Le 5 verità che ci ha lasciato Juventus – Inter

1. Juventus, una macchina micidiale

In un periodo di difficoltà, di critiche arrivate dopo il ko in Champions League con il Lione, la forza di tirare un colpo di coda decisivo ed estromettere (quasi) al 100% l’Inter dalla corsa scudetto. Migliori prestazioni stagionali proprio contro i neroazzurri sia all’andata sia al ritorno. Messaggio? Quando conta, la Juventus fa la Juventus

2. Ciao ciao Sarrismo, bentornato Allegrismo?

Dopo quasi 8 mesi di Sarri in cui il suo modo di giocare alla Guardiola non si è praticamente mai visto, con l’Inter si è messa in luce tutta la sostanza della Juventus. Capacità di saper aspettare per colpire e un centrocampo meno palleggiatore con Bentancur al posto di Pjanic, Ramsey più incontrista dello stesso Bentancur adattato mezz’ala e Matuidi al posto di Rabiot. Alla fine, non serve il ricamo finale o la magia nei 16 metri a fare la differenza, a volte sì (vedi Dybala), ma in partite del genere contro una grande squadra, la sostanza è fondamentale per conquistare la vittoria

3. Inter, ogni anno manca sempre qualcosa per essere come la Juventus

Ogni anno gli esperti di calcio nel post Juventus – Inter si ritrovano e confermano: “all’Inter manca ancora qualcosa per essere come la Juventus”. Ecco, rispetto all’anno passato ci sono tanti elementi in più che potevano lanciare verso lo scudetto l’Inter: Antonio Conte in panchina, l’arrivo di tanti giocatori dal calibro internazionale e tanto, tantissimi entusiasmo. L’amarezza ancora una volta di tornare a casa a mani vuote è tanta, ma quest’anno le giustificazioni non si devono trovare. Gli ingredienti per fare bene c’erano, molto più dell’anno scorso, cosa è mancato all’Inter questa volta?

4. Inter – Eriksen, dopo 55 giorni ancora è un problema

Arrivato a Milano nel mercato di gennaio, Christian Eriksen è un caso. 55 giorni per ambientarsi, tante partite giocate, sia da subentrante sia da titolare, ma nessuna ancora prestazione brillante. Eriksen mezz’ala non è l’Eriksen del Totthenam. Il Danese non è un giocatore che salta l’uomo e che fa del dribbling la sua arma migliore, Eriksen è il fantasista della squadra che vede spazi dove non esistono. Il gioco di Conte e ciò che gli chiede, ovvero rincorse agli avversari e movimenti ferrei, stanno facendo faticare Eriksen nel trovare la giusta posizione in campo. Riuscirà Conte a trovargli la giusta sistemazione o diventerà sempre più un oggetto misterioso?

Il danese Christian Eriksen, giocatore dell’Inter

 

5. Paulo Dybala, da esubero a miglior giocatore della Juventus. Bentornata joya

Se ripensiamo ad agosto e al clamoroso scambio che la Juventus aveva imbastito con l’Inter con Dybala e Icardi le pedine, ci scappa una risata. Paulo Dybala è, assieme a Cristiano Ronaldo, il giocatore più decisivo e incisivo della Juventus. L’averlo riportato nel suo ruolo naturale, ovvero quello di seconda puntata / esterno destro, è stata la vera arma in più di Sarri che ha ritrovato i suoi colpi e le sue giocate. La fantasia della joya è tornata a far gioire la Juventus e i suoi tifosi.

Paulo Dybala decisivo sia all’andata sia al ritorno con l’Inter

 

Un pensiero riguardo “Le 5 verità che ci ha lasciato Juventus – Inter

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: