Euro 2008: il sogno croato e l’inizio del dominio spagnolo

Fare un salto indietro nel tempo e tornare al 2008 vorrebbe dire rivivere gli anni d’oro della nazionale spagnola. Perché mentre il mondo attendeva con ansia l’imminente uscita de Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, sui campi di Austria e Svizzera la Spagna portava a casa la coppa degli Euro 2008, dando il via ad un dominio che sancirà con i Mondiali 2010 e gli Euro 2012, quando infliggerà all’Italia il fatidico 4-0 vendicato agli europei del 2016.

Grecia e Francia, da favorite a ultime in classifica

Per il terzo capitolo della rubrica Ricordi Europei, torniamo a quell’Euro 2008 che ha portato in campo grandi campioni ma anche grandi delusioni. Una fra tutte la Grecia campione d’Europa che, dopo aver battuto il Portogallo a Euro 2004, ha concluso il girone a zero punti. Ma non è stata l’unica. La Francia, quella degli Euro 2000 e della finale dei Mondiali 2006, non è riuscita nemmeno lei a superare la prima fase, portando a casa un solo punto grazie al pareggio 0-0 con la Romania. Certo, rispetto a due anni prima alla nazionale transalpina mancava la presenza di Zidane, Mexes e Trezeguet, lasciati a casa dal ct Domenech, scelta che ha aiutato l’Italia di Donadoni, pescata nello stesso girone, a battere i rivali 0-2 con le reti di Pirlo e De Rossi.

 

Magica Croazia: dopo l’Inghilterra il sogno della semifinale

Assente ingiustificata l’Inghilterra battuta durante le qualificazioni dalla Croazia dopo solo 13 minuti di gioco e una papera di Carson. Nel secondo tempo Beckham aveva anche provato a riequilibrare la situazione sui campi di Wembley segnando la svolta. Prima guadagna un rigore e poi con un cross finalizzato da Crouch porta la partita sul 2-2. Wembley si riempie di cori, “Winner or loosers” rintona tra i circa 80mila partecipanti, ma forse è ancora troppo presto per cantare vittoria. A poco ormai dalla fine, Petric segna il terzo gol per la Croazia che, nel quarto d’ora finale, prova addirittura a raddoppiare gli inglesi ormai disperati. Nel frattempo la Russia vince 1-0 con l’Andorra, rimandando i ragazzi della Regina ai prossimi Europei.

Un sogno quello della Croazia che continuerà anche nella fase a gironi. Pescata nel gruppo B insieme a Germania, Austria e Polonia, batterà per 1-0 la padrona di casa, 2-1 la cugina tedesca e 0-1 la Polonia, passando come prima con 9 punti, 3 in più della Germania. Le attese sono a mille. I croati di Bilic sono eccitati come mai prima, la finale è sempre più vicina, ma di mezzo c’è ancora la Turchia di Semith Senturk, che nulla perdona.

E’ il 20 giugno 2008, siamo ai quarti di finale, 90 minuti ancora e poi lo scontro con la Germania, già battuta in precedenza. Un’impresa fattibile. Dopo i due tempi regolamentari conclusi in pareggio, i croati trovano il primo gol al 119′ grazie alla rete di Klasnic, ma l’esaltazione durerà poco. La fine è vicinissima, in lontananza si sentono già i tre fischi finali. L’arbitro, l’italiano Roberto Rosetti, ha concesso altri due minuti di recupero. E’ il 122′ quanto Senturk fa crollare il mondo sulla testa dei croati segnando la rete del pareggio per i Turchi. 1-1 si va ai rigori. Dal dischetto sbagliano i due giocatori più tecnici della Croazia: Modric e Rakitic, oltre all’ultimo e determinante errore di Petric, proprio colui che aveva segnato l’impresa a Wembley. Ormai però è tardi, saranno i turchi ad affrontare la Germania in semifinale.

 

Spagna – Italia: i quarti ai rigori

Spagna-Italia non è mai una partita facile. Lo sanno più o meno tutte le formazioni che si sono schierate dalla fine dagli anni ’90 al 2016. E questa non è stata una partita da meno. L’Italia, come in Usa ’94, veniva da un girone abbastanza turbolento. Vantando una vittoria, un pareggio e una perdita, deve ringraziare anche un aiutino di sottobanco da parte degli olandesi del ct Van Basten che ha affondato per 2-0 la Romania aiutando il passaggio ai quarti degli azzurri.

La formazione di Roberto Donadoni ha dovuto reinventarsi. Niente Pirlo e Gattuso, perché squalificati, mentre l’infortunio di Cannavaro lo ha tenuto lontano dai giochi. Dopo il mondiale gli italiani vogliono provarci ancora. Con Buffon tra i pali, Donadoni schiera Zambrotta, Panucci, Chiellini e Grosso in difesa, i romani Aquilani, De Rossi e l’ex Milan Ambrosini a centrocampo con Perrotta davanti, mentre Toni e Cassano in attacco. Di fronte nomi come Torres, Silva, Iniesta, Ramos, Casillas e David Villa, capocannoniere Euro 2008 con un totale di 4 reti segnate.

Dopo i primi 90 minuti conclusi 0-0. Nella ripresa a dominare il campo saranno gli spagnoli trainati da Senna e difesi da Casillas. Sarà il portiere spagnolo infatti a bloccare le ali azzurre proteggendo la porta da i vari, anche se sempre pochi, tentavi italiani di imporsi in campo. Sullo scadere dei supplementari Donadoni fa entrare Alessandro Del Piero, forse con la speranza di giocarsela ai rigori. La stanchezza inizia a farsi sentire ma Buffon resta reattivo come del resto per tutta la partita, guadagnandosi il titolo di miglior portiere dell’Europeo a pari livello di Casillas. Prima para Villa al 25′ e poi Senna e Silva nel giro di pochi minuti.

Ai rigori iniziano gli spagnoli. Parte Villa e spiazza Buffon, risponde Grosso che, come due anni prima, non sbaglia e batte Casillas. Stessa sorte per Cazorla, mentre il portiere spagnolo questa volta non si lascia scappare la palla di De Rossi. 2-1 per la Spagna. Gol anche di Senna e Camoranesi mentre Buffon para il tiro di Guiza. Le squadre sono ferme a 3-2. Poi Di Natale, bloccato anche lui dalla furia spagnola. Punteggio fermo. Restano ancora due tiri. La speranza c’è. Basta parare il gol del ragazzino Fabregas e segnare la rete azzurra per tornare in pareggio. Ma la storia andrà diversamente. Dal dischetto lo spagnolo non sbaglia, tira a sinistra con Buffon che si getta dalla parte opposta. E’ 4-2 e la Spagna passa in semifinale.

Germania – Spagna: l’inizio del dominio delle Furie Rosse

La Germania si guadagna un posto in finale dopo due partite finite nello stesso modo: 2-3 ai quarti contro il Portogallo del Pallone d’Oro 2008 Cristiano Ronaldo, e 3-2 con la Turchia in semifinale. La Spagna arriva invece dopo la vittoria sulla Russia 3-0 che sapeva molto di deja-vu. Solo alcune settimane prima infatti, gli spagnoli aprivano il Gruppo D con il dominio assoluto di David Villa sui russi firmando un’epica tripletta.

Ma la finale ha un solo nome: Fernando Torres. Dopo 44 anni dalla prima vittoria in europeo, El Niño riporta la coppa in Spagna violando la porta tedesca dopo mezz’ora dal fischio d’inizio. Ad arbitrare la partita ancora l’italiano Roberto Rosetti allo stadio Ernst-Happel di Vienna. Eppure i tedeschi avevano iniziato la partita con una buona notizia: il capitano Ballack era tornado disponibile dal primo minuto nonostante il problema al polpaccio che lo aveva messo in dubbio alla vigilia. Esattamente l’opposto di quanto accadeva negli spogliatoi spagnoli, dove l’infortunio di David Villa privava gli iberici di una presenza fondamentale.

La Germania parte con convinzione, ma Torres, sul cross dalla destra di Sergio Ramos, segna di testa il gol del vantaggio portando la partita sull’1-0 al 33′. Il dominio spagnolo inizia a farsi pressante e durerà anche nei 45 minuti restanti, nonostante alcuni tentativi tedeschi come quello del capitano Ballack che sfiora il palo alla destra di Casillas. Niente però può di fronte alla Spagna che, dopo il fischio finale, diventa ufficialmente la più forte d’Europa, pronta a restarci per altri sei anni, fino ai Mondiali 2014. In Brasile infatti toccherà alla Germania portare a casa il titolo di campione dopo la seconda sconfitta di fila contro la Spagna nella semifinale della Coppa del Mondo 2010, in un altro doloroso 1-0.

 

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Giulia Taviani

22 anni, nasco a Verona, mi sposto a Milano ma sogno Bali. A quattro anni ho iniziato a scrivere poesie discutibili, a 20 qualcosa di più serio. Collaboro con Master X e con Periodico Daily. Ho scritto di cinema, viaggi, sport e attualità, anche se sono fortemente attratta da ciò che è nascosto agli occhi di tutti.

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