Bentornata Formula 1

La Formula 1 quest’anno è iniziata con un bel po’ di anticipo (se per caso non ve ne foste accorti). Sì, perché se negli anni passati la categoria massima del motorsport saliva alla ribalta solo con l’inizio del mondiale, e quindi con la prima gara, questo 2020 è iniziato col botto, con i test invernali, come non avveniva da tempo; si potrebbe quasi dire: “ma che ne sanno i 2000″.

Erano anni che non si respirava un’attenzione del genere per dei test, perché in effetti non sono altro che questo, ed erano anni che in questi 3 giorni di prove non si vedesse qualcosa di rivoluzionario, pazzo, geniale; qualcosa di F1. Ma quest’anno è bastato presentare le macchine per capire che non sarebbe stato tutto come al solito, ed ovviamente, al centro della discussione mondiale e tecnica, non può che esserci il team 6 volte campione del mondo negli ultimi 6 anni, Mercedes.

Nei test invernali, soprattutto nei primi, è difficile fare valutazioni sicure sulla competitività delle vetture, e si possono solo azzardare prime impressioni, che quest’anno urlano la superiorità Mercedes ed un incredibile salto in avanti di Williams e Racing Point. Per la maggior parte di noi italiani (ferraristi per eccellenza) tutto questo però ha un sapore dolce-amaro; dolce perché questa Ferrari è bella, oggettivamente bella, amaro perché anche a detta del team principal Mattia Binotto, questa macchina non va e sarebbe indietro alle dirette concorrenti.

Ma perché in apertura abbiamo messo al centro Mercedes? Perché indubbiamente sono loro al centro di tutto, delle attenzioni, delle invidie, dei media, dei pensieri degli avversari, della FIA e delle novità, che potremmo principalmente dividere in 3, secondo uno schema molto caro a Carlo Vanzini, commentatore e giornalista di Sky Sport.

Prima di tutto il DAS (dual axis Steering), un ingegnoso e geniale sistema che modifica la convergenza delle gomme, muovendo lo sterzo sull’asse orizzontale, di cui ci occuperemo in un secondo momento per la complessità dei suoi benefici e funzionamenti. Basti sapere che permette velocità di scorrimento dei pneumatici più elevate, miglior resistenza alle temperature e chissà cos’altro.

Poi la possibilità di sviluppare la parte ibrida del motore con il team di Formula-E, sempre griffato Mercedes, e che permette di aggirare il problema del budget cap (il tetto massimo di soldi che i team potranno investire dalle prossime stagioni).

Come terzo punto la tanto discussa somiglianza tra Racing Point e la W10, macchina Mercedes della passata stagione. Questo perché vedere come si comporta la nuova macchina rosa, come corre e come si evolve nel corso dell’anno, sarà assai utile per i tecnici della W11, macchina della casa di Stoccarda di questo 2020, aggiungendo dati e idee per lo sviluppo.

Insomma quest’anno nel garage Mercedes non si sono proprio trattenuti, e da quella fucina di idee e geni hanno fatti uscire l’idea più competitiva e performante di macchina-team degli ultimi anni, tanto che tutti gli altri sembrano, rispetto a loro, anni addietro. Una stagione con 1-2 posto assicurato? Una stagione con la griglia piena di nuove sorprese? Un campionato all’ultimo respiro? Cosa ci aspetta questa per questa stagione? Per fortuna ancora non lo sappiamo. Bentornata, bentornata F1.

GabriSPQRatti

Studio lettere a Pisa e scrivo per la Nazione di Massa Carrara. Forza il Verona, la Ferrari, e l'Italia.

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