Euro 2000: la Francia e quel maledetto golden goal

Dopo aver ripercorso gli Europei del 1968, nell’unica volta che l’Italia trionfò nella competizione, e quelli più recenti del 2016 che videro la vittoria del Portogallo di Cristiano Ronaldo, continuiamo il viaggio a ritroso nella nostra rubrica Ricordi Europei. Correva l’anno 2000 e si giocava nei Paesi Bassi e in Belgio.

Per la prima volta nella storia degli Europei due federazioni e due stati differenti organizzarono insieme la fase finale. In campo grandi campioni, del calibro di Patrick Kluivert – che vinse il premio come miglior giocatore del torneo – o Zinedine Zidane ma anche giocatori considerati astri nascenti del calcio che si confermarono durante la kermesse come Henry, Trezeguet, Gerrard o Totti.

Nei gironi fuori Inghilterra e Germania a sorpresa

Furono 16 le squadre che presero parte alla fase finale, divise in 4 gironi, con le prime due che accedevano ai quarti. Durante i gruppi, non mancarono le sorprese. Nel girone A ad esempio, la Romania di Christian Chivu e Adrian Mutu e il Portogallo di Figo eliminarono la Germania, campione uscente nell’Europeo del ’96 e l’Inghilterra di Alan Sherear e Michael Owen.

I lusitani fecero bottino pieno con un tre su tre condito dall’incredibile rimonta sull’Inghilterra. Sotto 2 a 0 i portoghesi ribaltarono l’incontro con le reti di Figo, Joao Pinto e Nuno Gomes. Gli inglesi poi batterono la Germania nel big match diretto dal nostro Pierluigi Collina ma persero clamorosamente, di nuovo 3 a 2, con la Romania. Per la Germania invece fu una debacle totale. Schiantati 3 a 0 dal Portogallo, i tedeschi raccolsero solo 1 punto in tre incontri, con la Romania.

 

Negli altri gruppi poi, la Spagna passò per prima strappando il biglietto per i quarti all’ultima giornata nell’incredibile 4 a 3 alla Jugoslavia, dopo aver perso il primo match con la Norvegia.

Per gli slavi era la prima partecipazione alla competizione con la nuova rappresentanza. La Jugoslavia che scese in campo dal 1920 al 1992 era infatti composta dai più forti giocatori di Slovenia, Croazia, Macedonia, Bosnia Erzegovina, Serbia e Montenegro. Esclusa dalla kermesse del ’96 come punizione per i conflitti bellici degli anni ’90, la nuova Jugoslavia che prese parte a Euro 2000 comprendeva solo giocatori serbi e montenegrini. Gli slavi riuscirono a passare il turno insieme alla Spagna.

Nel gruppo D l’Olanda e la Francia si qualificarono ai quarti ai danni della Repubblica Ceca e della Danimarca che tornò a casa con 8 reti subite e 0 gol fatti all’attivo. Gli Orange erano una squadra fortissima. Il capitano era Frank de Boer e oltre a Patrick Kluivert potevano contare su giocatori del calibro di Edgar Davids, Dennis Bergkamp e Jaap Stam. I Francesi anche non erano da meno. La Nazionale che due anni prima trionfò nel Mondiale giocato in casa, aveva in rosa calciatori come Robert Pires, Patrick Viera, Zinedine Zidane e Didier Deschamps, oltre al giovane Thierry Henry.

E l’Italia?

Gli azzurri stravinsero il proprio girone con 3 vittorie su 3. Gli avversari dell’Italia non erano irresistibili: c’era la Svezia, la Turchia e il Belgio. Dino Zoff, commissario tecnico della nostra nazionale, poteva contare su una squadra fortissima. In difesa c’erano Cannavaro, Paolo Maldini e Nesta. A centrocampo Antonio Conte, che la nazionale l’ha guidata da allenatore nel 2016  e davanti la fantasia di Totti e Del Piero con il fiuto del gol Pippo Inzaghi.

Quarti di Finale

Ai quarti la Turchia, qualificatasi come seconda nel girone dell’Italia, venne sconfitta dal Portogallo mentre gli azzurri posero fine all’avventura della Romania con i gol di Totti e di Inzaghi. Per l’Olanda fu tutto facile con la Jugoslavia. Gli Orange infatti si imposero addirittura per 6 a 1. Nell’ultima sfida in programma, la Francia eliminò la Spagna al termine di un match emozionante. In vantaggio con Zidane, i transalpini furono ripresi da Mendieta prima di passare di nuovo in vantaggio con Djorkaeff. Nel finale poi, la Roja ebbe l’occasione per pareggiare. Barthez fece fallo su Abelardo Fernandez e Collina assegnò il rigore per gli spagnoli. Ma dagli undici metri Raul sparò alto.

Francia-Spagna

Nella prima semifinale la Francia ebbe la meglio sul Portogallo solo nei tempi supplementari. I lusitani, in vantaggio con Nuno Gomes, si fecero recuperare dal gol di Henry e capitolarono al 117′, quando Zidane realizzò su rigore la rete della vittoria. All’epoca c’era ancora il golden goal: un gol nei supplementari consegnava automaticamente la vittoria.

”Mo je faccio er cucchiaio”

L’Italia invece riuscì a superare l’Olanda in una sfida epica. Gli azzurri rimasero in dieci uomini per l’espulsione di Zambrotta dopo 30 minuti. Il vero eroe per la nostra nazionale fu Francesco Toldo. Il portiere dell’Inter al 40esimo parò un rigore a De Boer. Al 62esimo altro rigore per l’Olanda ma stavolta fu il palo a fermare Kluivert. L’equilibrio resse fino al 120esimo e dagli undici metri fu di nuovo Toldo il protagonista, ipnotizzando prima la conclusione di De Boer e poi quella di Bosvelt. Stam poi calciò sopra la traversa. Gli azzurri invece andarono in rete tre volte su quattro – sbagliò solo Maldini – con Francesco Totti che mise dentro il suo rigore col cucchiaio. La leggenda narra, stando a quanto scrisse proprio Totti nel suo libro nel 2005, che il Pupone nel cerchio di centrocampo prima di andare a calciare dal dischetto disse a Di Biagio: «Nun te preoccupa, mo je faccio er cucchiaio». E così, con lo scavetto, Totti superò Van de Saar. Un atto di coraggio che prima di lui era riuscito negli Europei solo a Antonìn Panenka, che nella finale del 1976 contro la Germania Ovest, calciò così il rigore decisivo che diede la vittoria alla Cecoslovacchia.

 

Trezeguet, il golden goal e il destino

Allo stadio De Kuip di Rotterdam, il 2 luglio del 2000 Francia e Italia si sfidarono per la finalissima. I ragazzi di Zoff passarono in vantaggio con Delvecchio servito da Pessotto. Ma allo scadere del match arrivò la beffa per gli azzurri con Wiltord che con un rasoterra angolato pareggiò i conti. Al 103esimo poi il golden goal di David Trezeguet consegnò il secondo Europeo della sua storia alla Francia. Strano il destino: lo stesso Trezeguet, che fece poi fortuna in Italia con la maglia della Juventus, ci ‘’restituì’’ il favore nel 2006 sbagliando il proprio penalty in finale di nuovo contro gli azzurri. Un errore che fu decisivo per farci alzare la Coppa del Mondo e prenderci la rivincita dopo la sconfitta del 2000.

 

Ricordi Europei: Euro 2016, la vittoria del Portogallo

Ricordi Europei: Il trionfo dell’Italia nel 1968

 

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