F1: tutte le novità introdotte nel regolamento, spiegate semplicemente

I piani per il futuro della Formula1 sono stati ampiamente rivisitati, con nuove limitazioni e modifiche introdotte nel regolamento a partire dal 2020.
Mettiamo quindi un po’ d’ordine e cerchiamo di capire come le nuove risoluzioni adottate dalla
FIA andranno a cambiare la F1 che vedremo scendere in pista (forse) a Luglio.


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Le modifiche ai regolamenti

Partiamo col dire che tra i possibili risultati a cui potranno portare queste novità solo una è certa: le limitazioni imposte renderanno le monoposto più lente di circa 0.5 secondi. La speranza dei team è che questo mezzo secondo possa essere recuperato con i processi di R&S che stanno venendo portati avanti in questo periodo di pausa. Se sarà così, ovviamente, potremo saperlo soltanto una volta iniziata la stagione.
Detto ciò, passiamo alla lista delle modifiche più importanti apportate ai tre regolamenti (tecnico, sportivo, finanziario), suddivise in base all’anno in cui saranno applicate.

Modifiche al regolamento tecnico:
2020: limiti aggiuntivi per lo sviluppo ed il miglioramento delle Power Unit durante la stagione;
– 2020-2021: congelamento dello sviluppo di un’ampia lista di componenti delle monoposto (e.g.: chassis, cambio, sospensioni; strutture come ali, sidepods, e diffusori invece sono esclusi). Verrà utilizzato un sistema di token per permettere un numero limitato di modifiche essenziali, a seconda delle necessità dei team;
2021: aumento della massa minima delle monoposto a 749kg (778kg nel 2022);
2021: modifiche al fondo delle monoposto in prossimità delle ruote posteriori al fine di moderare l’aumento della deportanza.

Modifiche al regolamento sportivo
2020: riduzione dei test aerodinamici (max. 40 Wind Tunnel Runs a settimana) ed introduzione di restrizioni ai testi sulle Power Unit per motivi economici;
2020: Diversi aggiornamenti relativi alle regolamentazioni sugli pneumatici, con nuove disposizioni che permetteranno, se sarà necessario, di effettuare test sugli pneumatici durante le Prove Libere 2 (qualora fosse necessario approvare una nuova specifica di pneumatici da parte di Pirelli) e di estendere l’uso degli pneumatici P140 in caso di pista bagnata durante le Prove Libere 1;
2020: differenziazione tra eventi “chiusi” e “aperti”, con differenti disposizioni per la regolamentazione degli stessi (ad es. numero di personale ammesso nel paddock) a seconda che tali eventi siano aperti o meno al pubblico,
2021: incremento nelle restrizioni ai test aerodinamici con l’introduzione di una misura di correlazione tra posizione in classifica e impatto delle limitazioni: essa sarà lineare tra la 1° e la 10° posizione nel WCC, con limitazioni che saranno gradualmente meno stringenti;
2022: Introduzione di aspetti normativi (coprifuoco, componenti a numero limitato, controlli periodici, rafforzamento del parco chiuso). Tale regolamentazioni andranno tuttavia sviluppate e riviste durante il 2020 e 2021 -e quindi non sono, ad oggi, definitive-.

Modifiche al regolamento finanziario
dal 2021: Riduzione del livello massimo di spesa per ogni team a 145mln di dollari per il 2021; 140mln per il 2022; 135mln per il biennio 2023-2025. Il tutto sulla base di Campionati a 21 gare;
Ad integrazione di ciò sono state programmate diverse esenzioni ed eccezioni, come ad esempio quelle riguardanti i costi per le spese mediche obbligatorie degli impiegati dei team; quelli riguardanti i costi salariali di soggetti in paternità/maternità o di soggetti in assenza forzata duratura a causa di infortuni o malattie;
dal 2021: Istituzione di Valori Nozionali per i Componenti Trasferibili (TRCs), per prevenire possibili aggiramenti al cosiddetto Budget Cap e permettere ai team più piccoli di risparmiare sul proprio bilancio (non dovendo necessariamente mantenere la capacità di progettare, sviluppare e produrre le parti designate come TRCs, che invece possono essere ottenute da altri team o fornitori).


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Scala lineare delle limitazioni che saranno introdotte dal 2021 allo sviluppo del comparto aerodinamico delle monoposto

Cause ed effetti: l’obiettivo principale è riequilibrare i team

Le modifiche sopra elencate sono apertamente mirate al ripristinare un equilibrio tra i team che da qualche anno a questa parte è venuto a mancare, favorendo i team minori (che si legge “quelli con meno possibilità economiche”).
Sta quindi ai team stessi sfruttare le possibilità offerte dal WMC e dalla FIA, per cui è anche possibile che, mentre alcuni team riescano a (ri)portare in pista una monoposto più che competitiva -Williams?-, altri non sfruttino la possibilità e rimangano comunque indietro.

Le misure adottate in queste direttive sono tutte, direttamente o meno, mirate a ridurre i costi per i team, così da favorire le scuderie minori, che più di tutte soffriranno a causa questo lungo periodo di stop: oltre al limite sulla capitalizzazione imposto alle scuderie anche le modifiche che sembrano “scollegate” da questo scopo sono state prese sempre nell’ambito di un risparmio economico globale.
Basti pensare, ad esempio, al limite minimo di peso introdotto per il 2021 (e maggiorato addirittura per il 2022): dietro a tale decisione, presa all’ultimo minuto, vi sarebbero infatti richieste provenienti da due aziende motoriste che avrebbero messo in guardia la FIA sull’incremento dei costi di R&S legati alla continua ricerca mirata al risparmio di peso: per ottenere ciò, infatti, sarebbero necessari materiali sempre più sofisticati e costosi, un costo che non tutte le scuderie potrebbero permettersi.

Oltre a quella relativa alle parti “congelate”, anche la decisione relativa alla semplificazione del fondo delle monoposto è da inquadrarsi in ambito di risparmio economico. Tale novità è infatti stata richiesta da Pirelli: il costante incremento del carico aerodinamico dato dallo sviluppo delle vetture avrebbe portato ad un aumento eccessivo di carico sugli pneumatici, la cui funzionalità sarebbe quindi a rischio (e quindi ci sarebbe stato bisogno dello sviluppo di nuovi pneumatici).

Volato sotto ai radar di molti, un altro elemento fondamentale di queste modifiche è quello relativo al comparto aerodinamico: per la prima volta in Formula 1, infatti, si adotterà un sistema lineare di limitazioni allo sviluppo della vettura inversamente proporzionale alla posizione in classifica dei team. Ciò significa che, a stagione in corso, ai team più in basso in classifica verranno garantite maggiori possibilità di sviluppo nel comparto aerodinamico, il comparto forse più cruciale della Formula 1: è proprio su questo comparto e sulla sua ottimizzazione che si basano una gran parte dei fattori cruciali di una gara, dal risparmio di carburante alla maggior velocità di punta, da un’accelerazione più performante a una maggior reattività e un minor surriscaldamento della PU e degli altri componenti interni alla monoposto.


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L’introduzione di questo sistema di limitazione progressive, insieme alle altre modifiche sopra citate, potrebbe risultare fondamentale per le sorti dei team minori che oggi si trovano in una posizione di inferiorità rispetto ai big.
Tali manovre dovrebbero infatti riuscire, almeno negli intenti, nel riequilibrare la competizione e riportare in pista una Formula 1 più competitiva, con più sorpassi e sfide accese tra tutti i piloti.
Se sarà davvero così, però, potremo saperlo soltanto tra diversi mesi: per adesso non ci resta che aspettare una comunicazione ufficiale sull’inizio del campionato 2020, che  però dopo la cancellazione del GP d’Olanda sembra farsi sempre più lontana.


📷: Autosport.com

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Emanuele Breschi

Diplomato in Lingue e laureato in Scienze Politiche, anche se ho passato più ore su Netflix o alla Playstation che sui libri.

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