Daniele De Rossi, un anno fa la Roma perdeva un altro pezzo “de core”

Era il 26 maggio 2019 quando la Roma e tutto l’Olimpico salutavano per l’ultima volta un altro dei suoi capitani: Daniele De Rossi. Con il numero 16 il centrocampista non ha avuto solo un ruolo di spicco nella Lupa e nella nazionale, ma è stato anche uno di quei rappresentanti di una romanità di cui ora rimane traccia solo in Pellegrini.

Due anni dopo l’addio di Francesco Totti, davanti allo stesso pubblico e allo stesso stadio, la situazione si ripete e i romanisti sono costretti a rivivere una seconda separazione da uno di quelli che è stato l’asse portante della Roma.

Arrivato tra i giallorossi nel 2001, è rimasto legato alla sua maglia per diciotto anni diventando presto una vera e propria bandiera. Con la Roma vince due Coppe Italia consecutive nel 2007, anno anche della Supercoppa, e nel 2008, dopo aver portato a casa nel 2006 la Coppa del Mondo con la Nazionale. Con un totale di 63 gol sul curriculum, dopo aver lasciato la capitale decide di intraprendere una nuova avventura nel Boca Juniors, in Argentina, destinata però a durare poco, a causa anche di un infortunio.

Il primo gol arriva solo nella stagione 2002-2003 contro il Torino. Quella stessa stagione che vedrà la Roma campione d’Italia. Con un destro da fuori area, lascia Sorrentino di sasso regalando ai giallorossi il raddoppio tra i gol di Cassano.

Leggi anche: Il Milan di Boban e Maldini verso la fine e le “bandiere” che in Serie A non sventolano più

Roma – Lazio 18 aprile 2010

Il derby del 18 aprile 2010 viene ricordato come uno dei più incredibili di sempre, e non solo per la doppietta di Vucinic che ha permesso ai giallorossi di vincere nonostante un primo tempo dominato dalla Lazio, ma anche per la decisione di Ranieri di sostituire Francesco Totti e Daniele De Rossi. La scelta avviene durante la pausa, e all’inizio del secondo tempo Taddei e Menez entrano al posto delle due eccellenze. La scelta ha lascia l’Olimpico con il fiato sospeso tra i romanisti che stavano già soffrendo l’1-0 dal 14′ per il gol di Rocchi, in quella stessa stagione che li vedrà in lotta con l’Inter per lo scudetto. A indirizzare Ranieri però il nervosismo e l’agitazione che smuoveva i suoi calciatori, troppo irritati e a rischio espulsione. Già il primo tempo si era infatti concluso miracolosamente senza espulsioni, e per non rischiare oltre, togliere le due icone della Roma era forse l’unica soluzione.

Chievo – Roma 16 maggio 2010

Il 16 maggio 2010 la Roma diventa Campione d’Italia, per un solo tempo però. E’ il giorno dello scudetto e i giallorossi si trovano a Verona al Bentegodi per il match contro il Chievo. Per 0-2 la Lupa vince contro i veronesi davanti ad oltre 18mila tifosi saliti in trasferta. Gli elementi ci sono tutti per raggiungere lo scudetto, se non fosse che a Siena la vittoria la vede anche l’Inter per 0-1. la Roma di Ranieri schiera in campo Taddei, Pizarro, De Rossi, Cassetti, Motta e in attacco Totti con Toni, che partirà dalla panchina. Dopo il gol di Vucinic che porta la Lupa in vantaggio, al 45′ De Rosi segna il gol del raddoppio garantendo alla Roma la corsa per diventare il nuovo campione d’Italia. Come numerose altre volte nel corso della sua carriera, con una sassata dalla distanza, viola la porta avversaria, facendo tremare il Bentegodi.

Italia – USA, Mondiali 2006

Berlino, 23 giugno 2006. L’Italia, nell’anno d’oro del Mondiale, si trova ad affrontare gli Stati Uniti sui campi tedeschi. Quella partita però il centrocampista della Roma la ricorderà non per la vittoria ma per l’espulsione, costatagli quattro giornate di squalifica e 10mila franchi di ammenda. Il motivo? La gomitata proditoria a McBride. De Rossi si rivedrà dunque solo per la finale, dove lascerà il segno trovando il gol al terzo rigore contro la Francia. Perché se uno dei più grandi rimpianti del numero 16 è quello di non aver vinto lo scudetto con la maglia giallorossa, lo stesso non di può dire per la Nazionale.

Roma – Genoa 2016/2017

Il 28 maggio 2017, Roma-Genoa non è solo l’ultima giornata di campionato, ma è anche il match valido per la qualificazione in Champions e l’ultima partita del capitano Totti. La partita inizia in salita per i giallorossi dopo il gol di vantaggio del Genoa con Pellegri. Il segno di De Rossi arriva al 74′ firmando il gol del sorpasso per 2-1, e riaprendo le speranze tra i giallorossi, che scoppieranno in festa solo al 91′ con il gol vittoria di Perotti che chiude la partita per 3-2. Un match a doppio taglio. Alle lacrime per l’addio del Pupone, si uniscono quel giorno anche le grida per la qualifica in Champions, nella notte che vede DDR, da tutti soprannominato Capitan Futuro, il nuovo capitano, nella maniera più dolorosa possibile.

Roma – Barcellona 10 aprile 2018

L’impresa è ribaltare il 4-1 del Camp Nou, il resto è storia. In palio il passaggio alle semifinali di Champions. A realizzare l’impresa Dzeko, il capitano Daniele De Rossi e Manolas, sotto la guida di Di Francesco. Il gol del 1-0 è di Dzeko che, servito da De Rossi, si scrolla la marcatura di Jordi Alba e viola la porta di Ter Stegen. Ad alimentare ancora di più le speranze, ci pensa il numero 16. Sono passati solo 12 minuti, quando il croato ricambia il favore trovando rigore. Dal dischetto il capitano non sbaglia, portando a casa la rete del 2-0. Al 24′ del secondo tempo ci riprova, sfiora di testa ma la palla finisce fuori. Ci penserà Manolas a meno di dieci minuti dalla fine a incoronare quel sogno battendo il Barcellona di Messi e approdando in semifinale.

Leggi anche: Le più grandi imprese della Roma in Champions League

Esta noche juega el Tano

Dopo la conferenza stampa del 12 maggio 2019, quella che spezza di nuovo i cuori della tifoseria romanista, Daniele De Rossi è pronto per una nuova sfida: «Se fossi stato dirigente, mi sarei rinnovato il contratto» – dice Daniele davanti ai microfoni – «mi volevano nella società, ma sento di poter essere ancora un calciatore». Il Boca Juniors in Argentina gli fa la corte, una squadra che De Rossi ha sempre stimato e apprezato, soprattutto per quella tifoseria così passionale e simile a quella giallorossa. Daniele accetta il progetto degli xeneizes e vola in SudAmerica. In Italia è la notte tra il 13 e il 14 agosto 2019. «Esta noche juega El Tano», mormorano tra le strade di Buenos Aires. All’Estadio Ciudad de la Plata, il Boca affronta l’Almagro. La noche del Tano, soprannome con la quale vengono chiamati gli italiani, si trasforma in un trionfo, con Daniele che sugli sviluppi di un calcio d’angolo trova di testa il gol all’esordio.

Giulia Taviani

22 anni, nasco a Verona, mi sposto a Milano ma sogno Bali. A quattro anni ho iniziato a scrivere poesie discutibili, a 20 qualcosa di più serio. Collaboro con Master X e con Periodico Daily. Ho scritto di cinema, viaggi, sport e attualità, anche se sono fortemente attratta da ciò che è nascosto agli occhi di tutti.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: