Euro 2012: il cucchiaio di Pirlo, i muscoli di SuperMario e ancora Spagna

La storia di Euro 2012 inizia cinque anni prima. Nel 2007 infatti, Polonia e Ucraina vincono la candidatura per ospitare i futuri europei di calcio, battendo la rivale italiana. Di lì a poco poi, nell’estate del 2008, se ne sarebbe tenuto un altro di europeo, quello che avrebbe sancito l‘inizio del dominio spagnolo.

Ma torniamo a quel giugno 2012. Polonia e Ucraina sono pronte a prendersi la scena per la prima volta dalla nascita della competizione, e l’onore di aprire i nuovi Europei lo ha proprio Varsavia ospitando in casa la Grecia. Dopo 17 minuti dal fischio d’inizio la magia si diffonde. Davanti ad un pubblico in estasi, Lewandowski porta in vantaggio la Polonia, fermata poi su pareggio dagli avversarsi.

“E’ stata una sensazione meravigliosa, è difficile descriverla a parole. Non è stato solo il primo gol degli Europei, era anche il primo gol per la Polonia e il primo nel nuovo stadio nazionale. E’ stato un momento storico anche per me, una grande esperienza personale. La gioia dopo il gol è stata inimmaginabile. Mi viene ancora la pelle d’ora a ripensarci adesso”
Lewandowsli

Le due nazionali ospitanti non trovano però un destino favorevole nonostante le buone carte in tavola. La prima infatti si posiziona ultima ai gironi riuscendo a portare a casa solo due punti dopo il pareggio con la Russia. L’Ucraina invece si classifica terza a pari punti con la Svezia dovendo subire le furie di Inghilterra e Francia.

Italia v Spagna: dai gironi alla finale

La storia tra Italia e Spagna va ben oltre quella finale dominata al 100% dalle Furie Rosse. Prandelli e Del Bosque si trovano per la prima volta proprio ai gironi, in uno scontro che finisce 1-1, ad alimentare le speranze azzurre. Per affrontare i Campioni del Mondo, Prandelli si affida alla difesa bianconera fresca di scudetto, optando per la nuova coppia Cassano-Balotelli e schierando un inedito 3-5-2 con De Rossi arretrato al centro della difesa e sulle fasce Giaccherini e Maggio. Dalla parte opposta il CT spagnolo opta per il Falso Nueve, lanciato da Spalletti nella Roma di Francesco Totti e portato ai suoi massimi livelli dal Barcellona di Guardiola e Messi.

Pescate nel gruppo C con Croazia e Irlanda, le due finaliste passano il turno con 7 punti per gli spagnoli e 5 per gli italiani. Gli azzurri infatti, nonostante il 2-0 con l’Irlanda di un altro azzurro, il CT Giovanni Trapattoni, faticano a trovare la vittoria collezionando un pareggio sia con la Spagna, grazie al gol di Di Natale entrato in sostituzione di SuperMario, sia con la Croazia, grazie al gol al 39′ di Pirlo che, su punizione a giro dal vertice sinitro dell’area di rigore, riesce a trovare la rete. nonostante il tentativo di Pletikosa di frenare il tiro.

Un pareggio sprecato da parte dell’Italia che, pur mettendo in difficoltà gli avversari, non è riuscita a fermare il gol del pareggio firmato Mandzukic, nonostante anche gli ingressi al secondo tempo di Giovinco e Di Natale. Dopo dieci anni gli azzurri non riescono a trovare ancora la rivincita su quel 1-2 dei Mondiali 2002.

Ai quarti di Euro 2012 l’Italia incontra l’Inghilterra. Per la sfida azzurra Prandelli non ci pensa troppo e torna sui suoi passi con la difesa a 4 e l’esordio di Balzaretti e Abate con l’avanzamento di De Rossi a centrocampo con Pirlo, Marchisio e Thiago Motta. Lo scontro con l’Inghilterra di Rooney arriva fino ai rigori dopo un 0-0 che non ha visto brillare il capocanonniere azzurro Mario Balotelli. A pochi minuti ormai dalla fine Prandelli decide di inserire Nocerino al posto del romano De Rossi, ma nemmeno questo basta. Il centrocampista del Bologna ci prova subito ma Hart mantiene il punteggio fermo sul 0-0.

Ai rigori Balotelli apre le danze, ma il portiere inglese frena gli entusiasmi azzurri mantenendo la porta inviolata. Nel frattempo Rooney porta l’Inghilterra in vantaggio, seguito da un cucchiaio di Pirlo, usato per la prima volta da Panenka nei lontani Euro 1976, che lascia tutti senza fiato. Da quel momento la fortuna sarà dalla parte dell’Italia. Ashley Young centra la traversa, Nocerino segna e Buffon para Ashley Cole. Dal dischetto è il turno di Diamanti che non sbaglia portando così la nazionale italiana in semifinale contro la Germania.

“Voglio essere chiaro: non ho fatto come Totti nel 2000 contro l’Olanda. In quell’occasione Francesco disse prima a Maldini che avrebbe provato il cucchiaio. Io invece ho deciso all’ultimo secondo, Hart continuava a muoversi sulla linea della porta e quando ho visto che si buttava ho fatto la mia scelta. Non c’era nulla di premeditato, nessuna voglia di vendetta. Come si fa a programmare una cosa del genere? Se lo fai o sei Totti, o sei un veggente, o sei uno stupido”
Andrea Pirlo

Nel frattempo la Spagna sconfigge senza troppi problemi la Francia di Benzema, Ribery e della combo Malouda/Debuchy chiudendo il match sul 2-0 grazie alla doppietta di Alonso e al rigore al 91′. Mentre la Germania dà spettacolo contro i greci segnando 4 gol da 4 giocatori diversi e sperando in una rivincita sulla Spagna diversa da quella di quattro anni prima. Infine, il Portogallo guadagna la semifinale grazie a Ronaldo, lasciando a casa la Repubblica Ceca.

Italia v Germania: la semifinale di SuperMario

Italia-Germania di Euro 2012 è un match che entrato nella storia grazie a quell’esultanza che ha aiutato gli azzurri ad arrivare ad un passo dalla coppa. L’accoppiata Cassano-Balotelli funziona alla perfezione e porta ufficialmente il bresciano a un totale di tre gol durante tutta la competizione, al pari di Ronaldo (Portogallo), Torres (Spagnolo), Dzagoev (Russia), Mandzukic (Croazia) e Gomez proprio della Germania. Allo Stadio Nazionale di Varsavia i pronostici danno tutti i tedeschi come prossimi campioni. Prandelli decide di schierare nove degli undici uomini di Kiev. In campo scendono Daniele De Rossi, Giorgio Chiellini a sinistra e Balzaretti a destra al posto di Abate. Löw invece opta per Mario Gomez al centro dell’attacco con Lokas Podolski e Toni Kroos con Mesut Özil.

La prima occasione è proprio tedesca con Andrea Pirlo a salvare sulla linea una deviazione di Hummels. Balotelli si fa avanti subito, ma ancora una volta sono gli azzurri a rischiare con un autogol sfiorato per un errore di Andrea Barzagli. Dopo la deviazione del tiro di Neuer grazie a Montolivo e Cassano, la Germania arretra dando via a libera a SuperMario che, su azione di Cassano da sinistra, trova la porta con un colpo di testa al 20′ seguito da un’esultanza ancora oggi nella mente di tutti.

Dopo un primo istante di esitazione la Germania si risveglia dallo schock e grazie ad un’azione di Khedira viola la porta di Buffon riportando il match al pareggio. L’entusismo tedesco viene smorzato da lì a poco sempre grazie a Balotelli che, al suo secondo Europeo, segna la doppietta che permette alla nazionale di approdare in finale. Durante il secondo tempo la Germania prova a rialzarsi con Klose e Reus al posto di Podolski e Gomez, mentre Prandelli preferisce Thiago Motta e Montolivo per Di Natale e Balotelli, uscito per crampi. A venti dalla fine i tedeschi hanno nuovamente in mano la partita, ma gli azzurri sanno difendersi bene, poi il triplice fischio. Andiamo a Kiev Beppe!

Conclusasi 2-1, la Germania deve aspettare altri quattro anni e un titolo da Campione Mondiale in vetrina per chiudere la storia con l’Italia durante gli Euro 2016.

Italia v Spagna: la finale

La Germania però non era l’unica a desiderare vendetta contro gli spagnoli. Nel 2008 l’Italia era stata infatti frenata ai quarti proprio dalle Furie Rosse che, grazie al gol di Febregas dal dischetto, chiudeva i rigori sancendo il passaggio degli spagnoli. Se in più si conta che gli azzurri non vedevano una finale europea dal 2000 e da quel tragico golden gol di Trezeguet, si può percepire la voglia di tornare a casa con la coppa tra le mani.

Il resto di Euro 2012 è storia.

La Roja quella notte conquista il terzo successo di fila, dopo Euro 2008 e il Mondiale del 2010. Con le reti di Silva, Jordi Alba, Torres e Mata lascia un’Italia con la coda tra le gambe. Addirittura Casillas durante gli ultimi minuti del recupero chiederà all’arbitro di far finire prima del tempo stabilito l’agonia agli italiani. Ad influire senza dubbio la stanchezza dovuta agli impegni ravvicinati, accanto ad un avversario dallo spessore innegabile. In più la fortuna non era decisamente dalla parte degli azzurri, dopo l’infortunio di Chiellini che ha portato l’ingresso di Balzaretti, gli azzurri sono costretti in 10 nell’ultima mezz’ora a cuasa di un infortunio di Thiago Motta a cambi esauriti, l’ultimo usato proprio per farlo entrare al posto di Montolivo.

Dopo l’1-1 di Danzica la speranza alimentava la nazionale Italiana, costretta però solo a contenere la Furia Rossa, e senza troppi risultati. Dopo 14 minuti Febregas, lo stesso che quattro anni prima aveva frenato i sogni azzurri, semina Chiellini sulla destra crossando dal fondo per la testa di Silva che, senza troppi problemi, mette in rete. Al 41′ poi il raddoppio con Jordi Alba, lanciato in profondità da Xavi. Il terzino sinistro evita il fuorigioco, supera Buffon e trova la rete del 2-0.

Nel secondo tempo Di Natale si mangia un gol da solo davanti a Casillas privando l’Italia dell’occasione di tornare in scena. Di lì a poco i gol della disfatta. Ci pensa Mata a chiudere i conti. Al triplice fischio è 4-0 per gli spagnoli che, per l’ultima volta fino ad oggi, si confermano campioni d’Europa per questi Euro 2012.

Giulia Taviani

22 anni, nasco a Verona, mi sposto a Milano ma sogno Bali. A quattro anni ho iniziato a scrivere poesie discutibili, a 20 qualcosa di più serio. Collaboro con Master X e con Periodico Daily. Ho scritto di cinema, viaggi, sport e attualità, anche se sono fortemente attratta da ciò che è nascosto agli occhi di tutti.

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