Luce in fondo al tunnel, l’Nba prepara il ritorno in stile Disney

Finalmente ci siamo. Dopo tante indiscrezioni e teorie, tutte spinte dalla gran voglia di ripartire, l’Nba ha trovato il modo e il luogo dove farlo. Chi è arrivato in soccorso della lega di basket più famosa al mondo? Il mondo dei cartoni animati e dei film che ha cresciuto milioni di bambini, la Walt Disney Company.

Ripresa NBA, c’è la data!

Il periodo indicato per la ripresa dell’Nba è metà/fine luglio. Come detto, in aiuto della Lega è arrivata la Walt Disney, compagnia già precedente legata e vicina all’Nba anche dal punto di vista economico essendo uno sponsor da 2,8 miliardi di dollari l’anno. Quello tra Nba e Disney, oltre che economico, è anche un rapporto di partnership stretto nell’agosto 2019 che ha fatto sì di aprire a Disney World, poco fuori Orlando, la Nba Experience. Quest’ultima è un’attrazione che consente ai 70 milioni di visitatori all’anno del parco di provare e assaggiare l’atmosfera Nba.

Si ripartirà, ovviamente, senza tifosi. Ma perché Orlando e Disney World e non Las Vegas (altra candidata in lizza) che aveva messo a disposizione molti casinò per ospitare eventi e giocatori? I motivi sostanziali sono questi:

  1. Disney World è poco fuori città (Orlando)
  2. È grande abbastanza per ospitare allenamenti, partite e possiede strutture e resort per ospitare giocatori, coach e personale delle squadre e della lega (anche se si decidesse di riprendere la regular season con tutte e 30 le squadre)
Come si vuole ripartire?

L’Nba sta valutando tre scenari su come riprendere la stagione, partendo dal principio che tutte le serie playoff saranno al meglio delle 7 sfide:

  1. far giocare a tutte le squadre almeno 5-7 partite di regular season e poi i playoff
  2. organizzare un mini torneo per decidere la testa di serie numero 8 di ciascuna conference, con le altre squadre che nel frattempo si sfiderebbero in partite di esibizione (una sorta di preseason)
  3. partire direttamente dai playoff

Luglio, come detto, sarà il mese del ritorno in campo dell’Nba. Qualsiasi sia l’opzione scelta per la ripresa, sarà un percorso non senza ostacoli per arrivarci dalla situazione attuale. Al momento infatti, sono solo 19 le squadre che hanno riaperto le porte delle loro facilities ad allenamenti individuali e volontari. E, aspetto più importante, solo per i giocatori rimasti nella città in cui gioca la propria squadra.

Nella prima settimana di giugno però, l’Nba darà la possibilità alle squadre di allargare gli allenamenti a piccoli gruppi e darà loro il permesso di imporre ai giocatori di tornare nella città in cui la squadra ha sede. Molti cestisti internazionali infatti sono rientrati nel proprio paese, come per esempio la stella nascente dei Mavericks, Luka Doncic, tornato in Slovenia lo scorso 13 aprile. Per entrare negli Usa sono ancora in vigore diverse restrizioni e l’Nba sta già lavorando col governo per ottenere degli speciali nulla osta anche se la quarantena di due settimane di auto isolamento per chi viene dall’estero, potrebbe rimanere inevitabile.

Lo sloveno Luka Doncic, giovane stella dei Dallas Mavericks
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