Vettel e i 5 attimi migliori in rosso Ferrari

5 anni con il numero 5, 10 record ad oggi in F1, un campionato mondiale per arrivare a 5, una vittoria in rosso per arrivare a 15. Il numero 5 per Sebastian Vettel è un’ossessione, o una maledizione, e torna in un modo o nell’altro sempre, anche nel numero dei podi e delle partenze, multipli di 5. Un critico letterario potrebbe farlo notare così come si fa per i numeri nella Divina Commedia, noi invece ci limiteremo a raccontare, secondo il nostro umilissimo gusto, i 5 attimi migliori di Sebastian a bordo della Ferrari, sperando di profetizzare il raggiungimento alla fine di quest’anno di un perfetto trittico di 5: numero di gara, anni e mondiale. Lo speriamo non per il cuore rosso o per il tifo, ma per la non opinabile bellezza di questo perfetto idillio numerico. Il Poeta non ce ne voglia da lassù.

Sebastian Vettel a fine 2020 lascerà la scuderia di Maranello in cui approdò nel 2015 dopo anni tempestosi passati tra la gloria e le critiche, le sconfitte e i trionfi. Il tedesco in Italia ci è invecchiato ed è un dato di fatto, basta guardarlo per capire il peso atlantideo che ha portato sulle spalle e così, per augurargli il miglior anno possibile (se si correrà), vorremmo passare in rassegna gli attimi, ovviamente 5, più intensi ed emozionanti vissuti da lui, e da tutti, alla guida della rossa. Non sono i 5 più ovvi, i 5 più celebri famosi, sono i 5 di RBR, in stile RBR.

La prima volta non si scorda mai

La Ferrari nel 2015 arrivava da quello che era stato da anni il mondiale e l’anno peggiore di sempre in termini di risultati, supporto e prestazioni: il 2014. Fu così che nella sede di Maranello si fece vivo Sebastian Vettel che, senza giri di parole, fece intuire come alla Ferrari volesse vincere, punto e basta, e che quello non fosse solo il suo obbiettivo, ma il suo sogno. Così, inviso a non pochi tifosi visto le cannonante che aveva tirato dall’Austria nel Bel Paese, nel 2015 il tedesco iniziò la sua parentesi rossa d’amore ma non di fortuna. Alla seconda gara della stagione Vettel vinse, incredibilmente; vinse di strategia e di furbizia, passando in pista entrambi i cosmonauti della Mercedes; nessuno ci credeva, nessuno ci sperava. Vedere un tedesco buttarsi dentro ad una astronave d’argento, anzi a 2, e poi resistere e correre e vincere, emozionò tutti, ferraristi e non perché la Mercedes si scoprì battibile, una nuova speranzana nasceva nel cirucs. “WOOOOOO! YEEEEAH! SI RAGAZZI! MI SENTI? GRAZIE MILLE RAGAZZI, GRAZIE GRAZIEE GRAZIEEEEEE! DAI FORZA FERRARI!” Se avete il cuore rosso ora avrete una lacrima, se siete degli appassionati sinceri potrete riconoscere la fedeltà e la passione, non solo vostra ma di Vettel, nei confronti della sua scuderia.

Nell’erba su Bottas

Il Gp hispanico del 2017 è stato l’undicesimo hat-trick di Lewis Hamilton, con una prestazione pazzesca ed una discreta lotta per la vittoria con Vettel. Ma ciò che ci interessa riguarda solo il tedesco, per precisione il suo 26° giro, e il rettilineo del traguardo; perché attimi come quelli si vivono assai raramente. Il sabato Vettel non aveva conquistato la pole position per soli 51 millesimi e alla partenza aveva fulminato il rivale inglese prendendo il comando; dopo esser rientrati entrambi ai boxe in testa si trova Bottas, ancora in attesa di pittare e quando Sebastian lo raggiunge non vuole certo perdere tempo aspettando il rientro del finlandese e lo sorpassa. Ma il come lo sorpassa è un frutto prelibato, che ha un retrogusto esotico di F1 anni 80, di lucida follia, di perfezione. Cercheremo di descriverlo: sul lungo rettilineo del traguardo le vetture si avvicinano sempre di più con la Rossa in scia alla Mercedes; si arriva a quel momento in cui tutti temono il contatto a oltre 300km all’ora, nessuno dei due si muove o scarta di lato, sono vicinissimi quando Vettel si sposta leggermente fintando e Bottas lo segue, altra controfinta questa volta molto decisa e poi dentro sul limite destro della pista ma lì non ci passano in quello spazio due macchine si rischia lo scontro nessuno rallenta Bottas fa spazio ma è troppo tardi si arriva ruota a ruota ma quelle destre del ferrarista sono completamente fuori dalla pista nell’erba grande polverone e una scodata. Passa. Boato di tutto il pubblico. A riguardarlo sembra un sinuosissimo serpente rosso che pian piano si snoda nell’attacco. Sublime.

L’uomo Sebastian Vettel: Canada 2019

Sì esattamente, il Gp di Montreal del 2019, il discussissimo scambio di segnaposto fatto a fine gara da Vettel, il suo umanissimo dispiacere e sconforto. Il 4 volte campione mondiale ha fatto una gran gara, partendo dalla pole, con il fiato dell’eterno rivale a 6 decimi e al 48° giro va lungo in curva 3, taglia la chicane e succede il patatrac. Nel rientrare infatti stringe Hamilton che si lamenta poiché ha dovuto alzare il piede per non fare strike sul ferrarista: 5 sec. di penalità per Vettel. Lungi da noi ora voler ritirare fuori la questione, ciò che vorremmo sottolineare è la reazione di Vettel, la gara d’orgoglio che ha continuato a fare, il gesto quasi bambinesco alla fine gara. Lì Sebastian è apparso uomo, non grande uomo ma umano, sconfortato, distrutto, disperato. Per un tifoso è stato impossibile non provare empatia, non sentirsi Sebastian. Nella sconfitta è stato un momento d’unione incredibile tra scuderia e tifo, tra pilota e uomini, tra ma e perché. E’ stato un momento incredibile perché è stato sincero, ed in un mondo come quello del circus la sincerità non ha valore, non ha eguali. In un momento al minimo storico come quello che stava vivendo quella vittoria per Sebastian sarebbe stato tutto, la rinascita, la rivincita, un grido di vita e d’orgoglio; ed invece quel grido gli si è spento in gola con un rantolo di tristezza. Il suo dispiacere, come succede con la risata, è stato incredibilmente contagioso.

Vettel dopo la penalità al GP del Canada cambia segnaposto a ...

“Lasciatemi guidare perché non sono lento”

Siamo nel 2015, nella notte di Singapore Vettel vince, canta Cutugno e fa innamorare milioni di italiani, perché quella notte fu il coronamento di innumerevoli speranze. Nasce in verità tutto dal sabato precedente, quando incredibilmente ha fatto strozzare più di un boccone nelle gole tedesche con una pole assurda: quasi 6 decimi al secondo in griglia, 8 al suo compagno, oltre un secondo sulle Mercedes. Ricordiamo cosa era stato il 2014, ricordiamo che l’ultima pole rossa era stata nel 2012. Beh lì Sebastian fece battere più di qualche cuore. Poi ci fu la gara e andò tutto benissimo, anche una gara discreta piena di accadimenti, non noiosa insomma, ma poco importa perché alla fine fu grande festa comunque: dopo aver tenuto dietro uno scatenatissimo Ricciardo Vettel illumina la notte di Singapore più dei fuochi d’artificio e cosa fa? Canta. Canta in italiano un classico italiano rivisitato su misura: “Lasciatemi guidare, perché non sono lento, lasciatemi guidare una gara bella”. Consigliamo ai tifosi ferraristi di asciugarsi la lacrimuccia ora. Quella notte Vettel, oltre che il cielo del Marina Bay, illuminò il cuore e la speranza di molti. 3 anni dopo l’ultima pole, con la terza vittoria in stagione, la Ferrari credeva di aver trovato il redentore nel tedesco; sicuramente uno dei momenti più belli di tutta la carriera di Vettel.

Il trionfo rosso di Singapore 2019

Vettel a Singapore è forte, partiamo da questo assioma. Tuttavia l’anno passato quel Gp è stato, grazie a tutto il team ed al suo chiacchieratissimo compagno Charles Leclerc, una marcia trionfale, una perfetta avanzata verso la vittoria, costruita e studiata pezzo per pezzo alla perfezione, in perfetta simbiosi tra team e pilota. A Singapore la Ferrari non era assolutamente favorita ma, con un Leclerc in trance agonistica, uno sviluppo preciso e geniale della macchina, una strategia azzeccata e furba, un Vettel rinato e inattaccabile, la Ferrari tutta ha trionfato. Per questo abbiamo deciso di mettere per ultimo questo momento, l’ultimo incredibile con la rossa, non tanto perché è stata la sua ultima vittoria, ma perché è stata una carica vincente di cavallo e cavaliere, pilota e macchina. Vettel partiva terzo, Leclerc primo, la Mercedes di Hamilton seconda ma con un gran lavoro di squadra, forse con un po’ di mal di pancia per il monegasco, il team di Maranello riuscì a vincere, a fare una doppietta dopo 2 anni e a non far nemmeno salire sul podio le frecce d’argento. Abbiamo già detto che fu un trionfo e lo ripetiamo: che epico trionfo!

Se si correrà in questo 2020 sarà interessante ed appassionante vedere come si comporterà Vettel, che già sa che il rosso non sarà più la sua casacca e che quindi potrà non avere peli sulla lingua e rimorsi. Sarà indubbiamente gara libera e sfrenata, una pazza corsa verso il duello; speriamo, e nel contempo ci auguriamo di poter ridire: bentornata, bentornata F1.

GabriSPQRatti

Studio lettere a Pisa e scrivo per la Nazione di Massa Carrara. Forza il Verona, la Ferrari, e l'Italia.

Un pensiero riguardo “Vettel e i 5 attimi migliori in rosso Ferrari

  • 16 Maggio 2020 in 13:08
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    Bravo Gabri ottimo articolo scorre bene non è prolisso molto prrciso.Veramente ottimo.Lo sai non faccio sconti

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