Il lusitano che sapeva volare. Vitor Baia, ottimo portiere e uomo immenso

Dieci campionati portoghesi, una Liga spagnola, quattro coppe Nazionali tra Spagna e Portogallo. Ma soprattutto gli strepitosi trionfi europei: la storica accoppiata Champions League- Intercontinentale e una Coppa Uefa con il Porto, una Supercoppa Europea e una Coppa delle Coppe con il Barcellona oltre al titolo di miglior Portiere Uefa conquistato nel 2003. Stiamo parlando dello splendido palmares di Vitor Baia, tra i pochissimi portieri portoghesi a poter vantare un curriculum di tale brillantezza. Un record che lo inserisce nel ristretto gruppo dei 9 calciatori ad aver sollevato le tre principali competizioni continentali.

Vitor Baia alza al cielo la Champions League nel 2004 con il suo Porto
Chi era Vitor Baia

Il numero uno dalla criniera corvina, dotato di una straordinaria esplosività e di una tecnica tra i pali sublime, lega la sua carriera a due Top Club dei rispettivi campionati. In Portogallo e Spagna infatti, Vitor Baia marchia a fuoco vere e proprie pagine di storia con Porto e Barça. Non fortissimo nelle uscite, ma abilissimo para rigori e vero e proprio leader: sia in nazionale (80 presenza con soli 52 gol subiti) che con i dragones infatti, l’uomo di Sào Pedro da Aufrada rimane un autentico totem grazie ad un carisma unico.

Sempre spettacolare e mai banale in campo, rimangono impresse nella memoria le sue parate da distanza ravvicinata: quasi imbattibile nell’uno contro uno e reattivo come una molla nelle conclusioni da pochi metri. Tra i primi portieri “moderni”, in grado di saper impostare l’azione da dietro e capace di leggere situazioni da difensore aggiunto e fuori dai sedici metri: la bravura con i piedi, acquisita nei primissimi anni di carriera grazie ad un ruolo di centrocampista, fu sottolineata anche da Josè Mourinho. Lo “Special One”, vice di Robson nel Barcellona, ha spesso citato le doti di Baia con la palla a terra.

Fine carriera, una seconda vita per Baia

Dopo il ritiro, avvenuto nel 1997 all’età di 38 anni, Vitor Baia diventa ambasciatore nel mondo del Porto. La sua maglia, la 99, numero scelto al momento del suo ritorno al Porto, è stata incastonata nella bacheca del club lusitano e ritirata come tradizione per le “bandiere sportive”. La caratura morale di un uomo però, non si misura dai successi: Vitor Baia, una volta appesi i guanti al chiodo, continua infatti a brillare attraverso iniziative splendide.

Vitor Baia, ex portiere portoghese eletto miglior portiere Uefa nel 2003

Nel 2004, insieme alla moglie Alessandra Rodrigues, istituisce una fondazione benefica che ha lo scopo di aiutare bambini svantaggiati e ragazzi con evidenti problematiche sociali. Anche i proventi della sua biografia, denominata 99 Baia, sono stati devoluti a numerosi associazioni di beneficenza portoghesi. In più, il suo ruolo di ambasciatore sportivo nel mondo, lo porta spesso a entrare in contatto con realtà desiderose di aiuto. L’ex portiere, dopo alcune visite in Sudamerica, ha realizzato 8 strutture sportive in grado di accogliere ragazzi provenienti dalle zone povere.

Un impegno profondo e costante, di un campione in grado di collezionare trofei e che adesso prova a regalare sorrisi ed emozioni anche fuori dal prato verde. Vitor Manuel Martins Baia, il lusitano che sapeva volare.

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