Dea al ritmo del Papu, con Gomez in regia è tutta un’altra musica

 

Alejandro Dario Gomez è un calciatore argentino, di professione attaccante e in forza all’Atalanta. Noto a tutti come Papu, dall’appellativo affettuoso della madre, El Papuchi, Gomez si è preso l’Atalanta. La Dea, dopo anni passati a non retrocedere, è ai quarti di finale di Champions League grazie (e soprattutto) al contributo del suo numero 10.

Il Diez dell’Atalanta, il Papu

Una Dea che sembra non porsi limiti e “fermata” solo dall’emergenza Coronavirus. Rullo compressore in campionato (seppur con qualche passo falso), meravigliosa in Champions League. Ma la banda di Gian Piero Gasperini dove trova la sua forza e la sua ispirazione?

Atalanta baila com el Papu

In squadra dal 2014 una volta prelevato dal Metalist, le fortune dell’Atalanta sono da ricondurre all’ex furetto del Catania Gomez, capitano e faro della Dea. Con il passare degli anni, Gasperini ha saputo costruire intorno a lui la macchina perfetta che noi tutti stiamo ammirando. Il passaggio chiave dell’evoluzione e della crescita esponenziale del diez è stato il cambio modulo apportato: non più 3-4-3 con Gomez largo come ala, ma 3-4-1-2 (o 3-4-2-1). Dicevamo, “Gomez professione attaccante”. Attaccante? Non esattamente.

Alejandro Gomez, a colloquio con il suo allenatore, Gian Piero Gasperini

Dall’amicizia e coppia gol con Petagna nei primi anni a Bergamo, el Papu ha saputo modificare il suo modo di giocare con l’avanzare degli anni. Meno dribbling, meno folate, più ordine e più regia. Così Gomez rispondeva a SkySport dopo la vittoria i Champions sulla Dinamo Zagabria 2-0 del 26 novembre:

Stasera sono tornato ai tempi in cui giocavo in Argentina e mi divertivo solo se facevo tunnel. In realtà mi sono divertito perchè abbiamo giocato un calcio spettacolare

Dal saltare l’uomo sulla fascia alla cabina di regia. Il Papu ha arretrato il suo raggio di azione andando a conquistare il cuore del centrocampo piazzandosi tra De Roon e Freuler i due mastini della mediana di Gasperini. Gomez, ovviamente su geniale intuizione del suo allenatore, è uscito dalla zona degli ultimi 16 metri andando a disegnare calcio in una parte di campo dove avrebbe toccato e giocato più palloni entrando sempre di più nel vivo delle manovre della sua Atalanta. Da lì, la capacità di inventare e di lettura delle situazioni del numero 10 atalantino sono sbocciate.

Cabina di regia però alternata a strappi palla al piede e dribbling, vero marchio di fabbrica del “primo” Gomez, quello del Catania di Simeone. La propensione a saltare l’uomo e la voglia di continuare a divertire il pubblico a suon di dribbling e giocate spettacolari scorrono infatti ancora nel sangue di Gomez che, nei momenti giusti, sa allargarsi e ritagliarsi gli spazi giusti andando a ricoprire il ruolo di ala (destra o sinistra). Emblematico, in questo caso, è il gol segnato nel 5-0 al Milan del 22 dicembre. Fuga del Papu sulla sinistra, tunnel all’ex (malcapitato) compagno Conti e palla sotto la traversa.

Numeri alla mano: un Gomez così non si era mai visto

E pensare che appena approdato all’Atalanta, Gomez non fu così decisivo. Nella stagione 2014/2015 infatti, in 24 presenze complessive tra Serie A e Coppa Italia, il Papu mise a referto solamente 3 reti e 4 assist. Numeri non da Papu che però, già dalla stagione successiva, decise di prendersi definitivamente l’Atalanta e Bergamo. Dal 2015 sono 5 le stagioni, compresa quella in corso, in cui Gomez è andato in doppia cifra come assist. In queste cinque stagioni, non sono mancati ovviamente i gol, 50 complessivamente, 7 di cui nell’attuale annata (ancora da concludere, forse).

Numeri che hanno reso Gomez anche un idolo al fantacalcio mandando in estasi milioni di fantallenatori che hanno deciso di puntare su di lui nella propria squadra. Gomez è diventato sempre più popolare tra gli appassionati collaborando anche con il trio de Gli Autogol e partecipando a vari video inerenti al tema ballando anche nella canzone “Baila como el Papu”.

Gomez fa volare l’Atalanta e l’Atalanta vola con lui. I quarti di Champions League conquistati alla prima partecipazione alla massima competizione europea, sono forse il traguardo più alto raggiunto da Gomez che ora, senza nulla da perdere e a 32 anni, punta sempre più in alto. Adelante Papu, adelante.

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