rei, Boninsegna riequilibrò l’incontro. Nel secondo tempo poi, il talento e lo strapotere dei verdeoro vennero fuori con la Seleçao capace di affondare l’Italia sotto altri tre gol. All’84° di quella partita poi, Valcareggi, ebbe la brillante idea di mettere dentro Rivera. Cosa poteva fare il pallone d’oro azzurro in soli 6 minuti? Rivera dunque venne messo in campo come si manda un uomo al patibolo rendendolo co-protagonista della disfatta azzurra nonostante lui non potesse fare niente.

Al rientro a Fiumicino, l’accoglienza fu unica. Sassi, pomodori, cori e striscioni inondarono il C.T e Mandelli, l’allora capo della delegazione. “W Rivera, Mandelli in galera” lo striscione più iconico. Un’ occasione persa dove ancora una volta, in Italia, la politica e i poteri al vertice misero in panchina uno dei giocatori più talentuosi che l’Italia abbia mai avuto. Ora più che mai, perché Rivera giocò solo 6 minuti?

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