10 squadre fortissime che non hanno vinto, quasi, nulla

«Vincere non è importante, è l’unica cosa conta» diceva l’ex presidente della Juventus Giampiero Boniperti.

Perchè nel calcio si sa, alla fine viene ricordato veramente solo chi vince. Di squadre divertenti e ben allenate ne abbiamo viste tante, ma le favole, per essere definite tali, devono avere un lieto fine. Sennò rimangono solo belle storie.
Per non parlare poi di quelle squadre costruite a suon di milioni con l’obiettivo di vincere tutto ma che a fine anno non avevano nessun trofeo a riempire la bacheca.

Abbiamo provato a individuare 10 squadre fortissime che però non sono riuscite a vincere – quasi – nulla.

Inter 1966/67

La Grande Inter di Helenio Herrera fu una delle squadre più forti di sempre, vincendo tra il 1963 e il 1966 tre campionati in Italia e due Coppe dei Campioni consecutive. Ma nella stagione 1966/1967 i neroazzurri persero prima il campionato, regalando il titolo alla Juventus con una sconfitta a Mantova all’ultima giornata e poi la Coppa dei Campioni, dove furono rimontati in finale dal Celtic.

Juventus 1991/1992

Era il 1991 e la Juventus voleva a tutti i costi riprendersi lo scudetto che mancava ormai da 5 stagioni. A Torino l’anno precedente era arrivato anche Roberto Baggio, acquistato per la cifra-record di 25 miliardi di lire, più il cartellino di Renato Buso. Ma il finale di stagione per i bianconeri fu un disastro. Con sole 2 vittorie nelle ultime 9 giornate di campionato, la Juventus regalò lo scudetto al Milan. Subito dopo arrivò anche la sconfitta in finale di Coppa Italia per mano del Parma, che dopo aver perso la gara d’andata 1 a 0 a Torino – le finali al tempo si giocavano su due turni – ribaltò tutto al Tardini imponendosi 2 a 0 e prendendosi la Coppa.

Bayer Leverkusen 2001/2002

Maggio 2002, il Bayer Leverkusen era ancora in corsa per uno storico triplete. Ma nel giro di 10 giorni i tedeschi persero prima la Bundesliga facendosi sorpassare dal Borussia Dortmund, poi la Coppa di Germania con il trionfo in finale dello Schalke e infine la Champions League contro il Real Madrid, la partita passata alla storia per il gol capolavoro di Zidane.

Celtic 2002/2003

Nella stagione 2002/2003 gli scozzesi del Celtic riuscirono a perdere tutto nel giro di pochi giorni. Arrivati all’ultimo atto in Coppa UEFA – 36 anni dopo l’ultima finale europea – i biancoverdi allenati da Martin O’Neill vennero sconfitti ai supplementari dal Porto. Subito dopo persero anche la Coppa di Lega in finale. Un k.o. se vogliamo ancora più amaro, arrivato per mano dei Rangers, i rivali di sempre. Il Celtic vide poi sfumare all’ultima giornata anche il campionato per differenza reti.

Chelsea 2007/2008

La stagione 2007/2008 per il Chelsea fu una delle più sfortunate di tutta la sua storia. Josè Mourinho a inizio anno lasciò la panchina dei blues, dopo un avvio complicato con la sconfitta ai rigori nel Community Shield con il Manchester United. Al suo posto Roman Abramovic ingaggiò l’israeliano Avraham Grant ma la stagione per i londinesi si concluse con una delusione dopo l’altra. Il Chelsea infatti fu eliminato ai quarti di finale in FA CUP, perse all’ultimo atto la Carling Cup nel derby con il Tottenham e arrivò secondo in Premier alle spalle del Manchester United. I Red Devils si rivelarono quell’anno un vero e proprio incubo per i blues. Nella finale di Champions tutta inglese disputata a Mosca tra le due squadre, lo United ebbe la meglio sul Chelsea ai rigori, dopo lo scivolone dal dischetto di John Terry.

Roma 2009/2010

La stagione 2009/2010 per la Roma non cominciò al meglio. Nelle prime due giornate di Serie A arrivarono altrettante sconfitte contro Genoa e Juventus, che costarono la panchina a Luciano Spalletti. Al suo posto subentrò Claudio Ranieri. Con lui i giallorossi giocarono un gran calcio per tutto l’anno, vincendo entrambi i derby, ma conclusero la stagione con ”zero tituli” per usare un’espressione di chi quell’anno, di titoli, fece bottino pieno. Sulla strada della ”maggica” infatti c’era l’Inter del triplete allenata da Josè Mourinho. Ranieri perse con i neroazzurri la finale di Coppa Italia e fu costretto a cedere anche il campionato, dopo esser stato all’ultima giornata, virtualmente campione d’Italia per 37 minuti.

Bayern Monaco 2011/2012

Un altro triplete mancato clamorosamente fu quello del Bayern di Jupp Heynckes nella stagione 2011/2012. Una rosa, quella dei bavaresi, fortissima: Neuer in porta, le sgaloppate di Lahm sulla fascia, le geometrie di Kroos, la grinta di Schweinsteger ai tempi d’oro e la fantasia di Ribery e Robben davanti unita alle reti di Mario Gomez. Ma il Bayern, primo in Bundesliga fino a marzo, si fece sorpassare dal Dortmund di Klopp. Con i gialloneri, gli uomini di Heynckes persero poi anche la Coppa di Germania in finale. Il dispiacere più grande però arrivò nella finale di Champions League giocata in casa all’Allianz Arena e persa incredibilmente ai rigori con il Chelsea di Drogba e Di Matteo. Il destino restituì la gloria ai bavaresi solo un anno più tardi, quando Heynckes si riprese il triplete mancato dell’anno prima, vincendo anche la Supercoppa di Germania.

Anzhi dal 2011 al 2013

Nel gennaio 2011 il magnate russo Sulejman Kerimov rilevò l’Anzhi, il club della sua città natale, Makhachkala. Intenzionato a far risplendere la sua squadra sia in Russia che nel mondo, Kerimov – uno degli azionisti di maggioranza di Gazprom, leader mondiale nel settore delle risorse naturali e energia – non badò a spese offrendo contratti d’oro a destra e sinistra. In Russia arrivarono grandi campioni come Roberto Carlos e Samuel Eto’o, con l’ex Inter che diventò al tempo il calciatore più pagato del mondo, dall’alto dei suoi 20 milioni annui di ingaggio. Ma il sogno dell’Anzhi durò poco. Con un mandato di cattura dell’Interpol sulla sua testa, nel 2013 Kerimov fu costretto a smontare il suo giocattolo, che intanto concluse la stagione addirittura con una clamorosa retrocessione.

Benfica 2012/2013

I portoghesi del Benfica, allenati da Jorge Jesus, vissero nella stagione 2012/2013 una delle annate più drammatiche della sua storia, sportivamente parlando. Nella Superliga, le aquile erano in testa alla classifica con 2 punti di vantaggio sugli eterni rivali del Porto. Ma nello scontro diretto in trasferta alla penultima giornata vennero battute 2 a 1 con un gol al 91esimo minuto. Il Porto poi si prese il campionato vincendo senza problemi l’ultima giornata. È l’inizio della fine con il destino che fu ancora più beffardo con Jorge Jesus. I suoi ragazzi infatti persero anche la finale di Coppa portoghese con il Guimaraes – dopo essere stati in vantaggio fino all’80esimo e per non farsi mancare niente videro sfumare il sogno di vincere l’Europa League, ancora nei minuti di recupero. Nell’ultimo atto infatti, il Benfica fu sconfitto dal Chelsea di Benitez al 93esimo. Una stagione maledetta.

Manchester United dal 2014 al 2016

Dopo l’addio di Sir Alex Ferguson lo United era alla ricerca del suo erede. L’anno di transizione con David Moyes non andò benissimo e nel 2014 venne ufficializzato per la panchina l’ingaggio di Louis Van Gaal. Ma nonostante una campagna acquisti estiva faraonica – con oltre 150 milioni di euro spesi per l’acquisto di Ander Herrera, Luke Shaw e Angel Di Maria – i Red Devils conclusero la stagione al quarto posto in Premier League. L’anno successivo gli uomini di Van Gaal, dopo aver eliminato il Brugge ai preliminari si qualificarono ai gironi di Champions, dove però vennero eliminati retrocedendo in Europa League. In Premier andò ancora peggio, con lo United che si piazzò al quinto posto. Nonostante tutto alla fine il tecnico olandese riuscì a conquistare la FA Cup, battendo in finale il Crystal Palace. Troppo poco per una squadra costruita per vincere ben altro. A fine stagione Van Gaal fu esonerato.

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: