C’era una volta il Catania, luogo di argentini e fantasia

C’erano una volta il Catania, il Cibali e quella fossa dei leoni. I rossoazzurri, nelle stagioni a cavallo del primo decennio degli anni 2000, hanno sicuramente vissuto il punto più alto nella massima serie.

La stagione 2008-2009 e il gol che sarà visto anche a Tonga

Dopo la salvezza conquistata la stagione prima per un solo punto sull’Empoli retrocesso, la stagione ’08-’09 va decisamente meglio. 45 punti, 15° posto in classifica e salvezza centrata agevolmente. In quella stagione, da ricordare è la doppia vittoria nel derby siciliano contro gli acerrimi rivali del Palermo. Dopo il 2-0 del Cibali nel primo incontro con le reti del Malaka Martinez e Mascara, al ritorno al Barbera i rossoazzurri demoliscono gli avversari già nel primo tempo. All’intervallo il punteggio è di 3-0 in favore degli ospiti. Il merito, va a Pablo Ledesma, Takayuki Morimoto, Giuseppe Mascara. Quest’ultimo capace di un gol che rimarrà per sempre nella memoria dei Catanesi, ma anche dei Palermitani. Il pallonetto del capitano del Catania, al volo da centrocampo, ha ricevuto infatti l’ovazione del pubblico rivale, sbalordito davanti a un gol simile.
Qui la rete di Mascara con telecronaca di Maurizio Compagnoni:

Quella stagione è ricordata anche per la prima convocazione in assoluto di un giocatore, anzi due, del Catania nella nostra Nazionale. Beppe Mascara e Marco Biagianti vengono infatti convocati dal CT Marcello Lippi per l’amichevole Italia – Irlanda del Nord. 

Il 2009-2010 e quel triplete di vittorie prestigiose

La stagione successiva all’agevole salvezza conquistata, è sicuramente il trampolino di lancio per delle annate da protagonista. Dopo un avvio abbastanza disastroso con Atzori in panchina, subentra Siniša Mihajlović. Con il serbo, i rossoazzurri chiudono la stagione con 45 punti in classifica (36 dei quali conquistati sotto la guida di Mihajlović) e il 13° posto in classifica. In quella stagione però sono almeno tre le vittorie da ricordare:

  1. Juventus – Catania: 1-2. È la diciassettesima giornata di Serie A e il Catania fa visita ai bianconeri a Torino. Dopo 46 anni senza vittorie contro i Bianconeri fuori casa, i rossoazzurri compiono l’impresa riscrivendo la storia grazie alle reti del solito Malaka e di Mariano Izco
  2. Catania – Palermo: 2-0. È il 3 aprile 2010 e i rosanero si recano al Cibali. Il tandem d’attacco Cavani – Miccoli trascinerà il Palermo fino al 5° posto valevole per l‘Europa League, ma in quella giornata, una doppietta di Maxi Lopez mette in ginocchio la formazione palermitana vincendo il terzo di quattro derby in due anni.
  3. Catania – Inter: 3-1. Ventottesima giornata e l’Inter, in piena corsa scudetto, arriva al Cibali con tutti i favori del pronostico. Sin dalle prime battute però, si intuisce che sarà tutt’altro che semplice conquistare i tre punti in quella bolgia (20941 spettatori). I neroazzurri, dopo un primo tempo affannoso, trovano il vantaggio a inizio ripresa con Eto’o che serve a porta vuota El Principe Milito. Il Catania però non si abbatte e spinto dal proprio pubblico va incontro a un’impresa storica. Maxi Lopez di testa, Mascara con il cucchiaio alla Totti su rigore e la giocata individuale del Malaka Martinez stendono i campioni d’Italia in carica e i futuri trionfatori del famoso Triplete (Champions League, Coppa Italia e Scudetto). Erano 44 anni che il Catania non batteva una delle due milanesi
2010-2011, a Catania si balla il tango

Nella stagione successiva all’ottimo piazzamento al 13° posto, il Catania in rosa dispone di ben 12 calciatori argentini + 1 brasiliano diventando la squadra con più sudamericani in squadra. Alcuni esempi sono Alejandro Papu Gomez, Gonzalo Bergessio e Mariano Andujar. Ma il vero faro di quella squadra non è un fantasista sudamericano, bensì un ragazzo napoletano dal mancino vellutato, Francesco “Ciccio” Lodi. Arrivato a Catania nell’ultimo giorno di mercato di Gennaio, Lodi si presenta a Catania prendendo la titolarità della maglia numero 10. Diego Pablo Simeone (altro argentino), subentrato il 21 gennaio sulla panchina etnea.

Attorno al numero 10, il Cholo costruirà una macchina perfetta capace di chiudere il campionato nuovamente al 13° posto con 46 punti, nuovo record dopo i 45 della stagione precedente. Gli ultimi tre punti di quella stagione arrivano alla penultima giornata contro la Roma che decreta la mancata qualificazione alla Champions League per i giallorossi.

2011-2013, una scalata europea sfumata per poco

Nel 2011-2012 in panchina siede Vincenzo Montella. L’undicesimo posto in classifica e il nuovo record di punti (48) sono la giusta spinta per la stagione successiva. Il 2012 -2013 è la fase conclusiva di un cammino fatto di grandi risultati e grandi prestazioni. L’arrivo di Rolando Maran sulla panchina etnea è una motivazione in più per concorrere in qualcosa di molto superiore alla salvezza. Ai rossoazzurri non basta però la loro miglior stagione in serie A di sempre: con 56 punti totali conquistati, il Catania chiude infatti all’8° posto davanti addirittura all’Inter, 9ª a 54 punti centrando ben 15 vittorie in stagione, a pochi punti dall’Europa League.


Catania, 56 punti nella stagione 2012-2013

Catania, game over

Dal sogno all’incubo. Dal paradiso all’inferno. Nelle due stagioni successive, ’13-’14 e ’14-’15, il Catania piomba in un baratro da cui deve ancora rialzarsi. Nella stagione 2013-2014, dopo l’Europa League sfiorata la stagione prima, arriva una clamorosa retrocessione. La vittoria del Sassuolo per 4-3 sul campo della Fiorentina all’ultima giornata, condanna i rossoazzurri alla serie B.

Come molte volte succede che se una squadra scende dalla serie A nella serie cadetta, i favori della conquista del campionato sono tutti per lei. Il Catania però, nonostante una rosa di prim’ordine tra cui il portiere Gillet e gli attaccanti Calaiò e Rosina, chiude il campionato al 15° posto a quota 49 punti. A render ancor più pesante e più triste questa stagione, l’inchiesta giudiziaria aperta il 23 giugno 2015 dalla Procura della Repubblica di Catania. Nell’ambito di questa inchiesta denominata I treni del gol, vennero arrestate sette persone, tra cui il presidente Pulvirenti, l’ad Cosentino e il direttore sportivo Delli Carri, accusate di frode in competizioni sportive e truffa. La sentenza è pesantissima: retrocessione in Lega Pro e 12 punti di penalizzazione. Dalla serie C, il Catania non è ancora tornato nella massima serie. Ma ciò che i rossoazzurri hanno fatto a cavallo del 2010 rimarrà per sempre negli annali del calcio siciliano.

Catania, una piazza calda dove passione e voglia di dimostrare di non essere “una piccola” ha saputo regalare traguardi importanti affermandosi anche con le grandi. A presto, Catania.

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