Dal Maracanã al Bernabeu: gli stadi diventano ospedali da campo

Gli stadi ai tempi del Coronavirus diventano ospedali da campo o strutture per l’immagazzinamento di materiali sanitari. Solo un mese fa erano il teatro di grandi sfide sportive, ma oggi anche loro, sono al servizio dell’emergenza.

Il Santiago Bernabeu ad esempio, uno dei templi del calcio europeo nonché casa del Real Madrid, sarà trasformato in un grande centro per l’approvvigionamento e la distribuzione di forniture sanitarie. Un enorme spazio adibito per accogliere le donazioni arrivate nella capitale spagnola, una delle città più colpite dalla pandemia.

Il Santiago Bernabeu, lo stadio del Real Madrid.

In Inghilterra il Chelsea ha messo a disposizione del sistema sanitario del Regno Unito il Millennium Hotel, a Stamford Bridge. Un’iniziativa fortemente voluta dal patron dei Blues Roman Abramovich, che coprirà tutti i costi necessari a garantire alloggi al personale medico. Infatti uno dei problemi dell’emergenza è che infermieri, medici e tutti coloro che lavorano all’interno di strutture sanitarie, oltre ad essere i primi ovviamente a rischiare il contagio, dopo il lavoro tornano a casa, con il rischio di diventare portatori e infettare i familiari.

Sempre a Londra, il Tottenham ha dato in prestito il nuovissimo White Hart Lane, che verrà utilizzato come stoccaggio dalla London Food Alliance. L’associazione utilizzerà lo stadio degli Spurs, ristrutturato nemmeno un anno fa, per garantire forniture alimentari alle persone più bisognose.

 

Restando in Premier League, anche il Manchester City ha dato piena disponibilità a utilizzare l’Etihad Stadium. Nel centro della città è già in costruzione un ospedale temporaneo e la casa dei Citizens verrà utilizzata come base di formazione del personale sanitario.

Intanto anche dall’altra parte del mondo, molte società stanno mettendo a disposizione i propri spazi e le proprie strutture. In Sudamerica infatti, sono già quattordici i club delle prime divisioni brasiliane e argentine pronti a trasformare i propri stadi in ospedali da campo.
Il Pacaembu a San Paolo, ex casa del Corinthians, che ha approfittato dei Mondiali in Brasile del 2014 per ottenere un impianto di proprietà, è pronto ad ospitare pazienti affetti da Coronavirus. Sono già partiti i lavori per la creazione di 200 posti letto e l’impianto è stato scelto per la sua posizione strategica. Il Pacaembu infatti è vicino a diversi ospedali di San Paolo, la più grande metropoli del Brasile.
Il governatore di Rio de Janeiro Wilson Witzel ha annunciato che anche il Maracanà è pronto per essere trasformato in una struttura sanitaria provvisoria. Sempre a Rio, il Nilton Santos, lo stadio del Botafogo dove Usain Bolt corse la sua ultima Olimpiade, è diventato un grande magazzino per l’attrezzatura sanitaria.

Il Maracanà, Rio de Janeiro.

Anche in Argentina sono tante le società che si sono proposte per aiutare. Il Boca Juniors ad esempio ha messo a disposizione la Bombonera. Il mitico stadio che vide nascere il genio di Diego Armando Maradona ospiterà i pazienti che non trovano posto negli ospedali di Buenos Aires.

La Bombonera, lo stadio del Boca Juniors.

In Italia è stata invece la Nazionale a mettere a disposizione le proprie strutture. con il centro tecnico di Coverciano che sarà dedicato alla cura dei malati in terapia intensiva.

Non è solo il mondo del calcio però a dare una mano. Il Consorzio Vero Volley Monza, ha convertito due aree separate del Palazzetto che ospita le gare della squadra maschile in Superlega e di quella femminile in A1. La prima area del centro, come comunicato dal club, sarà destinata alla distribuzione di mascherine grazie alle donazioni di un gruppo di industriali brianzoli. La seconda è diventata sede di un laboratorio creato per la sperimentazione delle maschere da snorkeling da utilizzare come presidio per l’insufficienza respiratoria che si manifesta con il Coronavirus. Le maschere in questione, donate da Decathlon, potrebbero essere impiegate per la terapia ventilatoria.

 

Nel tennis invece, il Billie Jean King National Tennis Center, quartier generale degli US Open nella periferia di New York, è pronto a trasformarsi temporaneamente in un ospedale. Le strutture, situate nel Queens, il distretto che conta il maggior numero di casi di Coronavirus in America, accoglieranno 350 posti letto. All’interno dello stadio Louis Armstrong, il secondo più grande del complesso, verranno radunati cibo, beni di prima necessità e materiale sanitario.

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