Serie A, il posto dove la razionalità è stata ‘uccisa’ dagli interessi

Si gioca. Non si gioca. CONTRORDINE. Si gioca a porte chiuse ma la partita la diamo in chiaro per renderla accessibile a tutti. Ehi, fermi tutti, non si gioca più. Un luna park? Macché, è la Serie A. 

L’emergenza Coronavirus, sempre più minacciosa, sta mandando in tilt l’Italia. Lo sport, su tutti il calcio e la serie A, sono finite al centro delle polemiche non perché qualche giocatore o qualche allenatore si sia infettato, bensì per la semplice organizzazione.

Nella giornata passata sono state quattro le partite rinviate, in quest’ultima addirittura cinque tra cui il match scudetto fra Juventus e Inter. Ecco, concentriamoci proprio su questo incontro sia perché è il più importante sia perché è quello con più stranezze.

Domenica scorsa la partita fra Inter e Sampdoria è stata rinviata dopo essere stata scartata l’opzione di disputarla a porte chiuse. In settimana la formazione di Conte però doveva disputare il ritorno dei sedicesimi di Europa League a San Siro. La UEFA non ha esitato un attimo e, nonostante il pericolo Coronavirus con la formazione bulgara del Ludogorets addirittura giunta a Milano con mascherine sul viso, ha fatto disputare la partita a porte chiuse. L’Inter, tra l’altro, ha provveduto al rimborso immediato dei biglietti già venduti per la gara.

Durante la settimana però, l’attenzione era ovviamente sul match di domenica sera fra Juventus – Inter. La decisione della Lega Calcio, in concordanza con il Governo, è stata quella di far disputare la partita all’Allianz Stadium a porte chiuse. Non sono mancate le polemiche su questa decisione vista l’importanza della posta in gioco della partita.

Il calcio appartiene ai tifosi

Frase vera, verissima, ma non in questo caso. La voglia di contenere e arginare il virus Covid-19 è ovviamente più importante di una partita di calcio per quanto essa possa essere di cartello.

E quando tutti erano pronti a gustarsi la partita sul divano, da soli o in compagnia, addirittura con la possibilità di vederla in chiaro su TV8 dopo la concessione del Governo, ecco il dietrofront della Lega. Rinviata Juve – Inter insieme ad altre quattro partite di Serie A. Motivo? Beh, si cerca ancora di capirlo sinceramente. A un po’ di ore dall’annuncio, a mente fredda, non si riesce a capire il motivo di tale decisione. Anzi, il mistero la avvolge sempre di più. Perché?

Sembra essere confermata infatti la normale esecuzione del ritorno della semifinale di Coppa Italia proprio tra la Juventus e il Milan. Quando? Mercoledì 4 marzo. Dove? All’Allianz Stadium di Torino. Come? A porte aperte (solo per i piemontesi). A soli tre giorni di distanza dunque, una partita non si gioca, una partita si.

Come al solito in Italia si prendono alcune decisioni senza senso e senza logica, riporta alla luce il lato oscuro del calcio che abbiamo provato a ripulire. Una decisione del genere tutela solo quelle quattro-cinque squadre che hanno degli interessi – Fabio Liverani, allenatore Lecce

C’è della malizia dunque nella scelta della Lega? Tutto lascia pensare a questo. Anche perché, la serie B, ha giocato nelle zone rosse del Coronavirus. Venezia, Verona, Cittadella, tutte partite disputate a porte chiuse.

Cosa c’è allora dietro a questa decisione controversa e improvvisa? Il calendario ora si infittisce con impegni sempre più ravvicinati anche vista la fine anticipata del campionato complice l’Europeo. Forse, il buonsenso, poteva soverchiare (almeno questa volta) gli interessi di una squadra.

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