Appuntamento con la storia: un anno fa Fognini sul trono di Montecarlo

Nel tennis le cose possono cambiare di settimana in settimana. Lo sa bene Fabio Fognini, che esattamente un anno fa, il 21 aprile del 2019, portava a casa il Master 1000 di Montecarlo dopo un torneo incredibile. La stagione, prima dell’impresa nel Principato, stentava a decollare. Il morale non era dei migliori, le vittorie non arrivavano e i dolori al gomito e alla caviglia non gli davano tregua.

«Mi serve solo stare in campo, giocare e lottare. Ho bisogno che la gente che mi vuole bene mi stia vicino»
F.Fognini prima del Master 1000 di Montecarlo

 

Oltre a Fognini, sono altri 3 gli italiani impegnati nel Principato: Lorenzo Sonego, Andreas Seppi e Marco Cecchinato. I primi due si sfidano al primo turno in un derby tutto azzurro con Sonego che in due set porta a casa la partita, confermando un gran momento di forma. Una vittoria che gli fa guadagnare il suo migliore best ranking in carriera e un secondo turno contro il gigante Karen Khachanov. Cecchinato invece, complice il ritiro di Damir Dzumhur per un problema all’addome, accede agevolmente al secondo turno, dove lo aspetta Stan Wawrinka, già campione in passato a Montecarlo.

Il torneo di Fognini comincia invece sul campo Ranieri III: dall’altra parte della rete Andrej Rublev. Dopo 40 minuti Fabio cede il primo set 6-4 e va sotto 4 a 1 nel secondo, ma non molla e riprende il russo. Dopo 1 ora e 35 minuti si arriva così al terzo set, dove Fognini gioca un gran tennis e completa la rimonta chiudendo 6-4/ 5-7/ 4-6 in 2 ore e 30 minuti di gioco. È la partita che segna la svolta per Fogna.

«Gioco sempre con dolore, ma devo lottare con quello che ho»
F.Fognini dopo la rimonta su Rublev

 

Bene Nadal e Djokovic. Sonego abbatte il gigante Khachanov

Al secondo turno si vedono anche i Big. Non c’è Roger Federer, ma ci sono sia Rafael Nadal – manco a dirlo, campione in carica – sia Nole Djokovic. Lo spagnolo fa il suo esordio a Montecarlo liberandosi facilmente in due set del connazionale Roberto Batista Agut. Djokovic invece, che perde addirittura 4 volte di fila il servizio, la spunta con qualche affanno su Philipp Kohlschreiber in tre set e 2 ore e 36 minuti di match, prendendosi la rivincita sul tedesco che lo aveva battuto due settimane prima a Indian Wells.

Il nostro Sonego ha davanti a sé l’ostacolo Khachanov. Tra i due ci sono ben 84 posizioni di distacco nel ranking a favore del russo, numero 12 al mondo. Il tennista torinese però non si fa intimidire e gioca da subito a grandi livelli portando a casa il primo set al tie break e chiudendo l’incontro nel secondo. Un match quasi perfetto quello di Sonego, soprattutto dal punto di vista mentale. Un tennis costantemente di spinta che neutralizza Khachanov e che gli vale la prima vittoria in carriera contro un top 20.

L’ultimo degli italiani a scendere in campo nel secondo turno è Cecchinato, atteso da Wawrinka, uno dei rovesci più belli del circuito in cerca di riscatto dopo tante difficoltà. Nel primo set lo svizzero è ingiocabile e strapazza il nostro Marco 6-0. Nel secondo Wawrinka continua a dominare e va subito avanti di due game ma Cecchinato trova una rimonta incredibile con un parziale di 16 punti a 3 che lo porta al terzo set. Alla fine, dopo 1 ora e 44 minuti, il palermitano completa l’opera imponendosi 6 a 3 nel terzo, regalandosi un pomeriggio indimenticabile.

 

Cecchinato torna a casa. Fognini perfetto con Zverev

La corsa di Cecchinato si interrompe però agli ottavi per mano dell’argentino Guido Pella, che nel 2019 aveva perso già tre volte con l’italiano.
Pella si impone nel primo set 6-4, Cecchinato non molla e con un fantastico cross di rovescio chiude il secondo. Ma nel terzo è l’argentino a spuntarla, mettendo fine al bel torneo disputato dal nostro Marco.

Negli altri match, Djokovic liquida in poco più di un’ora l’americano Taylor Fritz mentre Nadal ha la meglio su Grigor Dimitrov nel remake della semifinale dell’anno scorso.

Per continuare a sognare invece, Sonego è chiamato a battere il britannico Cameron Norrie. L’italiano classe ’95 parte fortissimo e va sul 3 a 0, chiudendo poi il primo set 6-2 in 36 minuti. Nel secondo Sonego strappa il break a Norrie sul 5 pari e va a servire per il match. Il game successivo, chiuso a 0, certifica il trionfo dell’azzurro che centra un’impresa incredibile, accedendo ai quarti di finale.

A braccetto con lui anche Fognini. Il tennista ligure sfida Alexander Zverev, semifinalista l’anno precedente e numero 3 del mondo. I ritmi sono elevati ma Fabio tiene botta al tedesco e dopo meno di un’ora, al secondo set point, si porta a casa il set al tie break. Nel secondo poi è Fognini-show. L’italiano gioca a tutto braccio e chiude la partita schiantando Zverev 6 game a 1.

Lajovic elimina Sonego. Djokovic out con Medvedev

Ai quarti Sonego è costretto ad arrendersi con Dusan Lajovic che nel turno precedente aveva eliminato l’austriaco Dominic Thiem. Il serbo, che si ispira a Pete Sampras pur giocando un tennis diverso, prevalentemente da fondo campo, gioca un gran partita e la spunta 6-4/ 7-5 dopo 1 ora e 47 minuti di gioco. Per Lajovic è la prima semifinale in carriera in un 1000, per Sonego una sconfitta amara ma indolore, visto l’ottimo torneo disputato.

Djokovic, in campo contro Daniil Medvedev, perde il primo set, rimonta da campione nel secondo ma si arrende al russo nel terzo. Una sconfitta che pesa il doppio, visto il legame di Nole con questo torneo. Lui che vive a Montecarlo a 5 minuti in bici dai campi e che dopo le partite torna casa per dormire.

Nadal invece, seppur con qualche difficoltà, sbriga la pratica in due set con Pella, all’esordio assoluto nei quarti di un Master 1000. L’argentino parte con coraggio e mette in difficoltà Rafa costringendolo al tie break, dove però il Re della terra rossa gli concede solo 1 punto. Nel secondo set Nadal ha vita più facile e chiude il match, nonostante la grande forza di volontà di Pella che fino a quel momento era il tennista con più vittorie sul rosso nel 2019.

Nell’ultimo quarto in tabellone riecco in campo Fognini. Altro giro, altra corsa. Stavolta dall’altra parte della rete c’è Borna Coric. L’azzurro comincia col piede sbagliato, perde il primo servizio a 0 e il set 6-1. Con un evidente fasciatura al braccio destro, Fogna reagisce da leone e ristabilisce la parità nel secondo set, chiuso 6-3. Cala la sera su Montecarlo e l’italiano si scatena, demolendo 6-2 Coric nel terzo e strappando il pass per la semifinale con un’altra grande rimonta.

Fognini immenso con Nadal. Lajovic non si ferma

Si arriva così al sabato delle semifinali. Sul centrale si affrontano Medvedev e Lajovic. Il serbo recupera due break e vince il primo set, che sembrava invece già perso. Nel secondo poi Lajovic prende il largo, abbatte 6-1 il russo e si regala la prima finale in un 1000 e almeno la 24esima posizione nel ranking dal lunedì successivo.

Subito dopo Fognini ha davanti a se l’ostacolo più grande: il padrone di casa Nadal, che aveva vinto il suo primo Master 1000 in carriera proprio a Montecarlo. Fabio non vuole fermarsi e tira fuori dal cilindro un’altra prestazione strepitosa. Va sotto 1-3 nel primo set ma rimonta e chiude 6-4. Nel secondo l’italiano gioca un tennis incredibile, va addirittura avanti 4 a 0 e vince il set 6-2.

«Se me lo avessero detto a inizio settimana avrei riso, ora sono qui a giocarmi il titolo forse più importante della mia carriera. Non ci sto pensando. Voglio fare un regalo a mia mamma che tra due giorni compie gli anni»
F.Fognini dopo la vittoria su Nadal

21 aprile 2019 – L’appuntamento con la storia

Certi treni si sa, passano una volta nella vita. È la domenica del 21 aprile del 2019, è l’ultimo atto. Tra Fognini e il trionfo è rimasto solo Lajovic. I ritmi sono altissimi fin da subito. Il serbo ruba un break, ma l’azzurro risponde subito e si porta a casa il primo set 6-3.
Fognini accusa un problema muscolare alla gamba destra e chiama in soccorso il fisioterapista. Ennesima fasciatura e si torna a giocare. L’italiano continua a lottare e dopo 1 ora 38 minuti chiude il match. È un momento storico per Fognini, che vince per la prima volta un Master 1000. A fine partita, in campo con il microfono in mano non sa nemmeno lui cosa dire al pubblico, è incredulo.

Quella compiuta da Fabio è un’impresa pazzesca che entra di diritto nella storia del tennis italiano.

Annunci

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: