Williams: quanto può essere nobile l’ultimo posto.

E’ impossibile per un appassionato sincero di F1 non sperare che la Williams, scuderia storica presente nel circus dal 1977, con 114 gp vinti e 16 titoli iridati, possa uscire dal tunnel in cui è entrata negli ultimi anni, finendo per essere sempre il fanalino di coda nella griglia, sia di sabato che in gara. I test hanno sorriso ai tifosi ed alla scuderia inglese, poiché i tempi sul giro sono migliorati, rispetto all’anno passato, di quasi un secondo e mezzo, un abisso in uno sport dove la differenza si conta in decimi se non in millesimi.

Ciò che però può rendere orgoglioso il team di Grove, è che questo miglioramento sia tutto merito loro, del loro sviluppo, delle loro idee. Certo potranno ancora essere il fanalino di coda di questo mondiale, ma potranno essere anche soddisfatti nel sapere che si sono riavvicinati al gruppone con la loro dignità, con la loro libertà, con la loro forza. Non vuole essere la mia solo una mera dimostrazione retorica, ma alla Williams si potrebbe tributare, cosa che nel mondo militare è ritenuto il più gran riconoscimento possibile da una fazione nemica, l’onore delle armi; perché di onore e dignità in Inghilterra, a Grove, ne hanno avuti parecchio.

Sotto gli occhi di tutti è la performance, fino adesso, della Racing Point, della loro Mercedes rosa e dei loro piloti, Segio Perez e Lance Stroll, figlio quest’ultimo del proprietario del team e fondatore. E’ anche sotto gli occhi di tutti dunque come la Racing Point di quest’anno abbia copiato, preso ispirazione e ottenuto pezzi, dalla W10 tedesca della passata stagione e anche di alcune parti della W11, diventando difatti un team satellite di Mercedes. Stroll senior però, prima di ottenere il team attuale, aveva investito capitale nell’allora Williams Martini Racing, e visti i pessimi risultati che la scuderia stava ottenendo, aveva chiesto nel 2018 a Frank e Claire Williams (presidente e vicepresidente-team manager dell’omonima scuderia), di fare ciò che ha fatto quest’anno Racing Point; copiare Mercedes, copiare i campioni del mondo.

Risultato immagini per mercedes racing point

Ecco perché dico che la Williams ha mostrato tutta, come squadra, una dignità ed una tenacia fuori dal comune; anche nel momento probabilmente più duro della loro storia, questi irriducibili inglesi non hanno voluto sottostare a nessuno, essere la seconda squadra di nessuno. Hanno preferito perdere, hanno preferito l’ultimo posto perpetuo, spesso con distacchi abnormi, anziché abbassarsi a copiare dai migliori ed ottenere un risultato praticamente certo, sicuramente migliore così come ha fatto la Racing Point. Hanno dimostrato, in un mondo dove la forza economica ed i risultati sembrano contare più di tutto, un cavalleresco orgoglio, una dignitosissima libertà di scelta. Sono stati, in ambito certamente sportivo, eroici nell’accettare una sconfitta sicura.

E’ un dato di fatto che noi, come uomini, siamo portati a provare empatia per chi sta male, per chi perde, per i vinti in generale. Tuttavia questi vinti, questi Williams, sembrano a noi dei vinti invitti, alla stregua di tanti eroi classici, Ettore sopra gli altri, coscienti e decisi fino in fondo della loro onorevole e dignitosissima fine. Speriamo che la Williams si riprenda, che possa tornare a stare nelle posizioni che le spettano, ma soprattutto, speriamo che non perda mai la sua nobile fierezza inglese.

GabriSPQRatti

Studio lettere a Pisa e scrivo per la Nazione di Massa Carrara. Forza il Verona, la Ferrari, e l'Italia.

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