Euro 2004: la Grecia alza la coppa mentre il “biscotto” ferma gli azzurri

Era il 2004. A febbraio Mark Zuckerberg aveva appena creato Facebook, mentre Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re portava a casa 11 Premi Oscar e negli USA Michael Jackson era sotto accusa per abusi. Ma l’appuntamento dell’anno è in Portogallo con gli Euro 2004. Quasi come un gioco del destino, quell’Europeo si aprirà e si chiuderà nello stesso modo: con il dominio dei greci sui padroni di casa, prima per 1-2 ai gironi il 12 giugno, e poi per 0-1 il 4 luglio in finale. Proprio la Grecia infatti, sarà la vera sorpresa di quell’anno, vincitrice, forse anche grazie ad un po’ di fortuna, degli Euro 2004, nella sua seconda partecipazione ad una competizione di quel livello. Era infatti dal 1980 che la squadra, allenata al tempo da Otto Rehhagel, non si qualificava agli Europei di calcio.

Per differenza reti Spagna e Italia si sono giocate i quarti

Spagna, Italia e Germania dovranno aspettare ancora qualche anno prima di provare l’emozione dei quarti. I tedeschi, ancora amareggiati per quella finale persa contro il Brasile nei Mondiali di due anni prima, non vanno oltre il terzo posto ai gironi, fermati prima sull’1-1 contro i Paesi Bassi, poi sullo 0-0 con la Lettonia – ultima del girone – e poi con il colpo di grazia da parte della Repubblica Ceca, passata come prima. Sorti simili invece quelle di Spagna e Italia, per cui la differenza reti è stata fatale.

Gli azzurri di Trapattoni dopo il Mondiale nippo-coreano erano pronti a portare a casa la competizione, e lo aveva dimostrato con un girone di qualificazione quasi perfetto. Con 5 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta contro il Galles, erano arrivati in Portogallo ottimisti. A frenare gli entusiasmi però, Svezia e Danimarca, passate entrambe con 5 punti. Il 14 giugno, nell’esordio, l’Italia non va oltre lo 0-0 con la Danimarca, in una partita costata l’espulsione di Francesco Totti dopo lo sputo a Poulsen in risposta ad una gomitata. Al momento nessuno se ne accorse, però la scena venne ripresa da un Tv danese che rese l’azione quasi virale. Nei giorni successivi i giudici della UEFA dovettero quindi procedere con le tre giornate di squalifica per il Pupone. Niente Var in quel caso, era bastata la prova televisiva. Contro la Svezia poi, ci pensa Ibrahimovic a segnare, a soli cinque minuti dalla fine, il gol dell’1-1, riportando la partita in parità dopo il tentativo di sorpasso firmato da Cassano.

Le sorti dell’Italia si giocano però durante l’ultima giornata. Svezia e Danimarca sono entrambe a 4 punti, dopo aver battuto la Bulgheria, in un match che gli svedesi dominano addirittura 5-0. Ora tocca all’Italia, ferma a due, guadagnarsi i tre punti per il sorpasso sui nordici, sperando in qualsiasi risultato tranne che un pareggio. In tal caso infatti, la situazione sarebbe più complicata del previsto. Il passaggio del turno si sarebbe infatti dovuto calcolare sulla base dei risultati dello scontro diretto: ma gli scontri con l’Italia si erano conclusi tutti in pareggio. A quel punto tutto sta nella differenza reti e nel numero di gol segnati. Insomma, anche in caso di dominio sulla Bulgheria degli azzurri, Danimarca e Svezia devono chiudere 2-2 per qualificarsi entrambe.

 

Dopo quanto accaduto contro la Danimarca, gli animi azzurri sono tesi. Presidente e Segretario generale della UEFA in aggiunta sono svedesi, e questo porta una certa degenerazione complottista tra gli italiani. Gattuso addirittura aggiunse: «Noi non siamo simpatici a UEFA e FIFA» proponendo “50 telecamere” a sorvegliare Svezia-Danimarca. Anche Alessandro Del Piero aggiunse: «Il 2-2 sarebbe sporco, sarebbe indecoroso e non è neanche così facile da combinare. Per me è impensabile. Gli scandinavi brillano per lealtà, anche se proprio sulla lealtà ci hanno punzecchiato, e Tomasson (al tempo attaccante del Milan, ndr) si è fatto ammonire per simulazione. Finirà che noi si vince e loro fanno zero a zero». Ma quando il destino è segnato c’è poco da fare.

Entrambe le partite sono in programma per le 19.45 del 22 giugno. Durante il primo tempo la Danimarca gioca meglio della Svezia, andando in vantaggio al 28′ proprio con Tomasson. L’Italia invece era ferma sullo 0-0. Allo scadere dei 45 minuti però l’arbitro segna un calcio di rigore alla Bulgaria. Dagli 11 metri Petrov non sbaglia e segna il gol del sorprasso bulgaro. La qualificazione si fa lontana. All’inizio del secondo tempo la situazione si capovolge. Gli svedesi segnano la rete 1-1 grazie ad un rigore concesso a Larsson per fallo in area del portiere danese, anche se i successivi replay mostreranno il contrario. Intanto anche gli azzurri trovano l’1-1 grazie al pareggio di Perrotta. Al 66′ Tomasson fa doppietta segnando il sorpasso per la Danimarca. Al 94′ poi è il turno di Cassano che segna il gol valido per la qualificazione, per poi lasciarsi andare ad un pianto liberatorio. A spezzare i sogni azzurri ci pensa poi il portiere danese Sorensens che, sul campo di Porto, non trattiene un cross di Wilhelmsson permettendo all’attaccante svedese Mattias Jonson di segnare. Quel 2-2 si è materializzato. Per differenza reti passano Svezia e Danimarca, per una gloria che durerà poco. La prima infatti uscirà ai rigori contro i Paesi Bassi mentre la Repubblica Ceca ai quarti fermerà la Danimarca per 3-0.

Qualcuno dovrebbe vergognarsi e non siamo noi
Gigi Buffon

Nel frattempo la Spagna viveva le stesse emozioni nel girone proprio con Portogallo, Grecia e Russia. A pari punti con la Grecia, basta un pareggio agli iberici per passare ai quarti, e quel risultato lo devono trovare proprio contro i cugini portoghesi che non ci stanno. I padroni di casa fanno loro il derby con il gol di Nuno Gomes. Nel frattempo la Russia va in vantaggio sugli ellenici, ma questo non basta. La Grecia segna il gol del 2-1 che, nonostante la sconfitta, permette loro di battere gli spagnoli sulla differenza reti e passare al girone successivo. Bisogna aspettare ancora quattro anni per vedere gli iberici alzare quella coppa.

Inghilterra e Francia fuori ai quarti

Nel frattempo ai gironi passano l’Inghilterra di Rooney, costretto ad abbandonare i quarti contro il Portogallo a causa di un infortunio, e la Francia, campione in carica dopo il golden gol contro gli azzurri, fermata invece per 1-0 dalla Grecia grazie al colpo di testa di Charisteas al 65′. I padroni di casa si scontrano con gli inglesi arrivando fino ai rigori dopo un punteggio fermo sul 2-2. A sbloccare la partita ci pensa Owen inglesi che dopo 3 minuti dal fischio di inizio porta gli inglesi in vantaggio, dove resteranno per gli 80 minuti successivi. A poco dalla fine infatti, Postiga trova la rete segnando il gol del pareggio. Ai supplementari la storia si inverte. Dopo cinque minuti ci pensa Rui Costa con un destro da 20 metri a segnare il 2-1 ma poi, a cinque dalla fine, è Lampard a trovare il gol per i rigori dove la differenza la farà il portiere portoghese Ricardo. Per 6-5 passa il turno il Portogallo.

Per la finale se la giocano Portogallo-Paesi Bassi e Grecia-Repubblica Ceca. Ad aprire le danze saranno i padroni di casa che il 30 giugno si impongono per 2-1 sugli olandesi sul campo di Lisbona. Tre reti tutte portoghesi grazie anche all’autogol di Andrade al 63′ che avrebbe potuto aiutare gli olandesi alla rimonta, dopo il gol di Van Nistelrooy annullato per un fuorigioco dubbio al 39′. Dopo il trionfo del 1988 l’Olanda perde l’occasione di portare a casa un altro trofeo. A segnare il successo sono invece le reti di Ronaldo al 26′ e di Maniche al 58′. Luglio inizia poi con la vittoria della Grecia sui cechi a Oporto grazie alla rete di Dellas ai tempi supplementari, facendo rivivere alla Repubblica Ceca quella sconfitta contro la Germania a Londra nel 1996.

Portogallo v Grecia

La finale sa molto di remake della gara d’apertura, con gli dei che ripropongono il dominio sui portoghesi. Gli uomini di Rehhagel schierano da subito una difesa attenta con marcature mirate a fermare principalmente Pauleta, Figo e Cristiano Ronaldo. Questo non sembra bastare però, e al 13′ Miguel tenta il soprasso con una conclusione da destra, ma Nikopolidis si allunga e devia in angolo. Nonostante il dominio ellenico dell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, le squadre non vanno oltre lo 0-0 rimandando tutto ai 45 minuti successivi. Durante la ripresa il Portogallo accellera prevalendo sugli avversari, ma continua a mancare la precisione in avanti e i portoghesi non riescono a finalizzare. La Grecia ne approfitta e grazie a un colpo di testa di Charisteas su calcio d’angolo di Basinas segna la rete del 1-0. Scolari toglie Costinha e manda al suo posto Rui Costa con il Portogallo che ora preme sulla destra. A 15 minuti dalla fine Ronaldo spreca un’occasione clamorosa: è solo in area di fronte a Nikopodidis, ma il suo tiro è fuori misura. Dopo sei minuti il Portogallo va vicino al pareggio con Carvalho, al 90′ poi ci riprova Figo ma la palla esce di poco. Non basteranno nemmeno i 5 minuti di recupero concessi dall’arbritro. Al fischio finale la Grecia è campione d’Europa, mentre il Portogallo dovrà aspettare il 2016 per prendersi la rivincita.

 

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Giulia Taviani

22 anni, nasco a Verona, mi sposto a Milano ma sogno Bali. A quattro anni ho iniziato a scrivere poesie discutibili, a 20 qualcosa di più serio. Collaboro con Master X e con Periodico Daily. Ho scritto di cinema, viaggi, sport e attualità, anche se sono fortemente attratta da ciò che è nascosto agli occhi di tutti.

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