#RaceForTheWorld: tutto il bene che la Formula 1 può fare al mondo

Cos’è il #RaceForTheWorld

Settimana scorsa nel primo dei tre Gran Premi Virtuali organizzati dai piloti professionisti di Formula 1  – i cosidetti #RaceForTheWorld– al fine di raccogliere fondi per l’emergenza sanitaria in corso, Leclerc e compagni erano riusciti a raccogliere donazioni per più di 30.000€ da parte di tutti gli appassionati che grazie a Sky o Twitch.TV hanno seguito l’emozionante GP Virtuale terminato con la vittoria di Albon davanti a Courtois (sì, il portiere del Real) e ai fratelli Leclerc, Arthur e Charles.

Nella serata di oggi si è svolta la seconda edizione di questa particolare iniziativa, con i piloti che si sono cimentati in due Virtual GP, prima sul circuito di SPA e poi su quello di Baku, raccogliendo altri 20.000€ in poco più di 2 ore di trasmissione.

Venerdì è previsto il terzo ed ultimo appuntamento per questa serie di GP Virtuali, che ricordiamo sono stati organizzati in maniera indipendente dai piloti (in prima linea il ferrarista Leclerc e il gioiellino della McLaren Norris) e dagli altri partecipanti al fine di combattere l’emergenza COVID-19, senza che nessuna associazione, ente o azienda si sia interposta tra questi ed il pubblico, verso il quale i piloti si sono posti un’obiettivo chiaro: riuscire a raccogliere almeno 100.000€ per poterli devolvere interamente in favore della lotta alla pandemia globale che ha letteralmente fermato il mondo sportivo (e non solo).


Formula 1 e fan, che evoluzione!
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La trasmissione in diretta di C. Leclerc. Sulla destra, la chat dei suoi spettatori

L’iniziativa dunque è tra le più genuine viste ultimamente e unisce al divertimento in chiave F1 (virtuale, quindi senza rischi per la salute) la possibilità di poter entrare in contatto con i piloti stessi tramite il sistema di chat diretta offerto da Twitch ai propri utenti: assistere ad un (futuro) campione ferrarista di Formula 1 mentre risponde alle domande dei fan è un’esperienza ed un’opportunità che solo pochi anni fa sarebbe stata impensabile.
E così, durante le trasmissioni online al monegasco i padri chiedono di salutare i figlioletti che lo guardano correre virtualmente; Lando dà consigli su come approcciarsi al mondo del karting; Vandoorne racconta com’è la vita di un collaudatore di F1 e sopratutto di un pilota di Formula E.
Tutto mentre corrono l’uno contro l’altro a suon di sorpassi, incidenti e -forse un po’ troppo spesso- penalità.

Ma la cosa più bella, forse, è pensare che nel fare ciò i “nostri” ragazzi stiano anche aiutando, per loro iniziativa diretta e di loro spontanea volontà, a combattere l’emergenza che ad oggi colpisce tutti indiscriminatamente da status sociali e situazioni personali.
Probabilmente, se ne avessero avuto la possibilità anche altri grandi campioni del passato avrebbero fatto altrettanto e magari anche di più (pensiamo sopratutto a Senna e al suo spiccato impegno nel sociale); resta però il fatto che vedere ragazzi così giovani -e promettenti- impegnarsi a favore di chi è in difficoltà riscalda un po’ i cuori di tutti gli appassionati, sopratutto in un momento difficile come questo.


Se vi siete persi l’evento di oggi ma volete comunque dare una mano e contribuire, questo è il link per le donazioni: anche le più piccole hanno un’importanza cruciale per combattere l’emergenza.

 

Emanuele Breschi

Diplomato in Lingue e laureato in Scienze Politiche, anche se ho passato più ore su Netflix o alla Playstation che sui libri.

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