Stop alla Serie A femminile. Ancora una volta, hanno vinto gli interessi

Non doveva finire così. Mentre c’è una parte di calcio italiano che esulta ed è pronto a tornare in campo nei prossimi giorni, una parte piange e si interroga se sia giusto finire così. Dal consiglio federale della FIGC è arrivata l’ufficialità: la Serie A femminile è finita qui.

Scudetto non assegnato e Milan fuori dalla Champions

Non ci sarà un vincitore. La Juventus, prima in classifica prima della sosta forzata per il Coronavirus, non esporrà in bacheca il suo terzo scudetto. Juventus però qualificata alla prossima Champions League assieme alla Fiorentina. Non il Milan, come calcolato dall’algoritmo. Le squadre retrocesse sono Orobica e Tavagnacco. 

La domanda che sorge spontanea è: perché la Serie A maschile torna a giocare mentre quella femminile no? Il nostro è l’unico campionato femminile a non aver congelato la classifica e a non aver assegnato lo scudetto.

Continuo a essere convinta che abbiamo perso una grande opportunità

Così ha commentato Ludovica Mantovani, Presidente della Divisone Femminile. A portare alla decisione, sofferta il Consiglio Federale, il clima di poca compattezza delle calciatrici e delle società. Le varie squadre si sono trovate innanzitutto d’accordo nel non prendere in considerazione l’opzione di terminare il campionato disputando playoff e playout. L’ingranaggio che non ha fatto sì che la macchina ripartisse, oltre agli interessi economici, è legato alle calciatrici e le società che si sono ritrovate divise in merito alla decisione di tornare in campo.

Testa ora alla nuova stagione, dove l’obiettivo primario è quello di garantire le tutele e il professionismo. Un tema questo, sempre più discusso attorno ai tavoli federali. Si tornerà in campo presto, i primi di agosto, anche per far sì che la Nazionale, attesa dalle ultime decisive gare per le qualificazioni agli Europei, possa essere al massimo della forma.

Ciò che rimane è il tanto rammarico. Dopo il mondiale del 2019 dove la nostra Nazionale ci aveva fatto avvicinare a un movimento nuovo, questo nuovo stop e questo azzeramento del ciclo, non può che nuocere a un movimento ancora considerato marginale del calcio italiano. Serve invertire la rotta al più presto per valorizzare il calcio femminile e portarlo ai livelli mondiali come già fatto in tanti altri paesi.

 

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