Serie A: aspettando Juventus – Inter vincono tutte le squadre in zona salvezza

Ore 12.30 Parma – Spal: 0-1 (70°rig Petagna)

In un Tardini vuoto e senza spettatori come recita il nuovo Decreto emanato dal Governo Conte per salvaguardare il Coronavirus, Parma e Spal aprono i recuperi della 26′ giornata. Prima dell’inizio del match però, con le squadre già in campo dopo aver effettuato il riscaldamento di routine, è arrivata la comunicazione di non far iniziare la partita. È stato lo stesso ministro dello sport Vincenzo Spadafora ad aver chiesto alla Lega Calcio di sospendere tutte le attività sportive e, dopo tanti rinvii in fatto di orario, è arrivato il definitivo OK per disputare la gara iniziata alle 13.45.

Dopo un secondo riscaldamento le due squadre sono scese in campo e in un clima quasi surreale hanno provato a dare un pizzico di “normalità” in un periodo tutt’altro che semplice per il nostro paese. Le emozioni per dire la verità, sono state poche, pochissime. Nel primo tempo quasi nessuna causa due squadre molto attendiste e più preoccupate a non prenderle che darle. Nel secondo tempo, dopo una colossale occasione fallita da Gervinho da dentro l’area piccola al 65°, è la Spallanzani a trovare l’episodio giusto per stappare la gara. Lancio in profondità in area di rigore per lo scatto di Valoti che si fionda sul pallone; Bruno Alves, ignaro dell’arrivo dell’avversario, alza la gamba e lo colpisce. Per l’arbitro Pairetto è calcio di rigore e, dopo la conferma arrivata dopo un lungo consulto al VAR per chiarire il controllo di Valoti con il braccio o la spalla, dagli undici metri si presenta Petagna che spiazza Colombi e fa 1-0. La reazione del Parma è scarsa e si può identificare in un’unica azione pericolosa quella capitata sulla testa di Gervinho a pochi metri da Berisha che in agilità blocca la sfera. Finisce 1-0 per la Spal che abbandona l’ultimo posto in classifica a discapito del Brescia e si rilancia in zona salvezza.

Ore 15.00 Sampdoria – Hellas Verona: 2-1 (32° aut Audero; 77° e 86° rig Quagliarella)

A Marassi sono i blucerchiati a conquistare i tre punti. La banda di Ranieri, andata sotto per l’ennesima volta nel primo tempo complice la rete di Zaccagni poi segnata come autogol al portiere Audero, fa fatica a macinare gioco e creare occasioni con i gialloblù padroni della manovra e del campo. Negli spogliatoi Ranieri si fa sentire e nei secondi 45 minuti la Samp è un’altra squadra e macina occasioni su occasioni. A poco meno di un quarto d’ora dal termine si sveglia Fabio Quagliarella e per la Samp sono gioie: al 77° su traversone basso dalla destra di Depaoli, il capitano blucerchiato gira in porta con il destro trovando il gol del pareggio. A 4 dal termine infine, su un calcio di rigore decretato dal VAR per una gomitata di Gunter punita da Valeri, lo stesso Quagliarella segna il gol del definitivo 2-1. Un successo fondamentale per la Sampdoria che scavalca il Lecce in classifica salendo a 27 punti.

Ore 15.00 Milan – Genoa: 1-2 (7° Pandev; 41° Cassata; 77° Ibrahimovic)

In un San Siro quasi spettrale e dopo una settimana rumorosa che ha visto l’addio alla società rossonera di Boban, il Genoa di Nicola soverchia i pronostici e rovina il pomeriggio a Ibrahimovic e compagni. Nel primo tempo i rossoblù si rendono protagonisti di una prestazione solida e compatta e colpiscono dopo soli 7 minuti di partita: Theo Hernandez, in ombra quest’oggi, si fa scippare da Sanabria che si invola in area dalla destra e trova Pandev al centro che mette in rete la rete del vantaggio. Dopo un po’ di folate del Milan, il Genoa raddoppia poco prima dell’intervallo grazie al secondo gol in maglia Genoa di Cassata, il secondo consecutivo dopo quello segnato alla Lazio nell’ultima partita giocata. Dopo l’intervallo, il Milan prova a scuotersi affidandosi al genio, seppur opaco quest’oggi, di Zlatan Ibrahimovic che al 77° prova a rimettere in carreggiata i suoi: su una mischia da calcio d’angolo, è lo stesso Svedese a trovare il gol che accorcia del distanze. Nel finale i rossoneri spingono ma con poca lucidità e il Genoa tiene il vantaggio che vuol dire abbandonare le ultime tre posizioni agganciando il Lecce a 25 punti.

Ore 18.00 Udinese – Fiorentina: 0-0 

Poche emozioni alla Dacia Arena di Udine. A pochi giorni dal ricordo della scomparsa di Davide Astori proprio a Udine prima della partita tra l’Udinese e la sua Fiorentina, la Viola non è andata oltre lo 0-0. In un primo tempo dove l’unico squillo è un colpo di testa di Okaka di poco alto sopra la traversa, nel secondo tempo ci prova di più la Fiorentina. L’arretramento da parte di Iachini di Chiesa e l’inserimento di Cutrone al fianco di Vlahovic rendono la manovra della Viola più incisiva. Le speranze della Fiorentina però si infrangono prima sul palo su una conclusione di Milenkovic e poi sui guantoni di Musso che al 93° dice di no a un tiro di Chiesa forte e preciso da dentro l’area di rigore. Quarto pareggio per l’Udinese nelle ultime quattro partite. Alla Dacia Arena ha vinto più la paura di perdere la partita che altro. Un punto che serve a muovere la classifica per entrambe che tutto sommato, si sono accontentate del minimo scarto.

 

 

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