27 anni fa l’esordio di Totti: “Un amore che non avrà mai fine”

Era il 28 marzo 1993 quando Francesco Totti entrava per la prima volta nel cuore della Roma e dei suoi tifosi. «Sono passati 27 anni d’amore, di passione, di fedeltà e soprattutto la fortuna di aver indossato l’unica maglia che ho amato veramente» scrive il capitano sul suo profilo Instagram, in un post che ricorda quei due momenti esatti in cui tutto è iniziato e tutto è finito, tra gli stessi spalti e la stessa gente, che dopo oltre 24 anni era ancora in piedi a gridare il suo nome.

 

 

Dall’esordio con il Brescia al cucchiaio a Buffon

Il 28 marzo 1993 la Roma batte il Brescia per 2-0 grazie ai gol di Caniggia e Mihajlovic. In panchina al tempo c’era Boskov che a dieci minuti alla fine chiama il cambio: fuori Rizzitelli e dentro il giovane Francesco Totti. Un anno dopo il capitano ricorderà «Mi tremavano le gambe, mi si era quasi fermato il cuore». Per il debutto da titolare però, bisogna aspettare il 15 dicembre 1993 in Coppia Italia contro la Sampdoria, sotto l’ala di Carlo Mazzone.

Marzo 1998, il 29 marzo per la precisione. La Roma all’Olimpio sfida il Parma. In panchina Zeman, mentre tra i pali degli avversarsi Gigi Buffon agli inizi della sua carriera. I giallorossi iniziano la partita con il piede sull’accelleratore decisi a portare a casa una partita che si concluderà in pareggio, 2-2. Dopo dieci minuti Francesco Totti lascia il suo segno. Solo davanti a Buffon termina la sua corsa con un tocco sotto di sinistro che incanta l’Olimpico. Il cucchiaioUn tocco che porta la palla oltre le spalle di Buffon che non può fare niente per impedire il sorpasso della Roma.

La consacrazione come capitano arriva invece il 31 ottobre 1998. Si è appena conclusa Atalanta-Roma in Coppia Italia, negli spoiatoio, dopo tanto di discorso, Aldair consegna la fascia a Totti, che la porterà fino al 2017.

 

 

Durante la stagione 2000-2001 l’acquisto di Batistuta che, insieme a Totti e Montella, porterà la Roma campione di Italia. Proprio in quella stagione, alla penultima giornata, contro il Napoli, Totti riesce ad andare a segno avvicinando i giallorossi allo scudetto. Se non fosse che, a dieci minuti dalla fine, gli azzurri segnano il gol dell’1-2. Il match decisivo è con il Parma. In un’Olimpico sold out, Totti, Montella e Batistuta segnano la chiusura della stagione consegnando ai giallorossi lo scudetto.

 

 

Euro2000: «Mo je faccio er cucchiaio»

Quello stesso anno d’estate si giocavano gli Europei sui prati fra Belgio e Olanda. E proprio contro quest’ultima tocca all’Italia scontrarsi. Tra la rosa, oltre a Totti, nomi del calibro di Cannavaro, Maldini, Nesta, Conte, Di Biagio, Del Piero, Inzaghi, Montella e Toldo tra i pali. In panchina, Dino Zoff. Nella porta avversaria Van Der Sar. La leggenda narra che, di fronte al portiere olandese, Totti avesse tirato fuori tutta la sua spavalderia romana pronto a portare la sua nazionale in semifinale. E tra Di Bigio e Maldini avesse confessato: «Mo je faccio er cucchiaio». Il resto è storia. La partita finisce 0-0, la sorte è nei rigori. Dopo i gol già segnati da Di Biagio e Pessotto, tocca al capitano suggellare la vittoria azzurra. Dal dishetto Totti sfodera il suo cucchiaio quasi a beffarsi del gigante olantese che si getta dalla parte opposta mentre per magia il pallone entra in rete.

 

 

Derby 2002: Poker di Montella e cucchiaio di Totti

Due anni dopo. E’ il 10 marzo 2002. Stadio Olimpico di Roma. Mentre tutta la città sceglie si veste con i propri colori, la Lupa e l’Aquila scendono in campo per uno dei derby che nessuno dimenticherà mai. Quel giorno la Roma, allenata da Fabio Capello, umilia la Lazio vincendo per 5-1 il derby della capitale. Dopo un poker firmato da Vincenzo Montella, ecco arrivare Francesco Totti. Al 72′ il capitalo vede Peruzzi fuori dai pali e segna un pallonetto incredibile. La Sud esplode. Ma con quel gol Francesco non si guadagna solo il cuore dei suoi tifosi, ma anche quello di Ilary Blasi. Dopo aver segnato infatti, corre sotto la tribuna, alza la maglia e con la scritta “Sei unica” le dedica uno dei suoi gol più belli. «Fortunatamente faccio una delle migliori partite in 25 anni di carriera, faccio uno dei miei gol più belli e le dedico quella scritta».

 

 

San Siro 2005: Totti vs Julio Cesar

Tre anni dopo la storia si ripete. Il 26 ottobre 2005 il cucchiaio di Totti illumina San Siro. La prima Roma di Luciano Spalletti si trova a Milano per il turno infrasettimanale contro l’Inter. Contro ogni aspettativa Montella porta subito in vattaggio i giallorossi, finché al 30′ Totti inizia a dare spettacolo. Dopo aver preso palla a centrocampo supera prima Veron e poi Zè Maria puntando alla porta nerazzurra. A pochi passi dalla rete il numero 10 della Roma si ferma sfoderando un pallonetto che spiazza Julio Cesar.

 

 

26 novembre 2006: 2-4 al Ferraris

E’ fine novembre quando la Roma trova la vittoria per 2-4 contro la Sampdoria di Novellino. La partita si sblocca dopo 13 minuti. De Rossi serve Totti da centrocampo che, in contropiede, mette a segno la prima rete della gara. Il vantaggio dura pochissimo, ma questo non sembra frenare l’entusiasmo dei giallorossi che all 44′ segnano con Panucci il gol del 1-3. Mezz’ora dopo, arriva la doppietta del capitano. Su cross di Cassetti, Totti incrocia al volo con un mancino incredibilmente, un gol un gol di che squote il Ferraris, tutto in piedi ad esultarlo.

 

Mondiali 2006: rigore all’Australia

Un anno dopo, nell’estate del 2006, il sogno azzurro diventata realtà. Agli ottavi di finale della Coppa del Mondo, l’Italia trova l’Australia. Ormai la partita è finita. Si stanno concludendo anche gli ultimi tre minuti del recupero e il match è ancora 0-0. Totti da centrocampo lancia lungo per Grosso che si inserisce in area, ne salta due, finge un cross ma Neill lo butta giù facendo guadagnare il calcio di rigore agli azzurri. Più tardi Marcello Lippi ricorderà: «Mi guardavo intorno, ma tutti abbassavano gli occhi o si giravano dall’altra parte. Solo uno non si tirò indietro: Francesco Totti». Totta al Pupone calciare dal dischetto, cucchiaio e l’1-0 per l’Italia. Tra il delirio del pubblico e le urla di Caressa in telecronaca, gli azzurri passano ai quarti.

 

 

Champions League 2014: 2-2 contro il City

Il 30 settembre del 2014 la Roma vola al City of Manchester Stadium per lo scontro valido per la Champions League. Tra gli avversari, la Roma si troverà ad affrontare anche un certo Edin Dzeko. I citizens partono già in vantaggio segnando il primo gol dopo soli 4 minuti. Al 23′ arriva il pareggio. Nainggolan tova Totti tra le linee e lo serve. Il capitano vede l’uscita di Hart, opta per il cucchiaio e molto delicatamente la palla si posa sul palo opposto. Primo gol di Totti in Inghilterra e l’onore di essere il giocatore più anziano a segnare in Champions League.

 

 

Derby 2015: 2-2 e selfie con la curva

Prima la doppietta poi il selfie in campo. L’11 gennaio 2015, nel derby numero 40 della sua carriera finito 2-2, il capitano segna i gol giallorossi. Il pareggio arriva al 64′, dopo una dura rimonta per i giallorossi. La palla è tra i piedi di Holebas che la mette in mezzo, Totti si fa trovare pronto e in semirovesciata batte Marchetti tra i pali della Lazio. Subito l’esultanza sotto la curva Sud con tanto di selfie.

 

 

Torino 2016: doppietta del capitano

Il 20 aprile 2016. All’86 la Roma è sotto 1-2 contro il Torino quando Spalletti chiama il cambio e inserisce Totti al posto di Keita. Giusto il tempo di entrare che dopo il tocco di Manolas di testa, trova la porta segnando il gol del pareggio. E poi la corsa sopra il cartellone pubblicitario fino a sotto la curva per ricordare al mondo il suo posto. Ma la partita non è ancora finita. Dopo tre minuti Perotti guadagna rigore su fallo di Maksimovic. La tensione è altissima, il pubblico in lacrime mentre Totti prende posto sul dischetto. Padelli intuisce, si butta ma non ci arriva. I giallorossi rimontano grazie a Totti, che anche verso la fine della sua carriera continua ad essere il Re di Roma.

 

 

2017: l’addio

Infine, nel 2017, terminato lo scontro con il Genoa, Francesco Totti saluta ufficialmente l’unica squadra a cui ha donato tutto il suo amore, il suo talento e la sua carriera. All’interno di un Olimpico in lacrime, acclamato dai suoi tifosi che lo hanno accolto bambino per salutarlo uomo, tra i suoi compagni e la sua famiglia. Per ringraziare e salutare quello che lui stesso definisce «un amore che non avrà mai fine».

 

Giulia Taviani

22 anni, nasco a Verona, mi sposto a Milano ma sogno Bali. A quattro anni ho iniziato a scrivere poesie discutibili, a 20 qualcosa di più serio. Collaboro con Master X e con Periodico Daily. Ho scritto di cinema, viaggi, sport e attualità, anche se sono fortemente attratta da ciò che è nascosto agli occhi di tutti.

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