Edin Dzeko compie 34 anni. “Il gol più bello? Contro il Chelsea”

Edin Dzeko dovrà spegnere le candeline tra le mura di casa e non sul campo come avrebbe desiderato. Oggi infatti il bosniaco compie 34 anni, cinque dei quali passati indossando la maglia giallorossa. «I compagni mi dicono che ho 34 anni, ma che corro come uno di 22» ha dichiarato durante un’intervista al The Athletic.

«La fascia da capitano? E’ un privilegio venire dopo Totti e De Rossi, le più grandi leggende non solo della Roma ma del calcio italiano. E’ una responsabilità ancora maggiore». Ha aggiunto. Sì perché il centravanti bosniaco, dopo l’addio storico delle due bandiere romane, è diventato il leader della Lupa trascinando una squadra che, a suo dire, «merita di vincere trofei».

Prima di arrivare in Italia, Edin Dzeko ha avuto un passato nei principali campionati europei. Dal Wolfsburg in Bundesliga, con cui ha guadagnato il titolo di Capocannoniere nella stagione 2009-2010 segnando 22 gol, al Manchester City in Premier League, segnando la sua prima rete inglese contro il Notts Country. Il 2012 fu una stagione d’oro per il bosniaco. Dopo il poker contro il Tottenham durante la terza giornata di campionato, ha guidato i Citizens fino alla cima della classifica chiudendo il campionato con la vittoria contro il QPR. Nei minuti finali dell’ultima partita della stagione infatti, Dzeko realizza la rete del 2-2 aiutando il City a vincere il campionato inglese. Dopo 44 anni il Manchester, grazie anche ad Edin Dzeko, era tornato campione.

Nel 2015 arriva poi alla Roma in prestito per 4 milioni di euro. Con la maglia numero 9 ha debuttato contro il Verona, mentre il suo primo gol da giallorosso è arrivato il 30 agosto dello stesso anno, contribuendo alla vittoria dei capitolini sulla Juventus, chiudendo la partita 2-1. Da allora sono cambiate molte cose. In quella stagione sulla panchina della Roma si sono alternati Rudi Garcia e Luciano Spalletti, mentre Salah dominava il campo.

«Normalmente si dice che un numero 9 aspetti il pallone in mezzo all’area. Io non sono il tipo che aspetta un cross o qualcosa del genere. Mi piace muovermi, avere il pallone. Devo toccarlo molte volte, altrimenti mi perdo. Devo essere sempre lì». Riporta l’intervista del giornale inglese.

Capocannoniere della Sere A nella stagione 2016-2017 con 29 reti, ha raggiunto quota 102 gol in giallorosso solo tre settimane fa, contro il Lecce. Raggiungendo così Vincenzo Montella nella classifica dei marcatori della Roma. 102 gol che hanno fatto tremare l’Olimpico, come quello del 3-0 contro il Barcellona di due anni fa. Il bosniaco, grazie alla verticale di De Rossi, trafigge Ter Stegen segnando, dopo solo sei minuti dal fischio d’inizio, la prima rete che farà ritrovare coraggio alla squadra capitolina. In quella partita la Roma, grazie anche al capitano e Manolas, ribalterà il 4-1 del Camp Nou portando a casa il passaggio alle semifinali di Champions.

I momenti più belli di Dzeko

«Il campionato col Wolfsburg, il gol all’ultimo secondo contro il QPR quando ero al Manchester City, e con la Roma…deve ancora venire! Anche se contro il Barcellona è stato bello. Il mio gol più bello? Forse quello contro il Chelsea, ma il mio preferito è quello all’esordio con la Bosnia contro la Turchia». Ricordava in un’intervista di due anni fa, quando si parlava di un suo possibile ritiro dalla Roma.

Un gol, quello contro il Chelsea, che ha commentato anche al The Athletic. Era il 2017 e i giallorossi erano voltati a Londra per cercare l’impresa, al tempo la squadra era nelle mani di Di Francesco. Al 74′, grazie al gol di Kolarov e alla doppietta di Dzeko, la Roma era riuscita a completare un’incredibile rimonta portandosi dal 2-0 al 2-3.

Ma sul gol del pareggio, il bosniaco commenta così: «Fu importante il piazzamento. L’interno del piede. Ho segnato tanti bei gol, ma questo… questo è di un livello diverso rispetto a tutti gli altri. La distanza, la tecnica, la forza, tutto. Quando rivedo i miei gol mi piace vedere il risultato e la competizione in cui li segno. Qui era Champions League, la miglior competizione per club al mondo. E stavamo perdendo 2-1. Segnammo il 2-2 con questo gol. Gol che non segni tutti i giorni».

La frecciatina alla società però non tarda ad arrivare e con un commento sotto una foto di squadra del 2015 dichiara: «Tanti buoni giocatori, se ogni anni vendi un calciatore perdi continuità. I nuovi hanno sempre bisogno di tempo per abituarsi al campionato e al club». Soprattutto perché guardando la Roma di cinque anni fa, Dzeko, da allora, è l’ultimo rimasto.

Giulia Taviani

22 anni, nasco a Verona, mi sposto a Milano ma sogno Bali. A quattro anni ho iniziato a scrivere poesie discutibili, a 20 qualcosa di più serio. Collaboro con Master X e con Periodico Daily. Ho scritto di cinema, viaggi, sport e attualità, anche se sono fortemente attratta da ciò che è nascosto agli occhi di tutti.

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