60 anni di Senna: quanto ci manchi, Magic

Il mito Ayrton Senna

Ci sono degli eventi che hanno fatto la storia, accaduti prima della nostra nascita, ai quali non abbiamo potuto partecipare o assistere; e pensarci fa un po’ male, perché avremmo voluto essere lì quel giorno e avremmo voluto vivere quel momento.

Quel giorno, però, non è il primo maggio del 1994.
Senza stare a ripercorrere una storia drammatica che potete tranquillamente recuperare su Wikipedia (e che, sinceramente, farebbe un po’ male in chi scrive doverla raccontare), la prematura scomparsa di Ayrton Senna durante il GP di Imola è stata forse uno dei momenti dei più segnanti della storia della Formula 1: quel maledetto sterzo fallato non ci ha portato via solo un tre volte campione del mondo, ma anche (e sopratutto) un uomo straordinario, solito dare in beneficenza parte dei suoi ricavati dall’attività di pilota e che proprio all’inizio del 1994 aveva discusso con la sorella della sua intenzione di fondare un’organizzazione con l’obiettivo di aiutare i bambini poveri del Brasile. Tutto lontano dai riflettori, tanto che nessuno ne ha saputo niente fin dopo la sua dipartita.
In un certo senso, quella fu la sua ultima grande opera di carità, senza che neanche ne fosse consapevole: dopo il suo tragico incidente tutti i circuiti di Formula 1 furono oggetto di controlli e revisioni (la curva di Imola venne sostituita con una chicane) e vennero riviste anche le caratteristiche delle monoposto, al fine di aumentarne la sicurezza  e diminuirne le velocità. E’ impossibile calcolare quanti altri incidenti siano stati evitati grazie a queste modifiche, ma ciò che è certo è che dopo l’incidente di Senna, per 20 anni, non ci sono stati più incidenti mortali in Formula 1 (fino almeno a quel tragico 5 ottobre 2014, ma questa è un’altra storia).


Ayrton e Alain: la storia della Formula 1

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Formula 1: abbraccio tra Prost e Senna compagni di squadra

Quello che di più ci manca (o perlomeno che più manca a chi vi scrive, qualcuno che, essendo nato due anni dopo la sua scomparsa, di Ayrton ne ha solo letto le gesta) è ciò che rappresenta la foto qui sopra: la storica rivalità Senna-Prost. Il “Professore” e “Magic” si diedero la caccia per anni, anche da compagni di squadra, alternandosi nel titolo di campione del mondo senza risparmiarsi nessun colpo e dando vita a una delle rivalità più storiche della Formula 1.
Guardare i numeri di questa sinfonia sportiva (7 Mondiali vinti in due, 92 vittorie totali, 361 Gran Premi corsi) fa venire i brividi, ma ciò che più stupisce è come quella rivalità sia rimasta circoscritta alla sfera sportiva; nel 1994, quando Prost si ritira e Senna chiede addirittura ad un giornalista il numero di telefono del Professore, la rivalità lascia spazio ad un’amicizia fatta di rispetto reciproco e di tanta stima tra due campioni della Formula 1: al funerale del brasiliano Prost trasporta in spalla il feretro dell’amico scomparso, il quale prima di quello sfortunato GP aveva dato “Un saluto speciale al nostro caro amico Alain. Ci manchi in pista“.
Di storie
così vorremmo vederne a decine, perché è di questo che ha bisogno lo sport: troppo spesso si sente il peso del “re denaro” o si guarda solo agli aspetti economici degli ingaggi o delle vincite di uno sportivo, come se ciò che qualifica il valore di un pilota (o un calciatore) siano gli zeri sul suo contratto, invece che la personalità e la figura che essi rappresentano all’interno e all’esterno del proprio mondo, alimentando i sogni di chi 25 anni fa assisteva ai duelli tra Williams e McLaren come chi oggi assiste a quelli tra Ferrari e Mercedes.

Ambasciatori di una Formula 1 diversa, lontana, che non c’è più; una Formula 1 che però vive ancora nello spirito che i due in tuta rossa hanno trasmesso al mondo del motorsport; una Formula 1 che adesso è in difficoltà e che vede a rischio non solo il futuro della stagione 2020, ma anche la sopravvivenza sportiva di team e organizzatori; una Formula 1 a cui non può che far bene guardarsi indietro e vedere Ayrton: finchè c’è la minima possibilità che scenda in pista un’altro Campione come lui la Formula 1 vivrà nel cuore dei piloti e, sopratutto, dei tifosi


Per tutti quelli che non ne sapessero abbastanza, o semplicemente per i più giovani, questa è la pagina Wikipedia e questo il sito dedicato ad Ayrton ‘Magic‘ Senna: leggete la sua storia; conoscete la sua carriera da pilota; innamoratevi della sua persona. Amerete ancora di più la Formula 1.

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Emanuele Breschi

Diplomato in Lingue e laureato in Scienze Politiche, anche se ho passato più ore su Netflix o alla Playstation che sui libri.

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